L’UNICO BRIVIDO DELLA FINALE DEL ROLAND GARROS: L’AZIONE ANTI-NOZZE GAY DI DUE DIMOSTRANTI MASCHERATI

1. ROLAND GARROS, PROTESTA ANTI MATRIMONI GAY INTERROMPE LA FINALE
Da "Corriere.it"

Ancora polemiche in Francia contro la legge che autorizza in i matrimoni omosessuali. Questa volta la protesta si è sposata sui campi da tennis. Un uomo mascherato e a torso nudo ha brevemente interrotto la finale degli Open de France, tra Rafa Nadal e David Ferrer entrando sul centrale del Roland Garros.

ARRESTATI - L'uomo è stato immediatamente bloccato e fatto uscire dagli agenti della sicurezza. Alcuni istanti prima due manifestanti erano stati espulsi dalle tribune, mentre il match tra i due spagnoli era al secondo set. I dimostranti esibivano un cartello contro la legge sulle nozze gay sul quale si poteva leggere, in inglese: «Aiuto, la Francia calpesta i diritti dei bambini».

La prima manifestazione, con l'esibizione del cartello contro la legge che autorizza i matrimoni omosessuali, è avvenuta nella parte alta delle tribune del Philippe Chatrier: dopo una breve interruzione del gioco, i due dimostranti sono stati accompagnati fuori dallo stadio. Un giornalista della France Presse riferisce di quattro giovani sulla ventina lasciare lo stadio, scortati dalla polizia. «Manifestiamo contro la legge Taubira (il ministro della Giustizia francese, ndr) perché temiamo per il futuro dei nostri figli», ha detto uno di loro.

CONTRO HOLLANDE - Anche sul vicino campo Suzanne Lenglen, dove decine di spettatori seguivano la finale su un maxi-schermo, vi è stata una manifestazione dello stesso tenore: alcuni dimostranti, anch'essi a torso nudo e mascherati, hanno dispiegato uno striscione con la scritta Hollande dimissioni. Nel 2009 la finale del Roland Garros era stata disturbata dall'irruzione in campo di uno spettatore che aveva tentato di avvicinarsi allo svizzero Roger Federer, vincitore quell'anno

2. TENNIS:ROLAND GARROS; NADAL RECORD, VINCE 8/O TITOLO
(ANSA) - Con la vittoria scontata di Rafael Nadal su David Ferrer nel derby spagnolo che ha concluso il secondo torneo del Grande Slam della stagione - unico brivido della finale, una sparuta manifestazione di protesta, con fumogeni e cartelli, contro la legge sui matrimoni omosessuali in Francia - è calato il sipario sugli Open de France 2013. Una bella kermesse sulla terra rossa di Parigi, nella prima settimana e nell'ultima giornata a tratti disturbata dalla pioggia.

Un Roland Garros in cui la vera finale è stata la semifinale Nadal-Djokovic, e che tra le donne ha visto trionfare la numero 1 Serena Williams sulla n. 2, e detentrice del titolo, Maria Sharapova. Un'edizione in cui, a differenza del 2012, Sara Errani si è fermata in semifinale, proprio contro l'americana; mentre in coppia con Roberta Vinci - erano campionesse in carica - ha perso la finale del doppio, ad opera delle russe Makarova e Vesnina.

Nadal re di Francia, dunque, 'Rafa le magnifique'. Monarca assoluto, capace non solo di affermarsi per l'ottava volta, la quarta consecutiva (su nove partecipazioni), al Roland Garros; ma di stabilire anche un altro record, quello di otto vittorie nello stesso torneo Slam (Pete Sampras e Roger Federer sono a quota sette, ma sull'erba di Wimbledon). E capace inoltre di superare, con il successo in finale, il primato di 58 incontri vinti agli Open de France che fino al giorno prima condivideva con Nicola Pietrangeli, Guillermo Vilas e Roger Federer.

Ma il suo 12/o titolo dello Slam, il mancino di Maiorca - 27 anni compiuti lunedì scorso, e festeggiati con una grande torta a bordo campo - l'ha conquistato battendo venerdì Djokovic in semifinale. Un'epica sfida - che non a caso replicava la finale dell'anno scorso e non ha potuto suggellare il torneo solo per gli scherzi del sorteggio - con il serbo, n. 1 mondiale. Quattro ore e 37 minuti, cinque combattutissimi set tra due fuoriclasse, uno straordinario mix di agonismo e spettacolo.

A quel punto, il match con il 31enne Ferrer, alla sua prima finale Slam in 42 tentativi (raggiunta battendo il beniamino del pubblico di casa, Jo-Wilfried Tsonga), è stato poco più che una formalità. Due ore e 16 minuti a senso unico, 6-3 6-2 6-3 per Rafa, che ha vinto al primo match point.

Una finale senza storia, ravvivata solo dall'entrata in campo, durante il secondo set, di un uomo a torso nudo e mascherato, che si è avvicinato a Nadal brandendo un fumogeno, ma è stato subito e portato via dalla sicurezza.

Protestava contro la legge sulle nozze tra omosessuali, come un'altra decina di manifestanti, con cartelli e striscioni, in tribuna e nel vicino campo Suzanne Lenglen (l'azione è stata poi rivendicata dal gruppo 'Hommen', che si definisce "portabandiera della Resistenza contro il matrimonio gay"). Alla fine, trionfo, applausi, commozione e cerimonia di premiazione con un'altra leggenda dello sport: se il giorno prima a consegnare il trofeo alla Williams era stata la spagnola Arantxa Sanchez, tre volte vincitrice a Parigi, a Nadal la 'coppa dei moschettieri' è stata data nientemeno che da Usain Bolt, lo sprinter giamaicano sei volte olimpionico.

Fianco a fianco sul centrale Philippe Chatrier, sorridenti, un mito dell' atletica e un mito del tennis. Quasi coetanei (il velocista compirà i 27 il 21 agosto prossimo), giovani e quindi capaci di altre eccezionali imprese. 'Rien ne va plus', cala il sipario. E Parigi, che non ha più visto un vincitore francese dopo Yannick Noah 30 anni fa, quella Parigi che - per dirla con Paolo Conte - "accoglie i suoi artisti, pittori, mimi, musicisti", tributa, magnanima, onori agli artisti della racchetta. Che si prepara ad accogliere nuovamente, con lo stesso entusiasmo, nel 2014.

 

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