BUONE NOTIZIE PER GRILLO E SALVINI - L’ITALIA È IL PAESE PIÙ EUROSCETTICO: IL 73% DEGLI INTERVISTATI NON HA FIDUCIA NELL’UE - NON VA MEGLIO IN SPAGNA, FRANCIA E POLONIA - E CHI ACCETTA L'UNIONE LO FA PER PAURA DI LASCIARE L'EURO

Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

 

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Tira una brutta aria in Europa. Verso l’Unione e, più ancora, verso l’euro. Anzitutto in Grecia, dove il governo di Tsipras ha siglato con l’Eurogruppo un’intesa tutt’altro che cordiale. Basata sulla reciproca diffidenza. Ciascuno convinto di aver imposto all’altro le proprie ragioni. Un sentimento, tuttavia, molto diffuso anche altrove. Per averne una misura attendibile, è sufficiente scorrere i dati del sondaggio condotto nelle ultime settimane in 6 Paesi europei da Demos e Pragma (per la Fondazione Unipolis).

 

È parte dell’VIII Rapporto sulla Sicurezza in Europa (a cui ha partecipato l’Osservatorio di Pavia), che verrà presentato a Roma domani pomeriggio (a Montecitorio). Colpisce, anzitutto, il grado di fiducia verso l’Unione Europea. È, infatti, maggioritario soltanto in Germania. Non per caso, peraltro, vista l’influenza tedesca sulle politiche comunitarie. Ma appare limitato altrove.

EURO FINANCIAL TIMES EURO FINANCIAL TIMES

 

In Francia, in Spagna e in Polonia: coinvolge circa quattro cittadini su dieci. Mentre risulta largamente minoritario in Gran Bretagna e ancor più in Italia. In assoluto, il Paese più euroscettico, fra quelli indagati dall’Osservatorio (solo il 27% ha fiducia nella Ue). Si tratta di un orientamento già osservato, in altre, precedenti, ricerche presentate su Repubblica. Da ultimo: nell’indagine sul “Rapporto fra gli italiani e lo Stato”, pubblicata alla fine del 2014.

 

L'EURO E LA TRIPLA AL'EURO E LA TRIPLA A

Una ulteriore conferma che l’Europa unita non piace a gran parte degli europei. E se la maggioranza di essi continua ad accettarla è per prudenza. Anzi, per paura. Di quel che potrebbe accadere se non ci fosse. Di quel che potrebbe capitare a chi uscisse dall’Unione. Questo sentimento è tanto più evidente se si considerano le opinioni verso la moneta unica. L’euro. Causa — comunque, indice — principale e più evidente del disagio e del dis-amore degli europei verso l’Europa. L’euro: solo una minoranza ristretta dei cittadini dei Paesi dove è stato introdotto lo ritiene una scelta vantaggiosa.

 

Circa il 10% in Italia. Poco più in Germania. Il 20% in Spagna e in Francia. Mentre per la maggioranza della popolazione (45-50%) è un “male necessario”. Teme che abbandonarlo sarebbe peggio. Tuttavia, circa un terzo dei cittadini in Italia, se potesse, lascerebbe l’euro. E in Germania, la “guardiana” (e la padrona) dell’euro, quasi il 37% ha nostalgia del marco.

 

EURO STRITOLATO EURO STRITOLATO

L’euro, peraltro, non suscita alcun desiderio nei Paesi dove non c’è. In Polonia e in GB poco più del 10% della popolazione (intervistata) sarebbe favorevole a introdurlo. Mentre 7-8 persone su 10 non ci pensano proprio. Così, gli europei si scoprono sempre più “euroscettici” e “scettici verso l’euro”. Per la reciproca influenza fra “euro-scetticismo” e “scetticismo verso l’euro”.

 

Perché l’euro è una moneta senza Stato. Mentre l’Unione Europea sembra affidare, sempre più, alla moneta la propria sovranità. E la propria identità. In politica estera, nelle politiche sociali e demografiche, invece, la UE risulta assente. Basti pensare a quel che avviene sulle nostre coste, di fronte agli sbarchi dei disperati, in fuga dal terrore, che si susseguono, incessanti.

 

LANCIO DELL EURO GENNAIO DUEMILADUELANCIO DELL EURO GENNAIO DUEMILADUE

Oppure di fronte alla minaccia dell’IS, divenuta devastante in Libia. Praticamente, a due passi da noi. Emergenze s-caricate, come sempre, sugli Stati nazionali. Che agiscono seguendo le loro logiche (interne) e i loro interessi (esterni).

 

Così, un po’ dovunque cresce l’Anti-europeismo, insieme ai soggetti politici che ne hanno fatto una bandiera. In Italia, la contrarietà verso l’euro è molto ampia— superiore al 40% — non solo fra gli elettori vicini alla Lega, ma anche tra i simpatizzanti di Forza Italia e del M5s. Mentre in Francia l’ostilità verso la moneta unica coinvolge circa un terzo degli elettori dell’UMP (centro-destra) e, soprattutto, quasi metà di quelli del Front National. È, però, in GB che l’euro-scetticismo appare più ampio, come si è detto. In tutte le direzioni politiche.

EuroEuro

 

Fra i Laburisti e (ancor più) i Conservatori. Ma, ovviamente, soprattutto fra gli Indipendentisti. Visto che oltre 9 elettori su 10 dell’UKIP avversano la moneta unica. E l’85% la UE. D’altronde, questo partito ha fatto dell’antieuropeismo la propria “ragione sociale”. E ne ha tratto grande vantaggio alle elezioni locali, ma soprattutto alle successive Europee del 2014, quando si è imposto come primo partito, in GB, con circa il 27% dei voti.

 

D’altronde, in Francia, il FN, guidato da Marine Le Pen, amplificando il messaggio antieuropeo, si è affermato, proprio alle Europee, con il 25%. E oggi è accreditato del 30% dai principali istituti demoscopici, che lo indicano come probabile vincitore alle prossime départementales di fine marzo. L’antieuropeismo, associato alla paura dello straniero e alla chiusura verso gli immigrati, è, dunque, divenuto una “frattura” che attraversa i sentimenti e i sistemi politici in Europa.

le pen e salvini come olindo e rosa per riccardo boccale pen e salvini come olindo e rosa per riccardo bocca

 

In Italia, è interpretata soprattutto, ma non solo, dalla Lega di Salvini. Che dal Nord sta scendendo, sempre più a Sud. Non per caso ha organizzato una manifestazione a Roma, proprio domenica prossima. Ma ne ha annunciata un’altra, in aprile, insieme ai Fratelli d’Italia, con la presenza di Marine Le Pen. Per rafforzare l’alleanza — e la frattura — antieuropea. La crisi greca, dunque, non può essere trattata come un male “regionale”. Confinato ai margini dell’Europa.

GRILLO E FARAGEGRILLO E FARAGE

 

Perché riflette e riverbera un malessere diffuso. Che si respira dovunque. In Italia, evidentemente. Ma anche in Francia. In Spagna. Nella stessa Germania. Non credo proprio che l’Unione Europea possa proseguire a lungo il suo cammino “confidando” sulla “reciproca sfiducia” e sulla “paura degli altri”. In nome di una moneta impopolare. Io, europeista convinto, penso che non sia possibile diventare “europei per forza”. O “per paura”.

 

 

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