visco di maio

DI MAIO PORGE LA MANO A VISCO E LUI GLIELA MOZZA - ''HO FIDUCIA IN BANKITALIA'', DICE IL VICEPREMIER, A STEMPERARE LE TENSIONI. E IL GOVERNATORE: ''CI MANCHEREBBE ALTRO'' - MA ORMAI LA BANCA SI È ALLINEATA CON CLAUDIO BORGHI (DOPO QUALCHE ANNO): IL BAIL-IN È UNA CAGATA PAZZESCA E (TESTUALE) ''GESTIRE LE CRISI BANCARIE ORA È QUASI IMPOSSIBILE''. UNA FRASE TREMENDA VISTO CHE QUELLO È UNO DEI SUOI COMPITI PRINCIPALI

 

salvatore rossi, ignazio visco, valeria sannucci; vincenzo la via, federico signorini, fabio panetta

1. VISCO FRENA LA CORSA ALL' ORO DEI SOVRANISTI: I LINGOTTI DELLA BANCA D' ITALIA NON SI TOCCANO

Francesca Angeli per “il Giornale”

 

La corsa all' oro di Bankitalia viene bruscamente interrotta da Ignazio Visco, il numero uno dell' Istituto. Il governatore sbarra la strada alle mire del governo Carroccio- Cinquestelle e in particolare del presidente della Commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, che ha sempre negato di voler usare quelle riserve ma che allo stesso tempo ha messo a punto un ddl ad hoc per stabilire a chi appartengano davvero. Visco ribadisce che quell' oro è di Bankitalia e che dunque è bene che il governo si dia pace perché quei lingotti non si toccano.

 

«L' oro è una piccola componente delle attività, è della Banca d' Italia e non può essere utilizzato come finanziamento monetario delle attività del ministero dell' Economia», ha chiarito il governatore di Bankitalia presente al Board Forum 2019 di Spencer Stuart. Visco ha quantificato le riserve auree dell' istituto «tra gli 80 e i 90 miliardi di euro, a seconda delle oscillazioni del prezzo» dell' oro. «Questi 85 miliardi sono parte delle attività complessive di Bankitalia per 900 miliardi -ha precisato Visco- L' oro rappresenta meno del 10 per cento del totale». Visco si è anche stupito del fatto che la questione sia stata sollevata perché, ha detto, «sono cose pacifiche che francamente non sono nemmeno troppo complesse da comprendere».

SALVATORE ROSSI IGNAZIO VISCO

 

L' incontro di ieri ha anche dato modo al governatore di replicare alle parole del vicepremier, Luigi Di Maio, in modo piuttosto tagliente. Il ministro dello Sviluppo economico presentando a Torino il Fondo Nazionale per l' innovazione aveva professato fiducia in Bankitalia, assicurando che sul tavolo «non c' è nessun tema di sfiducia».

Piccata la risposta di Visco: «Ci mancherebbe altro, non ci deve essere alcun dubbio su quello che fa Bankitalia e per chi lo fa. In Banca d' Italia si fa il massimo per la comunità e il Paese, non si fa tutto a Francoforte, come spesso si dice».

 

Visco poi è stato cauto sull' ipotesi di un nuovo acquisto di titoli di Stato da parte delle banche grazie anche ai prestiti della Bce. Anche se in passato «è stato positivo per il governo e per gli stessi istituti di credito dopo la crisi» non si può immaginare che diventi «una caratteristica strutturale». Visco non è voluto entrare nel merito di un possibile nuovo Tltro, ricordando che «si tratta un tema di stabilità finanziaria». Da tempo circola l' ipotesi che la Bce potrebbe mettere in campo un nuovo round di operazioni di rifinanziamento per sostenere l' economia europea in frenata e anche le banche italiane.

claudio borghi

 

Le parole di Visco però non piacciono al leader di Fratelli d' Italia, Giorgia Meloni. «Il governatore Visco sostiene che le riserve auree italiane sono di proprietà di Bankitalia. - attacca la Meloni- Non si è fatto sfuggire l' occasione dopo che qualche giorno fa il premier Conte aveva incredibilmente sostenuto questa assurdità rispondendo in Parlamento a un quesito di Fratelli d' Italia. L' oro è degli italiani, non dei banchieri. Siamo pronti a dare battaglia in ogni sede e a portare gli italiani in piazza se sarà necessario».

 

 

2. IL BAIL IN DIVIDE ITALIA E GERMANIA VISCO: GESTIRE LE CRISI QUASI IMPOSSIBILE

Davide Colombo per ''Il Sole 24 Ore''

 

 

L' adozione del bail in, tre anni fa, preceduto dal burden sharing nel 2013, non è avvenuta sotto il «ricatto del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble». Lo ha detto il governatore della Banca d' Italia, Ignazio Visco, intervenendo al Board Forum 2019 organizzato a Milano da Spencer Stuart Inc.

 

Quasi negli stessi momenti in cui Visco rispondeva sul tema, da Berlino il portavoce del ministero delle Finanze, affermava che «le regole del bail in sono uno degli insegnamenti più importanti della crisi finanziaria degli anni scorsi», e in quanto regole Ue «valgono».

LUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIO

Nel corso dell' incontro milanese, cui ha partecipato anche il ministro Giovanni Tria, il governatore ha spiegato che le nuove regole avrebbero potuto essere gestite diversamente se l' Italia, in quei difficili anni di crisi, avesse avuto una maggiore stabilità: «se un governo dura 11 mesi è un problema e se ci sono 5 ministri in 5 anni è un problema» ha osservato Visco.

 

Che poi è tornato a ricordare la critica fondamentale di Bankitalia sull' entrata in vigore «troppo affrettata» delle nuove procedure per la gestione delle crisi bancaria: regole retroattive e recepite senza lasciare il tempo alle banche di dotarsi di passività adeguate per eventuali riduzioni o conversioni in nuovo capitale in caso di risoluzione (il cosiddetto Mrel). «La difficoltà non è la vigilanza delle banche ma la gestione delle crisi che è diventata quasi impossibile» a causa degli «strumenti» a disposizione, ha sottolineato Visco, ricordando le posizioni espressa qualche giorno fa dal capo della Vigilanza, Carmelo Barbagallo, secondo il quale, in queste condizioni,«il bail in è pressoché inapplicabile, rischia di minare la fiducia nelle banche e generare instabilità».

LINGOTTI D ORO

 

La questione del bail in, mai utilizzato finora in Italia e oggetto di un nuovo esame in Europa, era stata sollevata da Tria la scorsa settimana in Senato, quando aveva sostenuto che il ministro dell' Economia dell' epoca, Fabrizio Saccomanni, contrario alle nuove regole, sarebbe stato soggetto a pressioni e ricatti tedeschi. Considerazioni poi smentite dallo stesso Saccomanni e corrette da Tria.

 

Il tema era stato affrontato da Visco anche nel suo intervento al Forex, a gennaio, quando aveva parlato del passivo delle banche italiane e delle «molte cosa che restano da fare». In quell' occasione il governatore aveva spiegato che il sostegno dell' Eurosistema alla liquidità delle banche continuerà finché lo richiederà la situazione finanziaria anche per contenere i costi che gli istituti medio-grandi dovranno sostenere per costituire il "cuscinetto" di passività Mrel. E aveva poi aggiunto che quest' anno il Comitato di risoluzione unico fisserà un obiettivo Mrel vincolante per la maggior parte dei gruppi bancari significativi italiani, prevedendo, se opportuno, «un adeguato periodo transitorio per il suo raggiungimento».

CARMELO BARBAGALLO IGNAZIO VISCO

 

Il termine per la piena entrata a regime del Mrel, vale ricordarlo, è il 2024. Visco ieri ha anche parlato delle riserve auree di Bankitalia, altro argomento entrato nella polemica politica: l' oro - ha detto «è una piccola componente delle attività, è della Banca d' Italia e, come le riserve, non può essere usato come finanziamento monetario per il Tesoro». Da Torino il vice premier, Luigi Di Maio ha precisato che «non cèè nessun tema di sfiducia» su Via Nazionale.

 

 

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