giuseppe conte elly schlein luigi zanda

“L’OBIETTIVO DI CONTE È BATTERE IL PD” – LUIGI ZANDA STRONCA IL MEGALOMANE A 5 STELLE: “È PIÙ FORTE DI LUI. SOGNA DI TORNARE A FARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, COSA IMPOSSIBILE DOPO IL SUO PRIMO GOVERNO CON LA LEGA. NON MI SENTIREI DI ESCLUDERE UN RITORNO DI FIAMMA CON SALVINI. DEL RESTO, NON HA MAI DETTO DI ESSERE DI SINISTRA” – “IL PD STA DIVENTANDO UN COMITATO ELETTORALE. UN PROCESSO CHE LA SCHLEIN NON HA FERMATO - L’ALLEANZA CON M5S PUÒ FUNZIONARE SOLO SE IL PD ARRIVA AL 25-26% - LE PERSONALITÀ ESTERNE? POSSONO ESSERE UN ARRICCHIMENTO, A PATTO CHE IL PARTITO SIA SOLIDO…”

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

luigi zanda foto di bacco

Visto da fuori, «il Pd rischia di trasformarsi in un grande comitato elettorale, che si occupa per lo più di lista».

 

Luigi Zanda, tra i fondatori del partito, […] guarda con una certa preoccupazione il percorso del nuovo Pd […]

 

Con Schlein il Pd sta diventando un comitato elettorale?

«È un processo iniziato da molti anni, ben prima che lei diventasse segretaria. Ma Schlein non lo ha fermato, c'è un tema di selezione della classe dirigente, che non è stato interfacciato: non viene data la necessaria attenzione alla forma partito».

 

ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE

Secondo lei, per evitare il ripetersi di fenomeni come quelli registrati a Bari o Torino cosa bisogna fare?

«L'unico antidoto […] è darsi un pensiero alto e un'organizzazione seria. Ci sono centinaia di sezioni, circoli, comitati provinciali e regionali, solo attraverso un controllo diffuso si può garantire la correttezza dei comportamenti.

 

Poi si dovrebbe anche riprendere il tema del finanziamento pubblico ai partiti, magari imitando il sistema usato al Parlamento europeo: entità dei fondi congrua e rigide indicazioni sul loro utilizzo, controlli accurati e sanzioni».

 

GIUSEPPE CONTE

Torniamo al trasformismo e ai cacicchi sul territorio: la segretaria si era impegnata a «estirparli», ma un anno dopo non è cambiata molto…

«Io trovo intollerabili le condanne generiche, sono espressione di una cattiva politica. Non mi convince l'idea che le correnti siano sinonimi di clientelismo, perché c'è il bene e c'è il male. E non posso accettare che perfino Giuseppe Conte si metta a parlare di cacicchi, continuando la sua determinata opera di destrutturazione del Pd».

 

Se questo è il suo obiettivo, può essere un alleato affidabile?

«Guardi, l'obiettivo di Conte è battere il Pd, è più forte di lui. Questo perché sogna di tornare a fare il presidente del Consiglio, cosa impossibile dopo il suo primo governo con la Lega […]. E non mi sentirei nemmeno di escludere un ritorno di fiamma con Salvini».

 

schlein conte

Però ha detto che ormai il suo campo è quello progressista, non ci crede?

«Ha notato che da parte sua c'è una esibita volontà di non dire mai di essere di sinistra?

Questo dovrebbe far riflettere. In passato si è definito orgogliosamente populista: in lui nulla è definitivo».

 

Resta il fatto che per Schlein l'alleanza con i 5 stelle è una strada obbligata, no?

«La sua strategia può funzionare solo se il Pd è forte, se arriva al 25-26%, per capirci, tenendo così il Movimento a una certa distanza. A quel punto, può assumere il rischio politico di essere unitario. In ogni caso, le alleanze vanno fatte con la schiena dritta, a cominciare dalle realtà locali: le primarie si possono fare oppure no, ma non perché piacciano o meno a Conte».

 

TARZANELLY - MEME BY SHILIPOTI

Dentro al Pd c'è agitazione anche per la composizione delle liste per le Europee. Come sta gestendo la partita la segretaria?

«Mi pare che ci sia confusione e mi preoccupa il disorientamento  […]. Sulle liste dico solo una cosa: candidare personalità esterne […] può essere un arricchimento, a patto che il partito sia solido e con le idee chiare. Un partito fragile […] deve usare molta prudenza […]».

luigi zanda foto di baccoSCHLEINING - MEME BY SHILIPOTI CONTE SCHLEIN

Ultimi Dagoreport

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...