1- AL DI LA’ DEL BAGAGLINO! FRONTALE TRA IL NANO BERLUSCONI E IL SOTTONANO ALFANO 2. “BARZELLETTIERI”, “BARZELLETTATI”, “GELATAI”, UN DINOSAURO DAL CILINDRO 3. ALLA FINE SILVIO HA ALZATO BANDIERA BIANCA. BEN SAPENDO CHE LE PRIMARIE NON POTRANNO CHE RAPPRESENTARE UN VERO E PROPRIO BAGNO DI SANGUE PER IL PARTITO. NON SOLO PERCHÉ METTERANNO IN EVIDENZA TUTTE LE VERE SPACCATURE E I LIVORI PERSONALI. MA, SOPRATTUTTO, PERCHÈ A VOTARE CI ANDRANNO VERAMENTE IN POCHI 4. MA IL DINOSAURO DEL BANANA E’ UNA LISTA DI IMPRENDITORI CHE AL SENATO POTREBBE ANCHE ESSERE CAPITANATA DA BRIATORE, MA CHE AVRÀ NELL’INDUSTRIALE E BRACCIO DESTRO DI DELL’UTRI NEGLI ANNI ’90 GIAMPIERO SAMORÌ LA VERA “PUNTA DI DIAMANTE”

Sara Nicoli | per ilfattoquotidiano.it

Le "perle" in realtà, sono state parecchie. Ma quelle che segneranno - nella memoria di molti - la storia del Pdl all'ultimo atto delle primarie, sono senza dubbio due. Quando Alfano, ridotto all'angolo in riunione dopo che Berlusconi aveva smontato ferocemente l'idea stessa delle primarie, lo ha guardato negli occhi e ha tirato fuori tutto quello che aveva dentro: "Non siamo mica barzellettieri..".

E la seconda, sullo stesso tenore, sempre quando il segretario ha puntato dritto al cuore del Cavaliere accusandolo platealmente di "rincorrere gelatai", forse dimentico che oltre ad aver lusingato come volto nuovo del partito il giovane proprietario della nota gelateria Grom di Torino, sulle navi da crociera Berlusconi suonava il piano, raccontava barzellette, ma soprattutto offriva gelati alle signore.

Più tardi il segretario ha chiarito di aver detto "barzellettati" (ovvero oggetto di barzellette) anziché promotori delle medesime (appunto "barzellettieri"), ma nessuno ci ha creduto.

C'è stato uno scontro, negato da Berlusconi perchè "con Alfano c'è la massima sintonia".
Invece è stato davvero "da brivido", come ha raccontato a caldo un'ancora scossa Daniela Santanchè. Lungi, dunque, dal credere che quelle di Alfano possano essere state semplici gaffe o cadute di gusto; tra Angiolino e Silvio c'è stato un corpo a corpo di inusitata violenza verbale, "da accapponare la pelle" per dirla con un ex fedelissimo come Giuliano Cazzola.

Alla fine, la linea Alfano sembra aver prevalso, perchè il Cavaliere, visti i toni più aspri e incontrollabili del previsto, ha preferito "mettersi a disposizione", convinto tuttavia che per far risorgere il partito ci voglia "una rivoluzione" oppure "uno come me nel '94", ma tanto ormai aveva perso la partita di far saltare le primarie.

Insomma, alla fine Silvio ha alzato bandiera bianca. Ben sapendo che le primarie non potranno che rappresentare un vero e proprio bagno di sangue per il partito. Non solo perchè - come felicemente intuito dallo stesso Cavaliere - metteranno in evidenza tutte le vere spaccature e i livori personali usciranno allo scoperto. Ma, soprattutto, perchè a votare ci andranno veramente in pochi.

Come aveva svelato ilfattoquotidiano.it e come ha confermato Berlusconi durante l'ufficio di presidenza, ci sono sondaggi sulle primarie di Alessandra Ghisleri che parlano di un misero 8% dell'elettorato convinto ad andare a mettere la scheda nelle urne delle primarie Pdl. Un bagno. A cui si è aggiunto anche un altro elemento di divisione e di rottura: si è dimesso, improvvisamente, il tesoriere storico del partito, Rocco Crimi.

Lo ha fatto subito dopo un'intemerata di Sandro Bondi (nell'ufficio di presidenza) che ha chiesto l'azzeramento di tutte le cariche interne per favorire il rinnovamento. In molti sanno che covava la decisione da tempo, lo aveva già detto a Berlusconi portandogli i preventivi dei costi delle primarie, circa 3 milioni di euro che in cassa non ci sono e che, a questo punto, dovrà sborsare direttamente il Cavaliere. Crimi, insomma, si è sottratto dalla responsabilità di portare il Pdl allo sfascio anche economico ed ha gettato platealmente la spugna.

Altro guaio per il Cavaliere. Che, comunque, ora assapora la possibilità di togliersi di torno un partito morto attraverso delle primarie che si riveleranno un'ecatombe di consenso e un boomerang mediatico; un'emozione che, in fondo, non ha prezzo. C'è già un nuovo soggetto politico, infatti, in rampa di lancio.

E' una lista di industriali ed imprenditori che al Senato potrebbe anche essere capitanata da Briatore, ma che avrà nell'industriale Giampiero Samorì la vera "punta di diamante". Nel partito hanno l'idea che sia lui l'uomo che Berlusconi userà per spacchettare il Pdl in più liste, probabilità che trova la netta contrarietà di Alfano.

Samorì, però, è davvero un intimo di Berlusconi, anche se lui ha negato in pubblico persino di conoscerlo: "Mi è stata attribuita una ricerca di volti nuovi, un certo signor Samorì che ho incontrato una sola volta nella vita e che non ritenevo nemmeno fosse interessato alla politica".

Macchè. Samorì è stato braccio destro di Dell'Utri negli anni '90, ai tempi dei circoli del Buongoverno. Oltre che a Marcello, Samorì è anche vicino al fratello Alberto, ma soprattutto è un uomo che conosce come se stesso il bel mondo della finanza, anche quella più cattiva. Banchiere, imprenditore, esperto in scalate bancarie, ultimamente Samorì ha inanellato una serie di colpi. È entrato nell'editoria - nel gruppo Monti Riffeser, che edita Giorno e Nazione e Carlino - e soprattutto nel salotto della finanza che conta, acquisendo, lo scorso 25 ottobre, lo 0,40% del capitale di Mediobanca tramite Modena capitale. La chiave del suo successo di oggi è la vicinanza a Denis Verdini, con il quale i lavori per la nuova lista sono già in fase avanzata.

Soprattutto, al Cavaliere Samorì serve perchè è ricco. Pensa di accollargli tutte le spese della prossima campagna elettorale, visti i tempi di magra che corrono ad Arcore. E questa, di certo, non sarà la rivoluzione, come la intendeva Alfano, ma di sicuro per Berlusconi è l'ultima occasione "per non lasciare il Paese in mano alla sinistra."

Comunque, nessun sentimento di rivalsa o di rivincita nei confronti di Alfano definito come "un figlio" (e sono sicuro che lui mi consideri come un padre, ha spiegato il Cavaliere nel vertice di palazzo Grazioli), ma per Silvio il futuro è altro. "Avevo pensato a un'altra proposta - ha concluso Berlusconi - e cioe' far votare la scelta del nostro leader agli iscritti del Pdl attraverso dei call center in 10-12 giorni', ma le primarie del Pdl sceglieranno il nostro candidato premier qualora si dovesse andare a votare con questa legge elettorale". Ma tanto ormai sono tutti in attesa di verderlo tirare fuori "un dinosauro dal cilindro". Lui stesso, forse?

 

 

BERLU E ALFANO BERLUSCONI E ALFANOFACCIA A FACCIA BERLUSCONI E ALFANOdaniela santanchèGIULIANO CAZZOLA GASPARRI, ALFANO, QUAGLIERELLO, CICCHITTO.jpgRocco Crimi ALESSANDRA GHISLERI DELLUTRIDENIS VERDINI FLAVIO BRIATORE THE APPRENTICE jpeg

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...