PRIMA LA GIUSTIZIA, OGGI LA LEGGE ELETTORALE, SERVONO MOSSE PIÙ ESPLICITE PER CAPIRE CHE MELONI PUNTA AI PIENI POTERI? E I SINISTRATI CHE ASPETTANO AD ALLEARSI FACENDOLA FINITA CON I GIOCHETTI A CHI CE L’HA PIÙ LUNGO? LEGGERE PER SVEGLIARSI: “LA LEGGE ELETTORALE DEL CENTRODESTRA RISCHIA DI CONSEGNARE A CHI VINCE LE ELEZIONI ANCHE LA POSSIBILITÀ DI ELEGGERE DA SOLI UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA” - ALESSANDRO ALFIERI, RESPONSABILE RIFORME DEL PD: “LA LEGGE INTRODUCE PREMI DI MAGGIORANZA CHE, PER COALIZIONI SOPRA IL 45%, PORTANO AD AVERE CIRCA IL 60% DEI SEGGI. UNA SOGLIA CHE CONSENTE DI ELEGGERE DA SOLI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E ORGANI DI GARANZIA. E' A RISCHIO INCOSTITUZIONALITÀ” – IL SILURO AL “CAMPO LARGO”: E’ PREVISTA “L’INDICAZIONE OBBLIGATORIA DEL NOMINATIVO DA PROPORRE PER L’INCARICO DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN SEDE DI PRESENTAZIONE DELLE LISTE”: CHE FARA’ IL CENTROSINISTRA DIVISO TRA SCHLEIN E CONTE?
SERGIO MATTARELLA E GIORGIA MELONI
Estratto dell’articolo di Wanda Marra per il “Fatto quotidiano”
Una legge elettorale “inaccettabile” con la quale il centrodestra “vuole distogliere l’attenzione dal referendum”. La reazione dell’opposizione è unanime. Lo dice diritta così la segretaria del Pd, Elly Schlein. […]
Schlein entra pure nel merito: emergono elementi di “forte distorsione della rappresentanza” che “rischiano di consegnare a chi poi vince alle elezioni anche la possibilità di eleggere da soli un presidente della Repubblica”. T
fratoianni schlein conte bonelli al monk
occa ad Alessandro Alfieri, responsabile Riforme dem, chiarire: “Introduce premi di maggioranza che, per coalizioni sopra il 45%, portano ad avere circa il 60% dei seggi”. Una soglia che consente “di eleggere da soli presidente della Repubblica e organi di garanzia”. Un elemento “a rischio incostituzionalità”. E ancora, “via i collegi uninominali e, oltre alle liste bloccate, arrivano i super bloccati del premio di maggioranza”.
Ma al netto dello sdegno condiviso c’è un altro tema destinato a tenere banco nel dibattito del centrosinistra dei prossimi mesi. La proposta della maggioranza, infatti, prevede “l’indicazione obbligatoria del nominativo da proporre per l’incarico di presidente del Consiglio in sede di presentazione delle liste, fatte salve le prerogative costituzionali del presidente della Repubblica”.
giuseppe conte elly schlein genova, manifestazione per le dimissioni di giovanni toti
Una norma che sembra scritta per costringere il campo progressista che non brilla per unità a trovare un accordo sul nome dell’eventuale premier prima delle elezioni. E che dunque esclude che la soluzione possa essere il leader del partito che prende più voti. Come avrebbe, forse, preferito Schlein. Invece apre a primarie di coalizione, la soluzione che piace più a Conte. Si sfideranno i leader di Pd e M5S, ma basterà un terzo candidato che pesca nel bacino dem a favorire l’avvocato. […]
