macron

"MACRON È UN GAY PSICOPATICO" – IL QUOTIDIANO PIÙ POPOLARE IN RUSSIA E PIÙ CARO AL CREMLINO ACCUSA IL NEOPRESIDENTE FRANCESE - 'EN MARCHE' ANNUNCIA I CANDIDATI ALLE ELEZIONI: C'E' UN COMPROMESSO PER SALVARE VALLS - IN CORSA ANCHE LA FIGLIA DELLA PREMIERE DAME BRIGITTE - E L' ALLEATO BAYROU PROTESTA

 

MACRON BRIGITTEMACRON BRIGITTE

Da www.huffingtonpost.it

"Emmanuel Macron è un gay psicopatico". Lo scrive Komsomolskaya Pravda, uno dei quotidiani russi più popolari e caro al Cremlino. Secondo la giornalista Daria Slamova, il neo-presidente francese Emmanuel Macron, sarebbe: "Un gay psicopatico che odia la Francia". Il quotidiano russo raccontando il leader di "En March!" non risparmia critiche e a favore di questa tesi cita il bimestrale gay francese "Garçon Magazine", che nel mese di maggio giugno pubblicò un fotomontaggio di di Emmanuel Macron a torso nudo. "La comunità lgbt troverà sempre in me un difensore", si leggeva nel virgolettato attribuito al candidato alle presidenziali francesi.

 

MACRON SULLA COPERTINA DI GARCONMACRON SULLA COPERTINA DI GARCON

L'autrice del pezzo, Daria Aslamova, non ha dubbi: "La cover che lo ha visto protagonista su Garçon Magazine senza maglietta significa che è gay". Criticato per la relazione con una Brigitte Trogneux di 24 anni più grande, Macron è stato anche etichettato come un personaggio pericoloso dalla giornalista, che ha riportato nell'articolo le parole pronunciate da uno psichiatra italiano, Adriano Sagatori: "Come tutti gli psicopatici crede solo nei suoi propositi. Macron non ama la Francia, ama solo se stesso e non combatterà per i cittadini francesi". Cittadini francesi che, ad ogni modo, meritano questa disgrazia: "Loro (i francesi) non meritano la democrazia, meritano di andare all'inferno"

Non è la prima volta che Macron viene pubblicamente insultato dai media russi: Sputnik agenzia di comunicazione controllata direttamente dal governo russo, aveva già accusato il presidente di essere "segretamente gay e di vivere una doppia vita".

 

2. LA SFIDA DI MACRON

Anais Ginori per la Repubblica

 

MACRONMACRON

Quasi un' ora e mezza di ritardo, nomi dati e poi smentiti, qualche compromesso che profuma di vecchia politica. La fatidica prima conferenza stampa del movimento En Marche! per presentare le liste dei candidati alle elezioni legislative dimostra un brusco atterraggio dopo il trionfo di Emmanuel Macron di qualche giorno fa.

 

Il nuovo presidente è riuscito a sedurre una maggioranza dei francesi ma ora deve costruire a tempo record una maggioranza, passando da un movimento autoreferenziale persino nelle iniziali del nome a un vero partito con cui governare per i prossimi 5 anni.

 

A poche ore dall' insediamento all' Eliseo, le prove tecniche di potere sono piuttosto confuse. Un conto è aprire una piattaforma in Rete con cui arruolare militanti, un altro è creare dal nulla una nuova classe dirigente per il Paese. La commissione elettorale che doveva annunciare ieri i 577 candidati si è dovuta accontentare di dare solo 428 nomi. Ufficialmente perché la procedura aperta, che permette a chiunque di presentare una candidatura, ha provocato ben 19mila richieste, tra cui 2mila negli ultimi giorni, dopo la vittoria al ballottaggio.

MACRONMACRON

 

In realtà, Macron ha preso altro tempo e lasciare una quota di collegi elettorali ancora vacanti per trattare in extremis con transfughi di destra e di sinistra in vista della composizione del nuovo esecutivo che sarà annunciato tra domenica e lunedì. Il leader centrista è costretto a fare i primi compromessi come si vede anche sul pasticcio dell' autocandidatura di Manuel Valls, prima rifiutata, poi tollerata. Alla fine l' ex premier non ottiene l' etichetta di En Marche! ma nel suo collegio di Evry il movimento rinuncia a presentare contro di lui un candidato alternativo. Lo stesso trattamento di favore sarà riservato per alcuni pesi massimi socialisti, come il portavoce del governo Stephane Le Foll o la ministra Marisol Touraine, anche della destra, tra cui gli ex ministri Nathalie Kosciusko- Morizet o Bruno Le Maire.

 

MACRON BRIGITTEMACRON BRIGITTE

Il segretario del movimento, il flemmatico Richard Ferrand, bretone di 54 anni con una lunga militanza socialista alle spalle, rivendica di aver mantenuto la promessa di rinnovamento nella scelta dei candidati per il parlamento. «Mai un movimento politico francese con 13 mesi di vita ha avuto l' ardire di scegliere il 52% dei suoi candidati fra cittadini che non hanno un curriculum di professionisti della politica». Come aveva annunciato Macron qualche mese fa, le liste rispettano una parità perfetta tra uomini e donne, metà dei nomi proviene dalla società civile e tutti devono avere una fedina penale immacolata. Ferrand ha snocciolato le cifre: il 95% dei candidati non è mai stato prima in parlamento, il 93% ha un' attività professionale, 2% sono disoccupati, 4% sono pensionati.

MACRON BRIGITTEMACRON BRIGITTE

 

Il più giovane ha 24 anni, il più vecchio 72, con un' età media di 46 anni, rispetto ai 60 dell' attuale parlamento. Macron ha fatto di tutto per non apparire un "gran riciclatore". Nelle liste ci sono comunque venticinque dirigenti socialisti e una decina della destra. Tra i non politici che potrebbero arrivare all' Assemblée Nationale figurano alcuni personaggi noti come il matematico Cédric Villani, il sociologo Jean Viard, l' ex capo delle forze speciali Jean-Michel Fauvergue. E a sorpresa tra le candidate c' è anche una delle figlie della moglie di Macron, Tiphaine Auzière.

 

Secondo gli ultimi sondaggi, Macron potrebbe ottenere il 29% delle intenzioni di voto nelle elezioni politiche di metà giugno, rispetto al 20% dei Républicains e al 20% per il Front National. Ma lo scenario è ancora incerto e gli ostacoli si moltiplicano. Alcuni esponenti della destra, come Xavier Bertrand, hanno rifiutato le avances del nuovo presidente che vuole a tutti i costi formare un governo di larghe alleanze. E ieri sera François Bayrou ha dichiarato di voler contestare la lista delle candidature presentate dal movimento di Macron. Il leader del MoDem, principale alleato di En Marche!, considera di non aver ottenuto abbastanza collegi elettorali garantiti. Dal partito liquido e leggero, Macron si ritrova a fare conti con la pesantezza dei vecchi apparati.

brigitte e emmanuel macronbrigitte e emmanuel macron

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…