L’UNGHERIA E LA STORIA DEGLI 82 MILIONI DI DOLLARI E LINGOTTI D’ORO SEQUESTRATI ALL’UCRAINA – BUDAPEST HA ARRESTATO SETTE CITTADINI UCRAINI (POI RILASCIATI) CHE TRASPORTAVANO 82 MILIONI DI DOLLARI IN CONTANTI E ORO: L’ACCUSA NEI LORO CONFRONTI È RICICLAGGIO – KIEV HA REPLICATO PARLANDO DI “TERRORISMO DI STATO E RACKET” – SULLO SFONDO IL CONFLITTO SULL’OLEODOTTO DRUZHBA, CHE TRASPORTA PETROLIO RUSSO VERSO L’EUROPA CENTRALE E LA PAURA DI ORBAN DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI DI APRILE. PER QUESTO IL “VIKTATOR” HA DECISO DI INASPRIRE LA SUA TRADIZIONALE BATTAGLIA ANTI-BRUXELLES E AVVICINARSI SEMPRE DI PIÙ A VLADIMIR PUTIN. A SCAPITO DI ZELENSKY...
Estratto dell'articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online
Un convoglio portavalori ucraino con decine di milioni in contanti e lingotti d’oro fermato dalle autorità ungheresi. I soldati alla frontiera e il prestito a Kiev bloccato da Budapest. Sull’asse tra Ungheria e Ucraina c’è un conflitto non tanto sotterraneo all’ombra della Russia di Vladimir Putin.
E sullo sfondo dell’escalation rimangono il conflitto sull’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo verso l’Europa centrale e la paura di Viktor Orbán di perdere le prossime elezioni di aprile. Per questo ha deciso di inasprire la sua tradizionale battaglia anti-Bruxelles e avvicinarsi sempre di più a Vladimir Putin. A scapito di Volodymyr Zelensky.
CONTANTI E ORO SEQUESTRATI IN UNGHERIA
L’Unghiera ha dichiarato di aver arrestato sette cittadini ucraini (poi rilasciati) che trasportavano 82 milioni di dollari in contanti e oro. L’accusa nei loro confronti è riciclaggio. A intervenire sono state le forze antiterrorismo su decisione dell’Agenzia delle Entrate ungherese. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha scritto su X che le persone arrestate erano dipendenti di Oschadbank e ha accusato l’Ungheria di «averli presi in ostaggio» e di aver «rubato denaro.
Questo è terrorismo di Stato e racket», ha aggiunto, chiedendo il loro rilascio immediato e all’UE di «fornire una chiara qualificazione delle azioni illecite dell’Ungheria». Un video pubblicato sull’account Facebook del governo ungherese mostra agenti armati antiterrorismo che saltano fuori da un furgone mentre i veicoli ucraini entravano in una stazione di servizio, puntando le pistole contro il parabrezza prima di ammanettare le persone a bordo e costringerle a sdraiarsi a faccia in giù a terra.
Volodymyr Zelensky viktor orban – vertice Comunità politica europea a Budapest
«L’Amministrazione Nazionale delle Imposte e delle Dogane (NAV) sta avviando un procedimento penale per sospetto riciclaggio di denaro», ha dichiarato l’autorità in una nota. «Il 5 marzo 2026 ha arrestato sette cittadini ucraini, tra cui un ex generale dei servizi segreti ucraini, e due veicoli blindati per il trasporto di valori, che trasportavano un totale di 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e nove chilogrammi d’oro dall’Austria all’Ucraina».
Il portavoce del governo Zoltan Kovacs ha dichiarato che i sette detenuti saranno espulsi dall’Ungheria. Non è chiaro il destino del denaro e dell’oro. L’ambasciatore ucraino in Ungheria, Sandor Fegyir, si è recato alla sede centrale di Budapest del Centro Antiterrorismo per cercare di incontrare gli ucraini detenuti, hanno riferito due testimoni della Reuters.
Il sequestro di contanti e oro
viktor orban e volodymyr zelensky
L’avvocato dei detenuti, Lorant Horvath, ha dichiarato di non essere riuscito a contattarli. Anche l’ambasciatore di Kiev a Budapest, Sandor Fegyir, non è riuscito a incontrare i detenuti. «Questa è una procedura scandalosa… L’ambasciata, e in effetti il servizio consolare, deve in ogni caso avere accesso all’imputato», ha detto Horvath alla Reuters. «Anche gli avvocati della difesa devono avere accesso». L’Ucraina ha sconsigliato ai suoi cittadini di recarsi in Ungheria, affermando di non poter garantire la loro sicurezza in quelle che ha definito le «azioni arbitrarie» delle autorità ungheresi.
La lite sul petrolio
Il contesto della lite è ancora l’oleodotto. Ungheria e Slovacchia accusano l’Ucraina di aver deliberatamente ritardato la ripresa dei flussi di petrolio attraverso il Druzhba danneggiato – secondo loro – da Kiev per motivi politici. Kiev nega l’accusa, affermando di aver bisogno di tempo per riparare i danni causati alle infrastrutture energetiche da quello che hanno definito un attacco di droni russi il 27 gennaio.
Il premier ungherese Orbán, che si trova ad affrontare una seria sfida al suo governo durato 16 anni alle elezioni del 12 aprile, ha fatto della guerra in Ucraina un punto centrale della sua campagna, affermando che l’opposizione avrebbe trascinato l’Ungheria nel conflitto. Ha posto il veto alle nuove sanzioni dell’UE contro Mosca e a un ingente prestito per l’Ucraina per la disputa sul petrolio.
VIKTOR ORBAN - VOLODYMYR ZELENSKY
Le accuse dell’Ungheria a Kiev
Parlando alla radio di stato, Orbán ha nuovamente accusato Kiev di ricatto e ha affermato che l’Ungheria avrebbe usato tutti i mezzi a sua disposizione fino alla ripresa dei flussi di petrolio. Non ha menzionato la detenzione degli ucraini.
La Oschadbank ucraina ha affermato che i suoi dipendenti erano impegnati in un’operazione di routine. «Dall’inizio dell’invasione su vasta scala, la valuta estera e i metalli bancari sono stati trasportati esclusivamente via terra», si legge in una nota. «Viaggi simili vengono effettuati settimanalmente dai veicoli di raccolta contanti della Oschadbank».
La caccia alle streghe di Viktor
La Stampa oggi ricorda che uno scontro con Kiev è esattamente ciò di cui ha bisogno Orbán in vista delle elezioni. Il premier ha tappezzato l’Ungheria di manifesti con immagini IA della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky accanto alla parola ungherese “Nem!” (“No”). Il messaggio della campagna è chiaro: opporsi all’adesione accelerata dell’Ucraina all’Unione europea e alle pressioni di Bruxelles perché Budapest sostenga con maggiore decisione Kiev.
L’Ucraina è l’ultima della lista dei nemici dell’Ungheria stilata dal premier. Prima ci sono la comunità Lgbtq, l’Ue, la famiglia Soros. Intanto i sondaggi lo danno in netto svantaggio (8-12 punti) sul sfidante di centro-destra Peter Magyar. Anche perché è difficile dare la colpa all’Ucraina della stagnazione economica dell’Ungheria. Ma additare un nemico esterno è il modo che ha scelto Orbán per tentare una rimonta impossibile. Riuscirà?
Volodymyr Zelensky viktor orban – vertice Comunità politica europea a Budapest



