vladimir putin stalin

L’ULTIMA GUERRA DI PUTIN: RISCRIVERE LA STORIA – CHIUDE IL MUSEO DEL GULAG DI MOSCA, CHE DOCUMENTAVA I CAMPI DI LAVORO SOVIETICI E COMMEMORAVA MILIONI DI VITTIME. RIAPRIRÀ COME MUSEO DEDICATO AL “GENOCIDIO DEL POPOLO SOVIETICO” PERPETRATO DAI NAZISTI DURANTE LA “GRANDE GUERRA PATRIOTTICA”, COME I RUSSI CHIAMANO LA SECONDA GUERRA MONDIALE – È SOLO UN TASSELLO DELLA STRATEGIA DI “MAD VLAD” PER GLORIFICARE IL PRESENTE, ELIMINANDO QUALUNQUE “MACCHIA’ DAL PASSATO. E IN TUTTO IL PAESE RISPUNTANO LE STATUE DI STALIN...

Estratto dell’articolo di Rosalba Castelletti per “il venerdì - la Repubblica”

 

museo del gulag a mosca

Le finestre serrate da persiane di legno incutevano una certa inquietudine ancor prima di varcare la soglia del numero 9 di Samotechnyy pereulok. Entrati nel tenebroso edificio si udiva il clangore di celle chiuse e il rimbombo di passi pesanti, si vedevano i nudi giacigli dei detenuti o sfioravano le gelide porte, spesse, rattoppate con lamiere, sporche di vomito, lacrime e sangue.

 

Fondato nel 2001, il Museo della Storia del Gulag di Mosca documentava i campi di lavoro sovietici e commemorava i suoi milioni di vittime. […]

 

matrioske con stalin e putin

Ma la Storia si ripete. Romanov è stato licenziato e il museo chiuso per non meglio specificate “violazioni delle norme di sicurezza anti-incendio”. Riaprirà presto, ma con un altro nome e un’altra missione. Diverrà il “Museo della memoria”, il primo dedicato al “genocidio del popolo sovietico” perpetrato dai nazisti durante la Grande Guerra Patriottica, come i russi chiamano la Seconda Guerra Mondiale.

 

Un concetto che non ha alcun fondamento nella storiografia o nel diritto internazionale e che eppure verrà commemorato domenica con la prima “Giornata del genocidio” voluta da Vladimir Putin con un decreto siglato a fine 2025.

 

[…]

 

museo del gulag di mosca

Non è che l’ultimo assalto alla memoria e alla verità storica nella Russia putiniana. Il vecchio motto pacifista, Nikogda bolshe (Mai più), è stato sostituito da quello militarista, Mozhem Povtorit (Possiamo ripeterlo). Normalizzata la guerra d’aggressione, ora si normalizza la repressione come uno strumento di routine della politica interna.

 

Il museo del gulag Perm-36 è diventato un monumento ai carcerieri. I memoriali alla repressione sovietica sono rasi al suolo e le targhe apposte dall’ong Poslednij Adres (Ultimo indirizzo) sui palazzi in cui vissero le vittime prima di essere deportate, sono rimosse o vandalizzate.

 

monumento a stalin nella metropolitana di mosca

Gli studiosi delle esecuzioni sono stati arrestati e la cerimonia annuale per recitare i nomi delle vittime davanti al quartier generale dell’ex Kgb, la “Restituzione dei nomi”, è vietata da tempo. L’ong Memorial che documenta i crimini staliniani è stata “liquidata” nel 2021, un anno prima di essere premiata col Nobel per la pace, poi dichiarata “organizzazione non grata” e una settimana fa etichettata “estremista” alla stregua dei terroristi di Isis e Al Qaeda.

 

Ritornano i busti e le statue di Iosif Stalin che erano stati tabù dopo la denuncia del suo successore Nikita Krusciov al XX Congresso del Partito Comunista di settanta anni fa e scompaiono i monumenti ai fustigatori dei crimini di allora e di oggi.

 

museo del gulag di mosca

Alla stazione della metropolitana Taganskaja di Mosca è tornato il bassorilievo del Grande Condottiero rimosso nel 1966 in piena destalinizzazione, mentre la targa commemorativa affissa sulla facciata dell’abitazione moscovita dove la giornalista di Novaja Gazeta Anna Politkovskaja viveva e fu assassinata nel 2006 (nel giorno del compleanno di Putin) è stata distrutta oltre trenta volte dal 18 gennaio.

 

Espulso dall’Urss nel 1974, Aleksandr Solzenicyn sarà esiliato di nuovo. Il monumento allo scrittore a Vladivostok, Estremo Oriente Russo, verrà trasferito dal lungomare in pieno centro a una piazza in periferia. «Non si addice al tema della zona», la motivazione addotta da veterani e vertici della Flotta del Pacifico che ne hanno chiesto il trasloco.

 

stalin e i gulag

Ma la verità è che stona con la narrazione ufficiale che glorifica il dittatore sovietico che ordinò le esecuzioni sommarie dell’era del Grande terrore, come il leader che sconfisse il nazismo e trasformò l’Urss in una superpotenza.

 

Nessuno vuole ricordarne le Grandi Purghe o chi le documentò come l’autore di Arcipelago Gulag, che fu condannato a otto anni di lavori forzati per aver criticato il Generalissimo in una lettera. L’opera gli valse il Nobel per la letteratura, ma anche l’accusa di tradimento. Nel 1974 Solzenicyn fu privato della cittadinanza ed espulso dall’Urss. […]

A Vladivostok il monumento allo scrittore Aleksandr Solzenicyn

 

Oggi il passato si riscrive per giustificare il presente e paragonare la lotta al Terzo Reich alla “denazificazione” dell’odierna Ucraina. A Volgograd, l’ex Stalingrado simbolo della resistenza sovietica all’invasione nazista, lo smacco più grande. Ai piedi del monumentale Mamaev Kurgan che commemora la Battaglia di Stalingrado (costata la vita a oltre due milioni di sovietici) verrà inaugurato il primo “Museo dell’Operazione militare speciale”, come la Russia chiama l’offensiva contro Kiev, e un monumento ai suoi “eroi” alto circa 7 metri e largo 14.

 

Ma sui social fioccano le contestazioni. C’è chi ironizza: «Commemorare l’eroismo di ladri, stupratori e delinquenti: tipica idea russa. Nell’installazione si potrebbero usare i wc e i condizionatori rubati nei territori ucraini occupati». […]

vladimir putinLa statua di Stalin a Livadija in Crimeagulag 1gulag 2gulag museo del gulag a mosca

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