CHE CE FAMO CON SBARRA? – LA LUNA DI MIELE TRA LA CISL E GIORGIA MELONI È FINITA A STRACCI. A PALAZZO CHIGI RECRIMINANO “LO SCARSISSIMO APPORTO NELLA CAMPAGNA REFERENDARIA SULLA GIUSTIZIA”. IL PRIMO A PAGARE IL CONTO POTREBBE ESSERE L’EX NUMERO UNO DEL SINDACATO CATTOLICO, LUIGI SBARRA, CHIAMATO ALLA CORTE DELLA PREMIER CON UN INCARICO DA SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA AL SUD. TRA FRATELLINI D’ITALIA SI CHIEDONO: “SE LA CISL NON CI PORTA VOTI, ALLORA COSA CI FACCIAMO?” – LA CISL È TORNATA A DIALOGARE CON CGIL E UIL. E IL PLATEALE “RITORNO DELLA TRIPLICE” È UN’ALTRA PESSIMA NOTIZIA PER LA DUCETTA…
Estratto dell’articolo di www.lettera43.it
giorgia meloni Luigi Sbarra - foto lapresse
Alla fine è saltata l’alleanza tra la Cisl e Giorgia Meloni. E pure male. «Tutta colpa del referendum», sibilano nei corridoi di Palazzo Chigi: da parte governativa pare infatti che ci siano state pesanti lamentele (per non dire di peggio) nei confronti di quello che viene considerato «lo scarsissimo apporto della Cisl nella campagna referendaria sulla giustizia». Luna di miele terminata, dunque.
E chi ci rimette, in questo caso? L’ex numero uno del sindacato cattolico, Luigi Sbarra, chiamato alla corte della premier con un incarico da sottosegretario con delega al Sud. «Se la Cisl non ci porta voti, allora cosa ci facciamo?», è la domanda che circola tra quelli di Fratelli d’Italia.
Daniela Fumarola giorgia meloni - foto lapresse
Senza capire però che alla base della mancanza di interesse sindacale c’era l’orientamento della Chiesa cattolica, che non vedeva certo di buon occhio il referendum.
Fatto sta che anche con il cosiddetto decreto Primo maggio il governo non ha voluto pacificare gli animi, in vista della festa dei lavoratori, con il risultato che la Cisl è tornata a battagliare insieme alla Cgil e alla Uil, lasciando Meloni con il cerino in mano.
Così Maurizio Landini, Pierpaolo Bombardieri e Daniela Fumarola ora parlano continuamente tra loro. Anche davanti a tutti, non solo nelle stanze private e al telefono.
Un plateale “ritorno nella Triplice” da parte della Cisl è avvenuto, oltretutto, in occasione del tradizionale evento organizzato da Confcommercio nella romana Villa Miani, officiato da Carlo Sangalli detto Carluccio, classe 1937, il quale è impegnato nella battaglia contro il “dumping contrattuale”, mettendosi così pure lui insieme al fronte dei sindacati.
Per il governo si tratta di una disfatta totale se pure i commercianti si mettono a remare contro Palazzo Chigi.
In cima a Monte Mario l’esecutivo ha inviato come rappresentante Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro ed ex sindacalista dell’Ugl che però non ha convinto nessuno dei presenti, a proposito del decreto che dovrebbe riscrivere le regole della rappresentanza sindacale: si è messo a parlare di un «incentivo alla contrattazione», poi ha detto che di soldi ce ne sono pochi, ma che «come Lega pensiamo che si debba sforare il patto di stabilità». Insomma, «acqua fresca», per usare un commento della sala.
pierpaolo bombardieri giorgia meloni maurizio landini a palazzo chigi
Glaciale la frase pronunciata da Landini, per mettere alle corde il governo e dare l’idea del rinnovato clima d’intesa tra i sindacati, con la Cisl pronta a fare la propria parte insieme a Cgil e Uil: «Riabituatevi a vederci insieme».
Senza dimenticare di dire che «il governo sta discutendo dell’ennesimo decreto Primo maggio senza le parti sociali, come ha già fatto, e non ci sono stati risultati importanti per chi lavora.
Dovrebbero imparare dall’esperienza: sarebbe meglio si fermassero». La festa dei lavoratori segnerà un punto di non ritorno, tagliando ogni rapporto con il governo. Un fatto che, in vista delle prossime elezioni politiche, si può tradurre in un serio problema per Giorgia Meloni.


