CHI DI SPERANZA VIVE, DISPERATO MUORE - L’EX CAPOGRUPPO AVVERTE RENZI: “SENZA MODIFICHE ALL’ITALICUM, RISCHIA GROSSO” - MA I RENZIANI PROVANO A INCASSARE IL VOTO FAVOREVOLE DEGLI ULTIMI ARNESI DI “SCIOLTA CIVICA”

roberto speranzaroberto speranza

Goffredo De Marchis per “la Repubblica”

 

Quando Renzi incontrerà Roberto Speranza, domani o dopodomani, dovrà scoprire le carte sulla legge elettorale. La minoranza, ormai guidata dal capogruppo dimissionario, è ferma sulle sue posizioni. La proposta è sempre la stessa: facciamo due piccole modifiche all’Italicum e il Pd garantisce una blindatura al Senato in modo da approvarlo a luglio. Speranza continua a ripetere ai suoi amici: «Il documento dei 21 senatori in mio sostegno dovrebbe essere una garanzia per Matteo. Significa che il nuovo testo non avrà problemi a Palazzo Madama. Secondo me stavolta il premier sta facendo la scelta sbagliata».

 

Questa scelta consiste nel legare il secco no a modifiche sulla legge elettorale all’apertura, ancora da definire, sul Senato. «Il governo può prendere un’aspirina facendo minime correzioni all’Italicum e sceglie invece la strada del Senato elettivo che è come un intervento a cuore aperto — è il ragionamento di Speranza con i parlamentari di Area riformista — . Non so se funzionerà». Invece è proprio questa l’offerta del segretario ai dissidenti. La sua base di trattativa.

PARTITO DEMOCRATICO LA FESTA DOPO LE EUROPEE BOSCHI E SPERANZA PARTITO DEMOCRATICO LA FESTA DOPO LE EUROPEE BOSCHI E SPERANZA

 

Il premier pensa di poter alimentare ulteriormente le divisioni interne alla minoranza, garantendosi un avvicinamento più tranquillo al momento del voto e rispondendo all’obiezione di un assetto costituzionale senza contrappesi efficaci. Per questo vuole dialogare con Speranza, con Cuperlo e con Bersani. Ma non è detto che l’ex segretario accetterà un incontro.

 

Pierluigi Bersani Roberto Speranza Alfredo D Attorre Pierluigi Bersani Roberto Speranza Alfredo D Attorre

Durante il pranzo con Vasco Errani e nel successivo incontro con Renzi fuori dal ristorante, mercoledì scorso, Bersani ha spiegato al premier che in caso di dimissioni da capogruppo, Speranza sarebbe diventato l’interlocutore per la minoranza. Ovvero, l’interlocutore unico. «Non mi faccio intrappolare nello schema di Renzi. Lui che tratta con la vecchia guardia. C’è Speranza che parla per tutti. È pure più giovane di lui», avverte l’ex segretario.

 

Renzi insomma si prepara a dialogare con tutti, a cominciare dal Pd. Cuperlo ha 20 deputati, Pippo Civati 4, Rosy Bindi altri 4, Area riformista 80. Questa componente, la più numerosa, vive un conflitto interno. Molti non sono disposti a seguire la linea oltranzista fino in fondo.

BERSANI E CUPERLO rticle BERSANI E CUPERLO rticle

 

Però le dimissioni di Speranza sono un segnale anche per la corrente. Il momento di rendersi autonomi e di pesarsi in vista del congresso prossimo venturo (comunque molto lontano) è arrivato. Il premier perciò monitora le convulsioni dell’opposizione dem, senza rinunciare alla sua diffidenza. Palazzo Chigi fa sapere infatti che la fiducia sarà quasi obbligata. Lo confermano le parole del ministro Boschi. I rischi sono alti, ma il gioco vale la candela.

 

La questione di fiducia verrà posta una volta sola, ma per garantire il risultato i deputati dovranno passare nelle cabine allestite in aula almeno tre volte, dicono i tecnici. Le opposizioni si sono organizzate per non offrire una sponda a Renzi.

 

Enrico Zanetti sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle FinanzeEnrico Zanetti sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze

Gli emendamenti saranno 40-50 non di più. Nessuno farà ostruzionismo evitando di giustificare la mossa renziana. A quel punto il voto di fiducia scatenerà una bagarre in aula. I grillini sono già attrezzati. E aumenterebbe il disagio di molti dem. Disagio che potrebbe scaricarsi sul voto finale al provvedimento, su cui la fiducia non si può porre e che sarebbe segreto.

 

L’alternativa è affrontare le forche caudine di alcune votazioni segrete. In caso di successo, Renzi ne uscirebbe più forte di prima. Ma i numeri sono ballerini. Il problema non sono soltanto i dissidenti Pd. Alla Camera, Scelta civica, precipitata nei consensi elettorali, conta su 25 deputati. Il segretario Enrico Zanetti presenterà degli emendamenti e dice no alla fiducia.

Alberto Bombassei Alberto Bombassei

 

I ribelli dem raccontano che i renziani stanno avvicinando alcuni onorevoli di Sc. Soprattutto quelli che potrebbero essere interessati, in futuro, a un contenitore politico più grande: Alberto Bombassei, Stefano Dambruoso, Valentina Vezzali, Andrea Mazziotti di Celso. Ma uscite dell’ultimo minuto vengono escluse da tutti: Scelta civica rimarrà unita.

 

Sono malignità, probabilmente, ma raccontano di un clima di tensione. Che nelle prossime ore potrebbe avere un nuovo attore. Enrico Letta infatti torna a farsi sentire nel dibattito pubblico attraverso il suo libro “Andare insieme andare lontano”. Stasera sarà ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa su Raitre. Ma in questi giorni caldissimi per la legge elettorale, i suoi interventi televisivi si moltiplicheranno così come le presentazioni ufficiali. E non potrà parlare solo del libro. Dice una deputata amica dell’ex premier: «Enrico si sta preparando al Big Bang della politica italiana».

ENRICO LETTA CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI ENRICO LETTA CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI

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