1. L’INTERPRETE DI GHEDDAFI CONFERMA: “LA LIBIA HA FINANZIATO LA CAMPAGNA ELETTORALE DI SARKOZY CON 20 MILIONI DI DOLLARI”. E POI IL NANOLEONE L’HA FATTO AMMAZZARE 2. MOFTAH MISSOURI, STORICO ASSISTENTE DEL RAISS, ALLA TV FRANCESE: “IL DOCUMENTO DI MOUSSA KOUSSA (DATATO 2006) IN CUI SI PARLA DI FINANZIARE LA CORSA DI SARKÒ ALL’ELISEO, È AUTENTICO”. FU PUBBLICATO DA “MEDIAPART” UN ANNO FA 3. I GIUDICI FRANCESI INDAGANO E HANNO CONVOCATO GLI EX COLLABORATORI DEL REGIME PER RACCONTARE DEL FLUSSO DI DENARO CHE DALLA LIBIA ARRIVAVA A SARKOZY 4. E VOGLIONO CAPIRE SE DAVVERO È STATO UN INFILTRATO DEI SERVIZI FRANCESI A FAR FUORI IL PUZZONE DI TRIPOLI PRIMA CHE RIVELASSE DEI (TANTI) INCONTRI CON I POLITICI, DA CHIRAC AI SOCIALISTI (ANCHE LORO ACCUSATI DI AVER INTASCATO BUSTARELLE)

1. MEDIAPART - "LA CONFERMA CHE GHEDDAFI FINANZIAVA SARKOZY" - PARLA L'EX INTERPRETE DEL RAIS
DAGOREPORT - Il sito francese "Mediapart" anticipa le rivelazioni a France 2 di Moftah Missouri, ex interprete di Gheddafi. Questa sera, durante la trasmissione "Complément d'enquête", Missouri racconta che il regime libico ha versato "una ventina di milioni di dollari" a Nicolas Sarkozy durante la sua campagna elettorale del 2007.

Il diplomatico conferma l'autenticità del documento svelato da "Mediapart" il 28 aprile 2012. Secondo il documento (firmato da Moussa Koussa e datato 10 dicembre 2006), la Libia aveva deciso di "appoggiare la campagna di Sarkozy".

Missouri, diplomato alla Sorbona, è stato per tanti anni fedele al raiss, filtrando e leggendo tutta la sua corrispondenza in inglese e francese, e accompagnandolo come interprete in gran parte dei suoi incontri (compresi quelli con l'ex presidente francese).


2. FRANCIA, FINANZIAMENTI OCCULTI A SARKOZY. FEDELI DI GHEDDAFI A TESTIMONIANZA
Leonardo Martinelli per "il Fatto Quotidiano" del 7 giugno 2013

I fantasmi del passato disturbano l'amena pensione di Nicolas Sarkozy. Un fantasma in particolare, quello di Muammar Gheddafi. Alcuni ex intimi collaboratori del colonnello starebbero per testimoniare a Parigi, dove due giudici stanno indagando sui possibili finanziamenti occulti nel 2007 del regime libico a Sarkozy, allora in piena campagna elettorale. La cifra? La bellezza di 50 milioni di euro.

Le indiscrezioni arrivano dal quotidiano Le Monde, in genere bene informato (fra l'altro, dalla sua pubblicazione, lo scorso 4 giugno, nessuna smentita è arrivata al giornale). Insomma, nella più grande discrezione Marcel Ceccaldi, ai tempi avvocato del rais in Francia, ha contattato i due giudici Serge Tournaire e René Grouman, che stanno indagando sul caso, dopo le rivelazioni su quei finanziamenti da parte di un altro esponente di questo sottobosco parigino che si muoveva fra Gheddafi e Sarkozy, il franco-libanese Ziad Takieddine. Ceccaldi ha segnalato ai due giudici la volontà a testimoniare di quattro ex alti dignitari della corte del Colonnello.

Sarebbero disposti a confermare la bustarella da 50 milioni. Dei quattro, l'elemento chiave è sicuramente Bachir Saleh, già direttore di gabinetto di Gheddafi, e che oggi vivrebbe in Africa del Sud, in una località non ben identificata. Saleh era il confidente numero uno del rais. Soprannominato "il nero di Gheddafi" nelle capitali africane, un tempo maestro elementare, dal francese impeccabile, dirigeva il Libyan Africa Investment Portfolio, fondo sovrano libico, generoso con svariati leader africani.

Apriamo una breve parentesi: nel 2007 Gheddafi avrebbe passato una bustarella anche ai socialisti francesi, che contro Sarkzoy alle presidenziali schieravano Ségolène Royal. Bernard Squarcini, allora a capo del controspionaggio interno (Dcri), ha affermato a Le Monde che "persone della cerchia di Gheddafi mi evocarono un finanziamento in quella direzione di cinque milioni di euro, ma non avevano prove".

Da sottolineare: Squarcini è un personaggio molto vicino, a sua volta, a Sarkozy, che, infatti, dal maggio 2012, da quando la sinistra è ritornata al potere in Francia, non occupa più quel posto. A fare da mediatore fra Gheddafi e il Partito socialista sarebbe stato Roland Dumas, già ministro degli Esteri francese per il Ps, impelagato in diversi scandali una decina d'anni fa. E che nel 2011 ha lavorato come avvocato, per difendere gli interessi a Parigi proprio del rais.

Ritorniamo a Saleh. L'ex uomo fidato di Gheddafi lasciò il suo Paese prima per la Tunisia e poi, a partire dal 23 novembre 2011, per Parigi. Le Monde ha scovato una serie di documenti dei servizi segreti francesi dai quali si desume che la Francia aiutò il "vecchio amico" Saleh ad abbandonare la Libia in fiamme. Ne viene fuori anche un controllo costante del personaggio, probabilmente scomodo, con i suoi segreti.

Forse si temevano sue possibili rivelazioni sui soldi concessi da Gheddafi a Sarkozy? Sta di fatto che proprio il 3 maggio 2012, 72 ore prima del secondo turno delle presidenziali (dove in realtà Sarkozy venne sconfitto), Saleh fu accompagnato all'aeroporto del Bourget, alle porte di Parigi, destinazione estera sconosciuta. Solo ora, grazie alle rivelazioni di Le Monde, si riparla di lui e di altri tre potenti del regime del rais. A testimoniare a Parigi sui finanziamenti occulti all'ex Presidente francese potrebbero arrivare fra pochi giorni.

Intanto un'altra pista s'intreccia con la precedente. Riguarda una serie di cassette video, con filmati, che riprendono gli incontri di Gheddafi con i più diversi dirigenti stranieri. Michel Scarbonchi, ex deputato europeo di un piccolo partito del centro-sinistra (Prg, i radicali), venne contattato nella primavera 2012 (in piena sfida Hollande-Sarkozy) da Mohamed Albichari, figlio dell'ex direttore dei servizi segreti libici.

Gli disse che alcuni suoi amici avevano recuperato in Libia settanta casse con questo materiale. Mandò anche a visionare una videocassetta, l'incontro con Simone Gbagbo, sposa dell'ex Presidente della Costa d'Avorio. Si rivelò autentico, come poté verificare il controspionaggio francese, subito messo al corrente della vicenda da Scarbonchi. Poi Albichari gli disse che "i miei contatti mi hanno tradito". Poco dopo morì in Tunisia, a fine aprile 2012, di un'improvvisa crisi di diabete a 37 anni.

E il 29 aprile dello stesso anno il corpo di Choukri Ghanem, già ministro libico del petrolio, anche lui al corrente della vicenda delle cassette video e audio, venne ritrovato galleggiare sul Danubio a Vienna. Da allora di quel materiale scottante, neanche l'ombra. E se venisse fuori? E se anche gli incontri (frequenti) tra Ghedafi e Sarkozy fossero stati ripresi? Secondo una nota della Cia, citata da Le Monde, Saif Al-Islam, figlio di Gheddafi, che i libici vogliono processare e condannare a morte, potrebbe sapere qualcosa di quelle videocassette. E di dove vengono ora custodite gelosamente.

3. IL ROMANZO FRANCO-LIBICO DEI SOLDI DI GHEDDAFI A SARKOZY
Da "Il Foglio" del 7 giugno 2013

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy non ha reagito alle rivelazioni del Monde sull'inchiesta che due giudici di Parigi stanno conducendo sul presunto finanziamento occulto da parte dell'ex colonnello libico Muhammar Gheddafi della campagna del 2007. L'avvocato storico del colonnello a Parigi, Marcel Ceccaldi, ha proposto ai magistrati Serge Tournaire e René Grouman di ascoltare quattro ex dignitari del regime: l'ex capogabinetto di Gheddafi, Bashir Saleh, che il Monde definisce il "banchiere" del colonnello; l'ex consigliere Abdallah Mansour; il generale Abdelhafid Massoud; e l'ex capo dell'aviazione civile Sabri Shadi.

I quattro sarebbero a conoscenza dei 50 milioni di euro che - secondo Ceccaldi - sarebbero stati consegnati a un emissario di Sarkozy nel 2006. L'accusa è stata lanciata per la prima volta dal figlio del colonnello, Saif al Islam, prima dell'intervento franco-britannico-americano: "Sarkozy deve restituire il denaro che ha accettato dalla Libia per finanziare la sua campagna elettorale", aveva detto il 18 marzo 2011.

L'accusa è confermata dal controverso affarista franco-libanese Ziad Takieddine: Claude Guéant, all'epoca capogabinetto del ministro dell'Interno Sarkozy, "dava a Saleh le indicazioni necessarie per i versamenti". Su Guéant la magistratura ha raccolto qualche fragile elemento: un bonifico da 500 mila euro dalla Malesia e un altro da 25 mila dalla Giordania.

Bashir Saleh è il personaggio chiave delle relazioni franco-libiche dai tempi di Chirac. Uomo di fiducia di Gheddafi, incaricato della gestione dei suoi interessi finanziari, alla caduta del regime, il "banchiere di Gheddafi" era riuscito a negoziare l'uscita dalla Libia, per essere accolto a Tunisi. Pochi mesi dopo, ha ottenuto asilo in Francia dove ha potuto continuare a coltivare le sue relazioni. Fino al 3 maggio 2012 quando, tre giorni prima dalla disfatta presidenziale di Sarkozy, Saleh è stato caricato su un aereo e spedito verso una meta ignota. Oggi vivrebbe in Sudafrica.

Ma "se conoscesse così tante cose, sarebbe già morto", ha detto al Monde una personalità vicina a Sarkozy. In realtà, di morti sospette ce ne sono già. Quella di Gheddafi stesso, che diverse fonti anonime e ufficiali hanno attribuito a un agente segreto francese infiltrato tra i ribelli libici. Secondo fonti vicine a Sarkozy, l'uomo che sa "tutti i segreti" è il figlio di Gheddafi, Saif al Islam. Tra i segreti - per il Monde - potrebbero esserci anche 5 milioni di finanziamenti al Partito socialista. Ma sullo sfondo rimane una domanda senza risposta: quali sono le ragioni che hanno spinto, nel marzo del 2011, Sarkozy a tradire l'amico Gheddafi, diventando il leader occidentale che più ha spinto per la sua eliminazione?

 

 

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