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LA BIENNALE DEI VELENI E DEGLI SCAZZI! L’ESPOSIZIONE PROPAL PREVISTA PER IL PADIGLIONE DEL SUDAFRICA NON E’ STATA ACCETTATA DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI PRETORIA PERCHE’ TROPPO DIVISIVA (QUESTO ALLA BIENNALE DI BUTTAFUOCO PERO’ VA BENE) E L’ARTISTA GABRIELLE GOLIATH HA DECISO DI ESPORLA FUORI RASSEGNA PRESSO LA CHIESA DI SANT’ANTONIN, IN UNO SPAZIO CHE NON FA PARTE UFFICIALMENTE DELLA BIENNALE. LA VICENDA HA ASSUNTO I CONTORNI DI UN CASO POLITICO-CULTURALE INTERNAZIONALE DOPO IL CASO GIULI-BUTTAFUOCO SUGLI ARTISTI RUSSI…

Dagotraduzione da “The Guardian” 

 

Un’opera di performance art esclusa dal rappresentare il Sudafrica alla prossima Biennale di Venezia, a causa del suo presunto carattere “altamente divisivo” per il tributo a una poetessa palestinese, sarà comunque esposta nel più grande evento artistico mondiale. 

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Il progetto dell’artista sudafricana Gabrielle Goliath, intitolato Elegy, sarà presentato per tre mesi a partire dal 4 maggio come installazione video presso la Chiesa di Sant’Antonin, nel sestiere di Castello, uno spazio situato nei pressi del sito principale ma non ufficialmente parte della Biennale. 

 

Nel frattempo, il padiglione sudafricano resterà vuoto, poiché il governo del Paese ha deciso di non nominare un sostituto per la mostra cancellata a gennaio. 

 

Goliath ha dichiarato che esporre a Venezia è fondamentale, poiché la cancellazione dell’opera ha stabilito “un precedente pericoloso”, essendo avvenuta “unicamente perché il ministro della Cultura [sudafricano] McKenzie ha sollevato obiezioni su alcuni aspetti del lavoro e per il mio rifiuto di modificarli”. 

 

Concepita come un rituale di lutto per donne uccise in atti di violenza sessualizzata o razzializzata, Elegy fu ideata per la prima volta nel 2015 per commemorare la studentessa sudafricana assassinata Ipeleng Christine Moholane. 

 

Gabrielle Goliath

La performance è priva di parole: gli schermi mostrano sette interpreti femminili con formazione operistica che emergono da uno sfondo nero e sostengono una singola nota acuta il più a lungo possibile, prima di ritirarsi e lasciare il posto a un’altra cantante. 

 

La versione esposta a Venezia rende omaggio anche a due donne Nama uccise dopo essere state sfollate e assassinate dalle forze coloniali tedesche all’inizio del XX secolo, oltre che alla poetessa palestinese Hiba Abu Nada, morta a 32 anni in un attacco aereo israeliano a Khan Younis, nella Striscia di Gaza, nell’ottobre 2023. 

 

L’opera è accompagnata da un ghazal, un’antica forma poetica araba, che rende omaggio alla poesia I Grant You Refuge, scritta da Abu Nada dieci giorni prima della sua morte. 

 

La guerra a Gaza non è ulteriormente tematizzata nell’opera stessa. Solo una dichiarazione curatoriale diffusa da Goliath fa riferimento a “uno spettro di genocidio” e parla di “migliaia di donne, bambini e civili uccisi a Gaza”. 

 

Gabrielle Goliath Elegy

Il ministro della Cultura sudafricano, Gayton McKenzie, in una lettera datata 22 dicembre 2025, ha affermato che il contenuto della performance “è noto per essere altamente divisivo e riguarda un conflitto internazionale in corso che è ampiamente polarizzante”. 

 

Fondatore del partito di destra Patriotic Alliance (PA), McKenzie è stato nominato ministro della Cultura nel 2024, quando il partito è entrato a far parte di un governo di unità nazionale guidato dall’ANC. 

 

Il precedente governo sudafricano, nel 2023, aveva intentato una causa contro Israele accusandolo di genocidio a Gaza, ma McKenzie ha continuato a sostenere Israele, dichiarando al quotidiano Daily Maverick che “non c’è alcun genocidio in corso”. 

 

Goliath ha replicato: “Non sono le specificità del linguaggio ad aver reso l’opera ‘divisiva e polarizzante’, ma il fatto che sia rivolta al lutto per le vite palestinesi”. 

 

Il mese scorso, l’artista non è riuscita a ottenere l’annullamento della decisione governativa: un giudice dell’alta corte ha respinto il suo ricorso poche ore prima della scadenza per la presentazione dei progetti alla Biennale. 

 

Gabrielle Goliath Elegy

Gli artisti che sostengono Goliath e la sua curatrice, Ingrid Masondo, stanno continuando a fare appello contro la decisione e contro l’ordine del giudice di far loro sostenere le spese processuali. 

 

“Si tratta di una decisione altamente irregolare e senza precedenti, soprattutto in un caso di interesse civico”, ha dichiarato Goliath. 

 

La Biennale, che aprirà il 9 maggio, presenta una mostra principale curata da un direttore artistico centrale, mentre i governi nazionali organizzano i rispettivi padiglioni espositivi. 

 

 

pietrangelo buttafuoco alessandro giulipietrangelo buttafuoco ph andrea avezzuPADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIAALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

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