L’EUROPA AGGRAPPATA A PEDRO SANCHEZ – IL PREMIER SPAGNOLO, CHE HA NEGATO AGLI USA L’UTILIZZO DELLE LORO BASI IN SPAGNA, TRACCIA LA ROTTA PER LA POSIZIONE DELL’UE SULLA GUERRA, NON PROVOCATA, CONTRO L’IRAN – MENTRE GLI STATI EUROPEI PROCEDONO IN ORDINE SPARSO E LA VON DER LEYEN PIGOLA PAROLE COMPIACENTI CON L’INIZIATIVA MILITARE, L’UNICO AD ALZARE LA VOCE E’ IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, IL SOCIALISTA ANTONIO COSTA: “LIBERTÀ E DIRITTI PER L’IRAN NON POSSONO ESSERE CONQUISTATI CON LE BOMBE. FINORA, C’È UN SOLO VINCITORE IN QUESTA GUERRA: LA RUSSIA, CHE…"
Estratti da open.online
«L’Ue è al fianco del popolo iraniano. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela».
È quanto ha detto stamattina il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue. In quella che appare come la più netta presa di distanza finora dalle istituzioni europee dalla guerra lanciata da Stati Uniti e Israele all’Iran lo scorso 28 febbraio. «Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un’ulteriore escalation. Un percorso del genere minaccia il Medio Oriente, l’Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico», ha detto Costa.
Ursula von der Leyen e Antonio Costa a Kiev
Un cambio di tono netto rispetto alle tesi tutto sommato «compiacenti» con l’iniziativa militare Usa-Israele di altre leader come Ursula von der Leyen. Costa d’altronde è l’unico dirigente in una posizione apicale Ue espressione della famiglia europea dei socialisti (centrosinistra), che nell’ultima settimana hanno trovato una volta più il loro punto di riferimento in chiave anti-Trump nel premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha «osato» rifiutare agli Usa l’utilizzo delle loro basi in Spagna per operazioni di supporto a quella guerra.
Se in Iran vince la Russia
antonio costa e mario draghi al vertice ue di alden biesel
«Questo mondo multipolare richiede soluzioni multilaterali. Non sfere di influenza, dove la politica di potenza sostituisce il diritto internazionale. Conosciamo la nuova realtà: una realtà in cui la Russia viola la pace, la Cina interrompe il commercio e gli Stati Uniti sfidano l’ordine internazionale basato sulle regole», ha spiegato Costa. E proprio autocrati come Vladimir Putin rischiano essere alla fine fine così gli unici a beneficiare del nuovo contesto. «Finora, c’è un solo vincitore in questa guerra: la Russia. Continua a minare la posizione dell’Ucraina offuscando il diritto internazionale. Ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina con l’aumento dei prezzi dell’energia. Trae profitto dalla deviazione di capacità militari che altrimenti avrebbero potuto essere inviate a sostegno dell’Ucraina. E beneficia della ridotta attenzione al fronte ucraino, mentre il conflitto in Medio Oriente diventa centrale», addita il presidente del Consiglio europeo.
antonio costa e mario draghi al vertice ue di alden biesel
(...)
SOLO IL PREMIER SANCHEZ HA LE IDEE CHIARE
Stefano Mannoni per Mf – Milano Finanza
Pedro Sanchez (…) ha enunciato quella che avrebbe dovuto essere la posizione dell’Unione Europea sulla guerra, non provocata, contro l’Iran. Ossia: il diritto internazionale non è un menu à la carte che si può ignorare quando a calpestarlo sono i nostri sedicenti amici, ma un valore assiologico di portata universale. Null’altro che questo dicono i Trattati e la Dichiarazione dell’Ue, amplificati fino alla noia da stuoli di zelanti commentatori che, con qualche nobile eccezione, sono stati improvvisamente colpiti da afasia.
Forte della consapevolezza di essere stata un impero globale ben prima che gli Stati Uniti si affacciassero sul palcoscenico della storia, la Spagna non l’ha mandata a dire. Non è vero forse che il trattato di non proliferazione nucleare stipulato da Obama con l’Iran nel 2015 aveva ricevuto plauso unanime con la sola eccezione di Israele? E invece la scena è stata pietosa. Bruxelles ha balbettato parole incomprensibili. La Francia ha gesticolato, a uso interno, con la sua patetica force de frappe nucleare. Il cancelliere tedesco si è genuflesso senza pudore di fronte al presidente americano guerrafondaio.
I Paesi dell’Est hanno ostentato completa indifferenza (…)
L’Italia si è barcamenata come sempre per tenere i piedi su due staffe. A questo punto la rotta dell’Ue è chiara. Continuerà a fare quello in cui riesce meglio, ossia presidiare il mercato interno, ma senza che sussistano le condizioni anche solo per evocare evoluzioni confederali o addirittura federali. Non solo non esiste un popolo europeo ma nemmeno gli interessi e le visioni degli Stati coincidono. Conclusione: gli Stati nazionali continueranno a essere i protagonisti del nocciolo duro della sovranità: il diritto di pace e di guerra.
MACRON SANCHEZ 22
pedro sanchez foto lapresse
pedro sanchez e xi jinping
PEDRO SANCHEZ CON MARK RUTTE - VERTICE NATO DELL'AJA
pedro sanchez foto lapresse
pedro sanchez giorgia meloni conferenza per la ricostruzione in ucraina foto lapresse
(…)


