MARCIO SU ROMA/1 – TANTE CHIACCHIERE POCHI SOLDI? – FINORA PER “MAFIA CAPITALE” SONO EMERSE TANGENTI PER 500MILA EURO – UNA CIFRA MISERA SE PARAGONATA CON IL MILIONE E 200MILA EURO DI EXPO E CON I 22 MILIONI DEL MOSE

Davide Maria De Luca per "il Post" di venerdì 12 dicembre ripreso da "il Foglio del Lunedì"

 

SALVATORE BUZZISALVATORE BUZZI

Tra appalti e tangenti, la quantità di denaro coinvolto nell’inchiesta “Mafia capitale” non sembra particolarmente rilevante rispetto agli altri grandi scandali scoperti dalla magistratura negli ultimi tempi, come lo scandalo Expo e quello che ha riguardato il Mose. Cominciamo con il dare un’occhiata ai bilanci di “29 giugno”, il consorzio di cooperative di Salvatore Buzzi, la società che secondo i magistrati riceveva la gran parte degli appalti ottenuti tramite la corruzione di funzionari pubblici.

 

Nel 2013 la società aveva un fatturato di 58 milioni di euro e utili per circa un milione di euro. Secondo i magistrati, nel biennio 2012-2014, la cooperativa ha ottenuto appalti in almeno tre diversi settori grazie alla corruzione: la gestione di un campo rom, di alcuni centri di accoglienza e della cura di alcune aree verdi del comune di Roma. Non è chiaro quanto sia il valore di questi appalti, ma secondo un’informativa dei carabinieri, tra il 2003 e il 2013, la società ha ottenuto in tutto appalti per un valore di 98 milioni di euro.

 

 Per quanto riguarda le tangenti è molto più difficile trovare numeri precisi. I giornali hanno pubblicato una sorta di “libro delle tangenti” in cui sarebbero segnati alcuni di questi pagamenti. Mettendo insieme queste cifre con i riscontri di bonifici pagati da “29 giugno” e con le intercettazioni telefoniche possiamo individuare almeno un ordine di grandezza di questa corruzione. Secondo i documenti al momento disponibili, stiamo parlando di circa 500 mila euro.

GIANSTEFANO FRIGERIO GIANSTEFANO FRIGERIO

 

Tenete in mente questa cifra. A primavera è scoppiato lo scandalo Expo, nel quale i magistrati hanno accusato di corruzione la società di costruzioni Maltauro, che si occupava di alcuni lavori collaterali ad Expo. La Maltauro aveva fino al 2013 un bilancio di circa 450 milioni di euro l’anno (dieci volte più grande di “29 giugno”, quindi).

 

Sempre secondo i magistrati, la società avrebbe pagato nel giro di un paio d’anni una cifra nell’ordine di 1,2 milioni di euro a vari funzionari di Expo (più del doppio della corruzione di cui si parla per “Mafia Capitale”). Il valore degli appalti influenzati da queste tangenti, sempre secondo i magistrati, sarebbe di circa 166 milioni di euro (quasi due volte la somma di tutti gli appalti ottenuti in 10 anni dalla cooperativa “29 giugno”).

 

enrico maltauroenrico maltauro

L’inchiesta più grande del 2014 però è senza dubbio quella che riguarda il Mose, il sistema di paratie mobili che dovrebbe proteggere la laguna di Venezia dalle acque alte. Si tratta di un’opera del costo totale di 5,5 miliardi, una delle più grandi della storia repubblicana, affidata in esclusiva al Consorzio Nuova Venezia, una società formata da svariate imprese di costruzioni con un bilancio superiore ai 500 milioni di euro l’anno. Secondo i magistrati nel corso di quasi un decennio alcuni dirigenti del Consorzio hanno pagato in tangenti l’iperbolica cifra di 22 milioni di euro.

 

Negli ultimi giorni “Mafia Capitale” è stata spesso paragonata a Tangentopoli, la grande inchiesta sulla corruzioni iniziata nel 1992. Uno dei casi più eclatanti di quegli anni fu la cosiddetta “Maxi tangente Enimont”. Secondo le sentenze, all’epoca decine di politici vennero corrotti con una serie di tangenti del valore di circa 150 miliardi di lire dell’epoca, ossia 175 milioni di euro 2014. Si tratta di una cifra che è circa 250 volte superiore al valore delle tangenti che i magistrati fino ad ora stimano che siano state pagate nell’inchiesta “Mafia Capitale”.

raul gardini zoomR raul gardini zoomR

 

Questi numeri vanno quasi tutti presi con molta cautela e trattati più come indicatori di ordini di grandezza che come cifre esatte (su Mose c’è un po’ più di certezza, visto che gli indagati che hanno patteggiato hanno già restituito circa 12 milioni di euro ottenuti illegalmente).

 

Non solo: è già accaduto in passato che i giornali parlassero di tangenti miliardarie poi rivelatesi inesistenti (il caso Mps è forse il più eclatante degli ultimi anni). Ed è altrettanto vero che inchieste che all’inizio sembravano riguardare piccoli scambi di denaro si siano rivelate successivamente corruzioni e frodi molto più consistenti. Indicativamente, però, queste cifre ci aiutano a farci un’idea delle dimensioni che aveva, secondo i magistrati, il giro d’affari della “cupola della capitale”. Non si tratta di cifre superiori a quelle a cui siamo abituati, anzi: per il momento sono considerevolmente inferiori.

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....