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“SALVINI ASCOLTI GIORGETTI” – I DIRIGENTI E LA BASE STORICA DELLA LEGA SEMPRE PIÙ IN PRESSING SUL CAPITONE PER UN GOVERNISSIMO – MATTEO HA LA BESTIA INCEPPATA E CROLLA NEI SONDAGGI. SE DA BRUXELLES DOVESSE ARRIVARE QUALCHE MILIARDO, DOVREBBE RIDIMENSIONARE LA CAMPAGNA NO-EURO BY BORGHI E BAGNAI – ZAIA E GIORGETTI NON FARANNO SALTARE IL TAVOLO, MA...

1 – LEGA AL BIVIO TRA NORDISMO MODERATO E SOVRANISMO

Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

borghi salvini bagnai

Parlava a Conte, apprezzandone le aperture, e ai 5 stelle, stigmatizzandone il gioco al massacro. Ma indirettamente, nell' intervista di ieri a La Stampa, Giancarlo Giorgetti si rivolgeva anche al suo leader, Matteo Salvini, e alla Lega, all' interno della quale è aperto il dibattito su come condurre l' opposizione nell' epoca post-coronavirus. Un periodo in cui, se quel che bolle in pentola tra Bruxelles e Strasburgo dovesse dare i risultati annunciati, molti degli argomenti euroscettici con cui il Carroccio ha condotto la campagna contro la Commissione Ue e contro la moneta unica risulterebbero spuntati. Se davvero l' Europa allarga i cordoni della borsa, non sarà più così facile continuare a definirla vampira nei confronti dell' Italia.

 

giorgetti fontana zaia

La ricetta di Giorgetti è l' esatto opposto di quella ascoltata finora da Borghi e Bagnai, i dioscuri che hanno segnato la politica economica del nuovo corso salviniano, dando corpo alla linea con cui il segretario ha costruito uno dopo l' altro i suoi successi elettorali. Fino al 34 per cento delle ultime Europee che ha segnato l' apice della salita, il conseguente agguato al governo giallo-verde, e la delusione di assistere alla nascita del Conte-bis e veder sfumare le elezioni anticipate in cui Salvini contava di riprodurre lo stesso risultato su scala nazionale, per poi candidarsi a guidare il governo.

 

salvini giorgetti

Dalla pazza estate dell' anno scorso, invece, difendere il bottino di voti conquistati in Europa è diventato più difficile per Salvini, che ha dovuto assistere al lento ma costante calo nei sondaggi, fin sotto la soglia del 30 per cento. Il brusco cambio di scenario imposto dalla pandemia adesso potrebbe accelerare questa tendenza. E anche senza contestare il segretario (nessuno, nella Lega, ha intenzione di metterlo in discussione), è evidente che all' interno della parte nordista del Carroccio sta nascendo una corrente moderata, che annovera i governatori di Veneto e Friuli e spinge per convincere il Capitano ad aprire un dialogo con il governo.

luca zaia

 

Pur consapevole di trovarsi a un bivio, Salvini, tuttavia, non ha fretta di decidere: prima vuol capire se Conte, con l' aiuto dell' Europa, sarà in grado di gestire la ricostruzione dopo l' emergenza, o se il suo governo, in autunno, franerà insieme al Paese.

 

luca zaia sex symbol

2 – PRESSING SU SALVINI PER LA SVOLTA RESPONSABILE "ASCOLTI GIORGETTI CHE APRE AL GOVERNISSIMO"

Alberto Mattioli per “la Stampa”

 

«Ascolti questo sillogismo». Addirittura. «Premessa maggiore: in autunno, come giustamente dice Giorgetti, rischiamo un' apocalisse sociale. Premessa minore: questo governo non è in grado di gestirla. Conclusione: si farà un governissimo per salvare il salvabile».

 

giancarlo giorgetti matteo salvini

Parola di un cacicco leghista importante («Niente nome, per carità») che commenta così l' intervista di Giancarlo Giorgetti a LaStampa. Il grande tessitore leghista faceva due considerazioni: prima, la gente è disperata, quindi «i politici la smettano di soffiare sul fuoco»; seconda, sui 500 miliardi offerti da Macron e Merkel meglio vederci chiaro prima di rifiutare.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti

Sembra il consueto smarcarsi moderato di Giorgetti rispetto alle tonitruanti intransigenze di Salvini, la solita dialettica fra Lega di lotta e di governissimo. In realtà, è in discussione la strategia del partito per il futuro prossimo. Perciò, come ogni uscita di Giorgetti, anche questa in casa leghista è molto commentata.

PAOLO GRIMOLDI

 

«Non ricominciamo con la solita contrapposizione fra Salvini e Giorgetti e magari Zaia - sbuffa Paolo Grimoldi, segretario della Lega lombarda -. Durante quest' emergenza abbiamo offerto la massima disponibilità. Abbiamo fatto proposte, non solo proteste. È evidente a tutti, e anche a noi, che la priorità è evitare la catastrofe economica e di conseguenza sociale».

 

JACOPO MORRONE

Qui bisogna capire come la base prenderebbe un eventuale governo di salute pubblica. La persona giusta è Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, l' uomo che ha strappato Forlì alla sinistra con una campagna porta a porta: «Io non so come finirà. Ma sono sicuro che la base seguirà il suo leader che è Matteo Salvini. I nostri hanno apprezzato l' opposizione responsabile che stiamo facendo, gli appelli a Mattarella, la disponibilità a collaborare. La gente sa che in una partita di calcio non puoi attaccare per novanta minuti».

PAOLO GRIMOLDI

 

Il deputato di Codogno Guido Guidesi, pur giorgettiano, al governissimo non crede. «Che cosa farà la Lega lo deciderà Salvini. Ma per collaborare si deve essere almeno in due. E la maggioranza non mi sembra molto disponibile». Resta il fatto che Salvini e Giorgetti continuano a parlare due lingue diverse: «È un fatto umano, non politico».

 

claudio borghi matteo salvini alberto bagnai

«Ma una parte del partito pronta a fare lo strappo e a essere "responsabile" c' è già -, giura Gianni Fava, leader della massacratissima opposizione interna - . Sono i parlamentari eletti del centro-sud, che sono più governativi per cultura e leghisti da troppo poco tempo per essere dei fedelissimi di Salvini. Il quale, ormai è chiaro, è vittima della sua stessa propaganda: vorrebbe darsi un tono di affidabilità, ma la Bestia non ha cambiato metodi». Meno paganti di prima, peraltro, se l' ultimo sondaggio di Alessandra Ghisleri dà la Lega sotto al 25%.

 

alberto bagnai giancarlo giorgetti

In tutta questa discussione sulla linea, restano due certezze. La prima è che il partito fa le barricate per difendere la Regione Lombardia dopo la performance non esaltante della sua sanità. «Anzi, non solo la Lega, ma tutto il centrodestra lombardo, senza eccezioni», chiosa Grimoldi dalla trincea del Pirellone.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti 1

Seconda, Giorgetti (e men che meno Zaia) non sono tipi da rovesciare il tavolo. «La leadership di Salvini non è in discussione. Saranno i fatti a fargli cambiare la linea politica», scommette l' anonimo leghista. E così si torna al sillogismo iniziale.

GIANCARLO GIORGETTI ABBRACCIA LAURA CASTELLImatteo salvini giancarlo giorgettimatteo salvini giancarlo giorgetti lorenzo fontanagiancarlo giorgetti e giovanni toti alla berghem fest

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