L’UNGHERIA DI ORBAN È IL NEMICO DELL'UE – UNA INTERCETTAZIONE RIVELA COME IL MINISTRO DEGLI ESTERI SZIJJÁRTÓ ABBIA LAVORATO IN EUROPA, SOTTO RICHIESTA DELL’OMOLOGO RUSSO LAVROV, PER FAR DEPENNARE LA SORELLA DELL’OLIGARCA RUSSO-UZBECO ALISHER USMANOV DALLA LISTA NERA DELL’UE: “CON GLI SLOVACCHI STIAMO PRESENTANDO UNA PROPOSTA ALL’UNIONE EUROPEA PER RITIRARLA DALLA LISTA… FAREMO DEL NOSTRO MEGLIO PER FARLA USCIRE” (PROMESSA MANTENUTA SETTE MESI DOPO) – L’INCHIESTA MOSTRA L’ESISTENZA DI UN FILO DIRETTO TRA MOSCA E BUDAPEST: SZIJJÁRTÓ TENEVA LAVROV INFORMATO SULLE DISCUSSIONI RISERVATE DEI DIPLOMATICI EUROPEI E...
Estratto dell’articolo di Alessandra Muglia per il “Corriere della Sera”
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Si sente la voce di Lavrov che chiede conto, in russo: «Senti, chiamo su richiesta di Alisher», l’oligarca russo-uzbeco Alisher Usmanov, «il signore del rame» proprietario tra l’altro di ville in Costa Smeralda.
«Lui mi ha appena chiesto di ricordarti che stavi facendo qualcosa riguardo a sua sorella», incalza il ministro degli Esteri russo. «Sì, assolutamente» risponde ossequioso dall’altro capo del telefono il suo omologo ungherese, Péter Szijjártó. Poi assicura: «Con gli slovacchi stiamo presentando una proposta all’Unione europea per ritirarla dalla lista… faremo del nostro meglio per farla uscire».
Promessa mantenuta: 7 mesi dopo Gulbakho Ismailova è rimossa dall’elenco.
La telefonata risale al 30 agosto 2024, ma la sua registrazione è stata resa pubblica ieri nell’ambito dell’inchiesta condotta dal giornalista Szabolcs Panyi del portale ungherese Vsquare con altre testate europee.
Gli audio di Budapest che flirta con Mosca rivelano non soltanto come il ministro di Orbán abbia lavorato in segreto per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro familiari (spesso prestanome) e per evitare che società e banche russe fossero colpite dalle sanzioni.
L’inchiesta mostra l’esistenza di un filo diretto tra Mosca e Budapest: [...] Szijjártó [...] teneva Lavrov informato sulle discussioni riservate dei diplomatici europei. Nella stessa telefonata del 30 agosto 2024, per esempio, subito dopo averlo aggiornato sul caso Ismailova, Szijjártó ha anche spifferato dettagli della riunione del Consiglio affari esteri Ue a cui aveva appena partecipato.
«È stato pazzesco quando Landsbergis ha detto che noi (europei, ndr ) contribuiamo al 12% dei razzi e missili russi», ha confidato a Lavrov, riferendosi all’intervento dell’allora ministro lituano secondo cui la Russia finanzia la sua guerra con i profitti di gas e petrolio venduto agli europei.
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Prima di terminare la chiamata, Szijjártó accenna a una visita alla nuova sede di Gazprom, affermando: «Sono sempre al vostro servizio». Inizialmente il ministro aveva respinto l’inchiesta come falsa, salvo poi inquadrare queste telefonate come «normale diplomazia».
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