ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni - foto lapresse.

L’EUROPA SI LIBERERÀ DAVVERO DI ORBAN? – OGGI SI VOTA IN UNGHERIA E, SECONDO I SONDAGGI, IL PREMIER PUTINIANO È IN SVANTAGGIO PER LA PRIMA VOLTA DOPO 16 ANNI – L’AFFLUENZA ALLE 11 È AI MASSIMI STORICI: IL 37,98%: POTREBBE ESSERE IL SEGNO DI UNA MOBILITAZIONE POPOLARE ANTI-ORBAN, MA ANCHE DI UNA “CHIAMATA ALLE ARMI” DEL POPOLO DEL PRIMO MINISTRO, CHE POTREBBE AIUTARSI CON QUALCHE BROGLIETTO (IL SISTEMA ELETTORALE FA PESARE DI PIÙ I VOTI NELLE CAMPAGNE, FEUDO DI ORBAN)  – IERI SERA L’ULTIMO, MOSCISSIMO COMIZIO DEL LEADER PIÙ PUTINIANO D’EUROPA

 

AFFLUENZA AI MASSIMI STORICI IN UNGHERIA, AL 37,98% ALLE 11

viktor orban al voto foto lapresse

(ANSA) - L'affluenza alle urne in Ungheria vola ai massimi storici. Alle 11, secondo i dati diffusi dall'Ufficio elettorale nazionale, per la sfida tra Viktor Orban e Peter Magyar ha già votato il 37,98% degli elettori, pari a 2.858.892 persone.

 

Si tratta di un dato record, di gran lunga superiore al 25,77% registrato quattro anni fa. Il trend era emerso già nelle prime ore: alle 9 si era sfiorato il 17%, contro il 10,31% del 2022.

   

Nel 2022 l'affluenza finale si fermò al 69,59%. Quest'anno le previsioni indicano la possibilità di superare nettamente la soglia del 70%.

 

sostenitori di viktor orban a budapest foto lapresse

IN UNGHERIA SISTEMA ELETTORALE MISTO, I VOTI NELLE CAMPAGNE PESANO DI PIÙ

(ANSA) - Il voto in Ungheria si gioca su un sistema elettorale misto: dei 199 seggi in Parlamento, 106 vengono assegnati nei collegi uninominali, mentre i restanti sono distribuiti con metodo proporzionale e meccanismi di compensazione.

 

 Il nodo è nel peso dei voti. Nei collegi meno popolosi, spesso rurali e favorevoli a Viktor Orban, bastano anche 50-60 mila elettori per eleggere un deputato. Nelle aree urbane, dove l'opposizione è più forte, possono servire fino a 90-100 mila voti per ottenere lo stesso seggio. Un sistema ridisegnato dopo il 2010 che tende ad amplificare il vantaggio del partito di governo.

   

ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresse

Secondo diverse analisi, questo meccanismo può valere fino a cinque punti percentuali, abbastanza - in una corsa serrata - da perdere nel voto popolare ma conquistare comunque la maggioranza dei seggi. E' per questo che l'opposizione guidata da Peter Magyar insiste sulla necessità di una vittoria ampia: per cambiare davvero gli equilibri servono i due terzi del Parlamento, cioè almeno 133 seggi su 199. Alle elezioni del 2022, Viktor Orban ottenne 135 seggi.

 

L'ULTIMO COMIZIO DI ORBÁN IN UNA PIAZZA STANCA QUANTO LUI

Estratto dell'articolo di Micol Flammini per www.ilfoglio.it

 

ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresse

Non è l’Ungheria a essere cambiata, è Viktor Orbán che pare aver smarrito il tocco. Se per la prima volta da sedici anni, il primo ministro rischia di perdere le elezioni è perché è comparso un politico più lottatore, più attivo, più giovane, che nell’ipercinesia della sua campagna elettorale ricorda l’Orbán di molti anni fa e soprattutto parla di soldi, opportunità economiche perdute e corruzione di un sistema che ha soffocato la crescita del paese.

 

Il primo ministro ha scelto di tenere l’ultimo comizio prima del voto in Piazza della Santissima Trinità, uno spazio piccolo, nella città a lui più ostile, Budapest. Il suo pubblico è arrivato e sembrava stanco quanto lui. Un autobus arancione, con la scritta “scegli Fidesz”, ha portato qualche fedele sostenitore in cima al quartiere del castello di Buda, dove a piedi in tanti non sarebbero potuti arrivare.

 

VIKTOR ORBAN - VLADIMIR PUTIN

Il pubblico di Viktor Orbán è composto da molti anziani, qualche famiglia con bambini, tifosi che scandiscono il nome del premier e il motto “Forza Ungheria” come fossero allo stadio, urlando come ossessi dentro ai megafoni.

 

Sono soltanto loro a mandare segni di vita, a scalmanarsi di tanto in tanto urlando “Viktor, Viktor”, battendo le mani come fossero dei tamburi. Gli altri sono immobili, qualcuno, previdente, ha portato dei piccoli sgabelli, molti paiono più interessati al tramonto dietro al palco che cade su uno dei belvedere più belli della capitale che all’arrivo del premier, salito per promettere la vittoria sempre, la vittoria ovunque, anche a Budapest.

 

comizio di peter magyar foto lapresse

Le bandiere del tricolore ungherese si agitano a singhiozzo, qualche signora si è presentata vestita interamente di arancione, il colore di Fidesz, pitturando anche le labbra in tinta.

 

[...] Molti indossano magliette con la faccia di Orbán, la maglia più originale è di un signore molto alto con i capelli lunghi raccolti in una coda e che sfoggia sulle spalle e sul petto l’immagine del primo ministro che contiene con caparbietà l’espandersi della Terza guerra mondiale.

 

Dice che è l’unico che può dare questa garanzia, si fa fotografare con piacere, senza sorridere, con l’espressione dura e sicura. L’opposizione teme che se Orbán non riuscirà a vincere, interverrà la Russia e una delle paure che giravano prima del comizio del premier era che dei finti provocatori potessero arrivare a sabotare l’evento.

 

peter magyar foto lapresse

Uno striscione è comparso all’improvviso con la scritta “Tovarishi konets”, Compagni è la fine. Poteva sembrare l’inizio dell’attesa finta provocazione, ma il piccolo gruppo con i cappucci neri in testa si scambia qualche urlo con una parte della folla e se ne va. Tutto è contenuto, il corrispondente russo della testata Izvestia spicca per la sua eleganza nel mezzo della folla. Soltanto una signora si avvicina a un gruppo di giornalisti per dire che o parlano bene di Orbán o non hanno il diritto di stare lì. Insiste, poi si allontana con aria incattivita e si dimentica di battere le mani mentre il premier parla.

 

ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresse

Budapest è una città che Orbán ha perso da tempo, avrebbe potuto guadagnare un bagno di folla altrove, la scelta di Piazza della Santissima Trinità appare bizzarra, anche scomoda. Però basta uno sguardo attorno per cogliere un dettaglio: la piazza è piccola, si riempie con facilità, a colpo d’occhio è colma. Ma questa è Budapest, per Orbán è il resto che conta.

ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresse. PETER MAGYAR - VIKTOR ORBAN ultimo comizio di viktor orban prima delle elezioni foto lapresseviktor orban al voto foto lapresse

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