donald trump cohen mnuchin

AMERICA FATTA A MAGLIE - LA WARREN STRILLA PERCHÉ TRUMP LA CHIAMA ‘POCHAONTAS’ (C’È UN MOTIVO), CADONO GLI INTOCCABILI TIPO LAUER E CHARLIE ROSE, MA PER LA CASA BIANCA LE TASSE FARANNO LA DIFFERENZA: IL PROGETTO DI RIFORMA FISCALE E’ TANTO AMBIZIOSO QUANTO PROGETTATO IN UNA FASE POLITICA DIFFICILE, CON UN CONGRESSO MALMOSTOSO E DEI SENATORI REPUBBLICANI TENDENTI ALLA SCAPIGLIATURA: ECCO COSA SUCCEDERÀ

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

matt lauer savannah guthrie

Le tasse, le tasse faranno la differenza tra chi ha vinto ed è popolare, e chi ha perso ed è residuale, anche se strilla molto. Hanno poco da distrarre con micidiali crocifissioni per peccati sessuali di personaggi fino a ieri intoccabili, come l'anchor principe di NBC, Matt Lauer, che segue l'altro pure intoccabile, Charlie Rose, e si somma ai sempre più numerosi parlamentari autorevoli esperti di toccatine e striptease, che non se ne vogliono andare a casa.

 

 Per carità, sono storie clamorose, tanto più che Lauer per decenni ci ha fatto la morale su come i democratici difendono le donne, ma se poi ci tocca la collega pure milionaria, Katie Couric, che racconta che nel 2012 lui le diede un pizzicotto sul culo, la sensazione è che se vuoi licenziare uno diventato troppo caro rispetto agli ascolti e alla raccolta pubblicitaria, basta veramente poco.

 

Hanno poco da menare scandalo se la senatrice Elizabeth Warren, che una volta falsifico’ una application di Harvard presentandosi come parzialmente di sangue nativo americano, così sarebbe rientrata nei privilegi attribuiti alle minoranze, ora strilla come un'aquila perché Trump la sfotte chiamandola Pocahontas. È più imbrogliona lei o più razzista lui?

charlie rose

 

E che succede se i veterani nativo americani della seconda guerra mondiale mandano a dire di non sentirsi offesi da un nome e da uno scherzo, tanto più che hanno fatto una guerra intera con gente che strillava “Geronimo” prima di buttarsi col paracadute dagli aerei?

Appurato che le vere fake news le produce il politically correct, e che di quello si rischia di morire, it's the economy, stupid, che ci salverà.

 

 Il progetto di riforma delle tasse e’ tanto ambizioso quanto progettato in una fase politica difficile, con un Congresso malmostoso e dei senatori repubblicani tendenti alla scapigliatura.

elizabeth warren hillary clinton

 

 Oggi però la commissione Bilancio ha dato a Trump una grossa mano con un voto a sorpresa di approvazione che ha lasciato i democratici furibondi e attoniti. Possiamo dire sia pur con un qualche azzardo,ma io ho l'abitudine di espormi, che, McCain e il suo tumore permettendo, ma forse anche nonostante McCain, la riforma delle tasse di Donald Trump sarà approvata anche dal Senato e diventerà legge.

 

 A questo punto, sempre perche’ is the economy, stupid, la presidenza tira un grande respiro di sollievo, hanno poco da mettere in piedi tentativi di impeachment e inchieste di svendita alla Russia, senza prove dopo mesi di indagini. Una situazione economica già molto favorevole, e accompagnata da una fiducia dei cittadini e degli investitori come non si vedeva da tanti anni, aiutata ulteriormente da investimenti Resi possibili dal taglio massiccio di tasse alle imprese, sarà la chiave del futuro politico.

 

 Tra qualche ora il presidente parlerà in televisione proprio sulla riforma delle tasse che potrebbe finire il suo iter parlamentare al più presto, anche entro questa settimana.

elizabeth warren

Il voto dei repubblicani in commissione Bilancio Infatti non solo ha accelerato i tempi ma ha mostrato che alcuni senatori dati per incerti tra di loro si sono invece decisi a votare a favore, superando le perplessità sulla cifra monumentale della riforma, un trilione e mezzo, sul trattamento non considerato abbastanza favorevole alle piccole imprese, sugli effetti sul debito. Ci ha pensato lo stesso presidente, a colazione con i senatori repubblicani, impegnato a promettere a molti e a minacciare alcuni.

 

Con esiti favorevoli a quanto pare, Perché più tardi dalla Casa Bianca, mentre preparava il discorso televisivo di questo pomeriggio, Trump ha detto “penso che ce la faremo, ci saranno alcuni aggiustamenti prima della fine ma alla fine sarà il taglio delle tasse più grande della storia del nostro Paese”. Fino a lunedì si parlava di 7 senatori incerti su una maggioranza scarsa, 52 a 48. Con nessun Democratico disponibile a entrare nel merito della riforma, nemmeno tra coloro più centristi e in passato apertamente favorevoli a misure di questo tipo.

 

 I senatori Susan Collins, del Maine,

Bob Corker,Tennessee,e Ron Johnson Wisconsin, si sono detti ora tranquillizzati dalle promesse del presidente.

Resta la necessità di armonizzare le differenze fra la legge approvata dalla Camera e i cambiamenti apportati al Senato. Immutato il taglio dal 35 al 20% alle imprese, invece tornano temporaneamente 7 livelli di tassazione individuale dal 10% di minima al 38 di massima, che ora invece e’ al 39,6.

 

donald trump john mccain

Si aspetta da un momento all'altro una relazione della Commissione congiunta sulle Tasse che mostri quali effetti potrebbe avere realmente il taglio sull'economia.

Il punto è capire quanto stimolerà la crescita ed eviterà al debito pubblico di aumentare così. Il debito degli Stati Uniti d'America ammonta a 20 trilioni di dollari, gli esperti in maggior parte sostengono che il risultato dello studio della commissione sarà deludente per i senatori repubblicani perché dimostrerà che la legge rimescolata al Senato non è sufficiente a evitare questo pericolo. Sarebbe però pronto un meccanismo automatico che scatterebbe nel far aumentare alcune tasse nel momento di crisi.

 

 Quindi tutto si gioca ,e su questo il presidente ha fatto grande pressione oggi, tra alcuni senatori Incerti perché non vogliono alcuna forma di regolamentazione che aumenti a sorpresa le tasse, e alcuni senatori difensori senza macchia e senza paura della necessità di non aumentare in alcun modo il deficit mostruoso.

 

BOB CORKER DONALD TRUMP

Tra costoro ci sono quelli che hanno detto più esplicitamente che a quelle condizioni la legge non la votano, perché sono convinti che sia necessario non solo non far gonfiare il debito ma incominciare ad abbassarlo. Argomento giusto in principio, ma che rischia di essere impopolare.

 

Di essere impopolare non si preoccupa minimamente John McCain, senatore storico,ed ex candidato più volte trombato nelle sue ambizioni presidenziali, trasformatosi nell'ultimo anno nel nemico giurato interno di Donald Trump. Lo detesta, gli vota contro, gli ha schiattato l’abolizione della riforma sanitaria mostro di Obama, è sempre stato un sostenitore della necessità di non aumentare il deficit.

 

Molto malato, ha un tipo di tumore al cervello che non gli concede più di un anno di vita, va in giro per le televisioni dettando il suo epitaffio “ha servito il suo Paese”, e dicendo cose terribili sul presidente che ritiene un uomo volgare, senza valori e senza principi. Sulle tasse aveva subito minacciato il bis della Obama care, ma ora sembra che abbia cambiato idea. Vedremo.

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