GUERRE DEMOCRATICHE - LETTA CANDIDATO PREMIER, SPERANZA SEGRETARIO PD: IL PIANO DELLA MINORANZA PIDDINA PER DARE SCACCO MATTO A RENZI DOPO IL REFERENDUM - MATTEUCCIO GIOCA LA CARTA NAPOLITANO CHE VIENE ATTACCATO DA SALVINI: A OTTOBRE PRENDERA’ UNA CAPOCCIATA"

Goffredo De Marchis per “la Repubblica”

 

LETTALETTA

Enrico Letta candidato premier, Roberto Speranza segretario del Pd. Concentrati sull’accusa a Renzi di «vivere in un talent», è sfuggita ai più, durante la direzione dem, l’altra parola inglese usata da Gianni Cuperlo: ticket. «Al prossimo congresso — ha detto l’ex presidente del Pd — non sosterrò un capo ma un ticket composto da una guida solida per Palazzo Chigi e una personalità diversa per il partito».

 

Il congresso, annunciato dallo stesso Renzi, dovrebbe tenersi in anticipo alla fine dell’anno. In mezzo c’è l’appuntamento con il referendum destinato comunque a scompaginare i calcoli della vigilia. Ma la minoranza del Pd si attrezza a sfidare il presidente del Consiglio. E per la carica di premier ha individuato il suo predecessore. «Su questa formula siamo perfettamente in sintonia con Cuperlo», conferma il bersaniano Miguel Gotor.

 

«La mia simpatia e la mia stima per Letta sono note. Ma i nomi verranno più avanti». Cuperlo afferma di aver parlato solo di «un principio generale che prende atto di un fallimento. Il modello alternativo può essere quello della divisione dei compiti, come fu per Craxi e Martelli. Lascio ad altri invece le congetture sulle modifiche allo statuto ».

 

SPERANZASPERANZA

Il piano appare definito nei dettagli, frutto di incontri, sondaggi e riunioni. Secondo Matteo Orfini si gioca ormai a carte scoperte. «Quell’idea appartiene anche a D’Alema», sostiene il presidente del Pd che del capo della Fondazione Italianieuropei è stato strettisimo collaboratore. Il nome di Letta può essere evocativo da molti punti di vista:

 

un diverso modello di governo (“il cacciavite” contro il “bulldozer” renziano), una personalità che continua a coltivare i rapporti con le Cancellerie estere, un leader riconosciuto anche fuori dai confini italiani come dimostra la recente nomina alla guida dell’Istituto Delors.

 

Bisogna dunque spuntare a Renzi l’arma usata in Italia e all’estero del “dopo di me il diluvio”. Non esiste alcuna catastrofe di sistema se cade il governo dell’attuale segretario del Pd, se viene a mancare la sua figura sullo scenario internazionale. E se il referendum finisce con la sconfitta del Sì. Perché il Partito democratico ha altre carte da giocare, nel solco europeista e riformista.

 

RENZI CIVATI FASSINA BERSANIRENZI CIVATI FASSINA BERSANI

La principale è quella dell’ex premier Letta. Roberto Speranza, nella strategia della minoranza, sarebbe un segretario in piena simbiosi con il candidato premier. Niente diarchie o vecchi duelli interni. Ma il punto centrale è Letta perché tocca a lui simboleggiare l’argine al disastro, di cui parlano i renziani. E ora, sulla modifica alla legge elettorale, si intravedono le prime crepe nel fronte dei fedelissimi del premier.

 

Per l’obiettivo finale serve infatti un logoramento lento, ma non troppo, visto che al referenduma mancano quattro mesi scarsi al massimo, se la data sarà quella del 30 ottobre. Pier Luigi Bersani semina ancora dubbi sul Sì della sua parte. «La riforma è un passo avanti, ma se il partito diventa un comitato del Sì creiamo un precedente pericoloso», dice l’ex segretario a In Onda su La7. «Chi vota No è ancora del Pd?», si chiede. Non sono le premesse migliori per coinvolgere la minoranza nella campagna renziana.

 

BERSANIBERSANI

Del resto, Bersani attacca a tutto campo. Spiega che Renzi proietta un «film lontano dalla realtà, a partire dal lavoro che non c’è», «l’Italia si sente ancora dentro la crisi », «la risposta del segretario alla sconfitta delle comunali è solo o con me o contro di me». Niente viene risparmiato alla classe dirigente renziana: «Vedo troppi fenomeni, come De Luca che prende in giro la Raggi. C’è un eccesso di conformismo intorno a Renzi Verdini? Ha sei inchieste addosso, conosco gente che si è dimessa per molto meno».

 

gianni cuperlogianni cuperlo

Un alleato che non viene meno è invece il presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano. L’altro ieri, in direzione, Renzi ha fatto trasmettere un filmato con il discorso dell’allora capo dello Stato al Parlamento. Uno schiaffo ai ritardatari delle riforme. E ora Napolitano lo ripaga: «Auspico con tutte le mie forze e la mia convinzione — scandisce a un convegno — che la stragrande maggioranza dei cittadini non faccia finire nel nulla gli sforzi messi in atto in questi due anni in Parlamento».

 

Intervento non nuovo, difesa delle riforme non sorprendente, endorsement per il Sì chiaro e limpido, ma non inaspettato. Eppure scatena la viollenza verbale di Matteo Salvini: «Spero che Napolitano prenda una bella capocciata ad ottobre. Dopo si ritiri e la smetta di rompere le palle agli italiani».

 

fazio napolitano fazio napolitano LETTA SPERANZALETTA SPERANZA

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…