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“LA TRATTATIVA PER LA PACE VA FATTA IN MANIERA DISCRETA. CIÒ VALE SIA PER TRUMP SIA PER MELONI” - LO STORICO CARLO FELICE CASULA RIVELA I MALUMORI IN VATICANO PER I PROCLAMI DI “THE DONALD” (APPOGGIATI DALLA DUCETTA) SU UN INCONTRO OLTRETEVERE TRA RUSSIA E UCRAINA - LA PREOCCUPAZIONE È CHE L'ATTIVISMO DI CHI SPINGE I COLLOQUI DI PACE IN VATICANO FINISCA PER ESPORRE LEONE XIV, DEPOTENZIANDONE L'AZIONE DIPLOMATICA: “IL FATTO CHE LA SANTA SEDE SI ADOPERI PER FAVORIRE UNA MEDIAZIONE OFFRENDO I SUOI BUONI UFFICI NON SIGNIFICA CHE…”

 

putin zelensky

Estratto dell’articolo di Giacomo Galeazzi, Ilario Lombardo per "La Stampa"

 

Non una battuta d'arresto ma il segnale che «l'interlocuzione con Mosca va rimodulata nei toni». In particolare in Curia affiorano velata irritazione e preoccupazione che l'attivismo di chi spinge i colloqui di pace in Vaticano finisca per esporre Leone XIV, depotenziandone l'azione diplomatica. A infastidire è soprattutto l'umoralità di Donald Trump che ha addirittura indicato una data (il 15 giugno) per l'incontro Oltretevere tra Russia e Ucraina. Al tempo stesso viene raccomandata prudenza anche a Giorgia Meloni perché «la fase è delicata».

 

Papa Leone XIV - messa alla Basilica di San Paolo a Roma - FOTO LAPRESSE

[…] «La trattativa va fatta in maniera discreta, non con i proclami– osserva lo storico Carlo Felice Casula-. Ciò vale sia per Trump sia per Meloni. Non può essere il Vaticano in prima battuta a fare la trattativa, ma può entrare in gioco in seconda istanza.

 

Al di là delle dichiarazioni di facciata, il patriarca di Mosca, Kirill è favorevole al lavoro umanitario svolto dal cardinale Matteo Zuppi per conto del Papa anche se un'azione diplomatica in prima persona dalla Chiesa cattolica non è gradita alle gerarchie ortodosse legate al Cremlino. Per Kirill è una questione di immagine, ma è l'unico patriarca russo ad aver incontrato un papa, non è lui l'ostacolo sulla via della pace».

donald trump - melania trump - giorgia meloni - funerale di papa francesco

 

Il no ostentato di Lavrov è il contraltare degli annunci roboanti di Trump sul vertice da allestire in Vaticano tra tre settimane. In Curia le considerano opposte propagande e dicono che «alla fine le cose concrete maturano sotto traccia come i contatti che sono in corso ma non alla luce del sole». Un conto è un'occasione straordinaria come il funerale di un papa o l'intronizzazione del successore, ma «le trattative di pace si fanno lontane dai riflettori».

 

L'unico momento pubblico contemplato dalla diplomazia vaticana è la firma solenne di un accordo. «Il fatto che la Santa Sede si adoperi per favorire una mediazione offrendo i suoi buoni uffici non significa che i colloqui di pace debbano avvenire per forza in Vaticano– aggiunge il professor Casula-. La formula usata durante la guerra fredda era quella di una sede neutra come Helsinki, Vienna o Ginevra. Nel caso non si espone il Papa né il segretario di Stato ma profili fiduciari più defilati come l'Osservatore all'Onu o un nunzio apostolico "altro", cioè non quello di Mosca in modo da non inasprire la Chiesa ortodossa».

MEME SULL INCONTRO TRA TRUMP E ZELENSKY A SAN PIETRO BY EMAN RUS

 

[…] Quella di Lavrov è «strategia, non negazione», sostiene don Stefano Caprio, missionario per 13 anni in Russia, docente di Storia e cultura russa al Pontificio Istituto Orientale-. Con Leone XIV è più attiva la diplomazia vera e propria che con Francesco era più incerta per i tratti personalistici del suo pontificato. Il Vaticano ha un suo peso e nell'ultimo mese ha dimostrato di essere un luogo dove tutti possono incontrarsi». Intanto «Vladimir Putin cerca di imporre le sue condizioni, cioè lasciare alla Russia tutte le regioni occupate, anche quelle ancora contese, e disarmare l'Ucraina».

 

Prudenza è stata raccomandata a Palazzo Chigi, secondo fonti italiane, dopo il fastidio emerso per il sostegno immediato di Meloni alle iniziative personali di Trump che aveva dato per certo il vertice in Vaticano a metà giugno. Cautela nell'esporre il Pontefice. Tanto più che per il Patriarcato di Mosca Robert Francis Prevost è «l'unico interlocutore rimasto anche a livello ecclesiale internazionale. I russi ormai non parlano più con le altre chiese ortodosse, se non con qualcuna. Con il Patriarca di Costantinopoli è rottura», aggiunge don Caprio al Sir.

 

papa leone XIV

Quindi la Chiesa cattolica è rimasta come l'interlocutore unico e più diretto del Patriarcato di Mosca. La Santa Sede «ha messo in campo diverse personalità e diverse missioni. C'è quella del cardinale Zuppi, quella diplomatica del Segretario di Stato Pietro Parolin». Ma proprio la figura di Leone XIV oggi potrebbe essere decisiva: «è americano come Trump ma è anche il contrario di Trump dal punto di vista della capacità di relazione. Ha un'immagine meno problematica rispetto a Francesco perché più tradizionale, cosa che ai russi fa molto piacere», precisa l'esperto. […]

NEGOZIATI DI PACE BY LELE CORVI - IL GIORNALONE - LA STAMPApapa leone xiv prima udienza generale 19 foto lapresse MEME SULL INCONTRO TRUMP MELONI - BY FAWOLLOpapa leone xiv prima udienza generale 13 foto lapresse LA TELEFONATA TRUMP-PUTIN VISTA DA GIANNELLI

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