E IO PAGO - I PARTITI INTASCANO I 54 MILIONI DI RIMBORSO PER LE POLITICHE 2013: A PD E PDL LE FETTE PIU’ GRANDI DELLA TORTA: 23 MILIONI E MEZZO E 19 MILIONI. DAL 1994 A OGGI I PARTITI ITALIANI HANNO SPESO 726 MILIONI E INTASCATO 2,4 MILIARDI

Fabrizio De Feo per “il Giornale”

 

partiti partiti

Il conto alla rovescia è iniziato. La stagione del finanziamento pubblico ai partiti si avvia a conclusione attraverso una cura dimagrante che va avanti da molti anni e arriverà all' ora zero nel 2017.

 

In base alle nuove norme approvate dal governo Letta nel dicembre 2013, il 2016 sarà l' ultimo anno in cui i partiti potranno usufruire di rimborsi. Dal gennaio 2017 finirà il periodo transitorio e si passerà al regime delle contribuzioni volontarie attraverso il sistema del 2 per mille: un sistema rivelatosi finora un flop visto che gli italiani di voglia di dare soldi ai partiti hanno dimostrato di averne pochina.

finanziamento partiti finanziamento partiti

 

Nel frattempo la cifra destinata a ogni formazione politica si riduce di anno in anno (25% in meno nel 2014, 50% in meno nel 2015, 75% in meno nel 2016). Ma dove sono finiti i soldi ottenuti come rimborso elettorale dai partiti nelle Politiche del 2013? I partiti in quella tornata ottennero 54 milioni di euro, un robusto taglio rispetto al 2008 (110 milioni).

 

La relazione della Corte dei Conti dello scorso anno ha certificato che i partiti che sono riusciti ad accedere ai fondi sono stati in primis il Pd con 23 milioni e 652mila euro (più 91.807 euro per Pd/Svp); il Pdl con 18 milioni e 849mila euro più i 65mila euro per Pdl/Lega in Trentino; Scelta Civica con 3 milioni e 379mila; la Lega con 3 milioni e 307mila; Sel con 2 milioni e 39mila euro;

 

 SOLDI AI PARTITI SOLDI AI PARTITI

Fratelli d' Italia con 843mila euro; l' Udc con 729mila; Svp con 455mila il Megafono di Crocetta con 256mila; Centro Democratico con 200mila euro; il Movimento Associativo Italiani all' Estero con 148mila; Grande Sud 56720; Vallée d' Aoste 51923; Unione Sudamericana Emigrati Italiani 48748. Si tratta di cifre da suddividere per le annualità 2013-2016.

 

Il 26 gennaio scorso l' Ufficio di Presidenza della Camera ha dato il via libera al rimborso di altri 485mila euro relativi a elezioni amministrative tenute in anni recenti, assegnati a 13 partiti: tra questi Udeur, Lista Unione Nord Est, Pid, Unione per il Trentino, Verdi Sudtirolo, Democrazia Cristiana Campania e Lista Civica Bongiorno Obiettivo Lazio. Rimborsi a sigle che nel frattempo in alcuni casi hanno cessato la loro attività politica.

 

LAULA DELLA CAMERA DESERTA DURANTE LA DISCUSSIONE SUL TAGLIO DEI RIMBORSI AI PARTITI LAULA DELLA CAMERA DESERTA DURANTE LA DISCUSSIONE SUL TAGLIO DEI RIMBORSI AI PARTITI

Il sistema di rimborso per le Regionali continua ad avere molte zone d' ombra. Una relazione della Corte dei Conti svelata da Linkiesta ha fatto notare come il Pd nel Lazio pur avendo speso per la campagna di Nicola Zingaretti 282mila euro ne incasserà dal 2013 al 2016 quattro volte tanto: un milione 122mila euro; il Pdl pur avendo speso 157mila euro ne prenderà 842mila; Sel con 13mila euro, ne riceverà 146.

 

E ancora: Centro Democratico riceverà oltre 65mila euro pur avendo speso poco più di 4mila: un aumento del 1500%. La differenza tra rimborsi e spese realmente sostenute è una anomalia di vecchia data. Dal 1994 ad oggi i partiti hanno speso poco più di 726 milioni tra elezioni politiche, regionali ed europee.

 

FIANZIAMENTO AI PARTITI TRUFFA FIANZIAMENTO AI PARTITI TRUFFA

Lo Stato ha, però, sborsato oltre 2,4 miliardi in rimborsi. I partiti così hanno potuto beneficiare di un attivo di 1,7 miliardi, evidentemente non spesi al meglio viste le cattive acque in cui versano molti di loro. L' apice è stato raggiunto nel 2001, anno in cui lo Stato ha sborsato 476 milioni, a fronte di una spesa accertata di soli 49.

 

Ci sono poi i soldi ai gruppi parlamentari. Secondo un dossier Openpolis 106 milioni di euro è quanto hanno stanziato Camera e Senato come contributo nei primi 2 anni della XVII Legislatura (con il 16% delle risorse accantonate dai partiti). Considerando entrambi i rami del Parlamento, chi ha messo da parte le cifre maggiori è stato il Pd (8 milioni) e il M5S (4 milioni).

 

partitipartiti

Al netto delle varie anomalie i partiti si trovano ora di fronte alla sfida del nuovo regime «volontario» che scatterà tra pochi mesi senza più alcun paracadute. I primi esperimenti si sono rivelati un flop. Al secondo anno della legge che ha introdotto il 2 per mille delle imposte sul reddito ai partiti, in sostituzione del finanziamento pubblico, soltanto il 2,7% dei contribuenti ha deciso di finanziare la politica: un italiano su 40.

 

Poco più di un milione (1.106.288 per l' esattezza) sui 41 milioni di contribuenti per un totale di 12.353.574 di euro, ridotti a 9,6 milioni per un tetto introdotto nel 2014 (con il Pd a farla da padrone con oltre 5 milioni). Spiccioli rispetto ai tempi d' oro che costringeranno le forze politiche ad aprire la caccia alle erogazioni liberali e al fund raising (dovendo oltretutto fare i conti con un discutibile tetto alle donazioni fissato a 100mila euro).

Ultimi Dagoreport

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…