L’ITALIA NEL CUL DI SAC(COMANNI): IL MINISTRO SIMPATICONE ALL’ESAME DELL’EUROPA – QUANTO E’ SIMPATICO SCHAUBLE: “RISPONDO SOLO AI TEDESCHI”

1. SCHAUBLE AI GIORNALISTI: "RISPONDO SOLO AI TEDESCHI"
Arriva Wolfgang Schaeuble, il ministro delle Finanze tedesco, «potente» per antonomasia. Si ferma all'ingresso del palazzo dove si riuniranno i responsabili economici dell'Eurozona, e comincia a interloquire con la stampa. Quando finisce, un giornalista gli pone una domanda in inglese. E lui si nega: «Se non capisce il tedesco, è un peccato per lei, io sono qui per rispondere ai media tedeschi». Brutta risposta. Cose che fanno male all'Europa.

2. SACCOMANNI RASSICURA L'UE: "I SALDI DEI CONTI NON CAMBIANO"
Marco Zatterin per "La Stampa"

Fabrizio Saccomanni conferma gli impegni, l'Europa si dice serena. Il primo contatto fra il ministro dell'Economia e i colleghi dell'Eurozona è scivolato via senza apparenti problemi. «Il governo ha piena volontà di rimanere allineato con gli impegni comunitari e non alterare i saldi di finanza pubblica per il 2013», ha riassunto l'italiano, sottolineando che il 2014 e seguenti saranno oggetto del prossimo Def.

«Siamo stati rassicurati dall'agenda di riforme per la crescita - ha detto il capo dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem -, ma invitiamo a mantenere il ritmo di consolidamento». Vuol dire non abbassare la guardia perché siamo sotto esame, almeno sino a fine mese, come inevitabile: «E' stata una presentazione molto ambiziosa che deve ancora essere valutata dalla Commissione».

Saccomanni non ha neanche avuto un bilaterale col commissario Ue per l'Economia, Olli Rehn, è stato ritenuto sufficiente il colloquio a margine del G7. I colleghi dell'Eurogruppo lo hanno accolto bene, lo conoscono da tempo. «Sack o' money», ha scherzato uno sherpa, giocando col nome che suona come «un sacco di saldi» in inglese.

Un'atmosfera tranquilla, anche se il compito del governo non è facile. Deve convincere Bruxelles di poter uscire a fine mese dalla procedura di deficit eccessivo (Edp) assicurando un rapporto deficit/pil stabilmente sotto il 3% di qui al 2015. Allo stesso tempo, deve trovare i soldi per coprire i nuovi piani, dall'Imu alla Cig.

Saccomanni ha declinato a grandi linee la strategia definita con Letta, con la premessa che «c'è un ampio consenso politico per combinare consolidamento della finanza pubblica con programmi di riforme e interventi su questioni urgenti senza sconvolgere gli impegni assunti».

Fermo l'obiettivo di avere il bilancio «prossimo all'equilibrio» in termini strutturali (cioè al netto del ciclo) per tre anni, la prima mossa consiste nello sfruttare i margini fra gli obiettivi indicati per il 2014 (1,8% di rapporto deficit/Pil) e arrivare a un 2,9% che si vuole vedere autorizzato dalla Commissione.

E' un 1,1 di margine che vale 16 miliardi, con i quali si intende coprire una tranche di debito commerciale e alcuni finanziamenti per la ripresa. Trattandosi di misure pro cicliche, potrebbero passare. L'Imu congelata e la cassa integrazione, somma compresa fra i 3 e i 3,5 miliardi, sarebbero saldate con anticipazioni di cassa. «Se è un passo neutrale per la contabilità non vediamo grossi problemi», assicurano a Bruxelles.

L'importante è che il governo convinca Rehn e i suoi che la volontà di correggere un eventuale buco per il 2013 è scolpita nella pietra. Questo tira in gioco la demarche successiva.

Ammesso, come possibile, che Roma si liberi dall'Edp il 29 maggio, il Def in giugno dovrà illustrare il resto del cammino: lo slittamento dell'Iva, il rifinanziamento degli sgravi e le missioni internazionali scoperte da settembre in poi. Il successo dell'Italia, la flessibilità di giudizio che potrà ottenere, dipende dalla capacità di persuadere Bruxelles che non sforerà il 3% del pil col deficit.

In cambio, potrà contare su una qualche flessibilità. L'Ue sarà comprensiva e severa. Un eventuale sforamento verrebbe punito duramente: una nuova Edp rientrerebbe nel Fiscal compact e metterebbe in moto il costoso obbligo di rientro dal debito di un ventesimo l'anno. Oltre ad ascoltare Saccomanni l'Eurogruppo ha sbloccato la prima tranche di aiuti a Cipro: il fondo salva-Stati Esm verserà nelle casse del Paese 2 miliardi subito e uno in giugno.

Qualche dissidio sul progetto di Unione bancaria. La Germania frena, ha problemi legali e vorrebbe procedere «in due tempi» (parola di Schaeuble). Il tedesco della Bce, Joerg Asmussen, non è d'accordo: «Tutti gli strumenti devono essere pronti insieme con la vigilanza unica bancaria europea. Serve per uscire dalla crisi». Ne sentiremo parlare ancora.

 

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