MEGALO’ MALAGO’: BASTA TESSERE STADIO PER I POLITICI: SOLO BIGLIETTI OMAGGIO!

Filippo Ceccarelli per "La Repubblica"

Fine della pacchia. Un po' dispiace metterla giù in questo modo, ma non c'è scampo: da ieri il Coni ha cancellato le specialissime tessere con cui i parlamentari potevano seguire le manifestazioni sportive in tutta Italia. In altre parole: per assistere alla partita, d'ora in poi, i senatori e i deputati dovranno, almeno in teoria, pagarsi il biglietto o l'abbonamento.

Come tutti gli altri cittadini, sempre in teoria. Piccolo, ma significativo omaggio al principio dell'eguaglianza. Astuta, però forse anche indispensabile strizzatina d'occhio al sentimento anti-casta. Sul timbro fuggevole dell'ambiguità suonano del resto le motivazioni formali con cui il nuovo presidente del Comitato Olimpico, Giovanni Malagò, con una nota assai succinta, ha spiegato che il delicatissimo provvedimento sarebbe stato adottato «al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati» agli onorevoli.

Va da sé che il vero soggetto attorno a cui ruota la faccenda non sono le strumentalizzazioni, ma i privilegi, per giunta istituzionalizzati. Quanto ai favori, già pochi minuti dopo l'annuncio c'era chi osservava che tolte di mezzo le tessere parlamentari, e intercettato il grillismo meta-sportivo, il Coni disporrà di un aumentatissimo numero di biglietti-omaggio da gestire volta per volta, partita dopo partita, per lo più sulla base degli incessanti desideri delle segreterie politiche.

In ogni caso - ed è la tipica consolazione di una società aperta - si vedrà. La tribuna d'onore è infatti la classica vetrina di questi tempi sciaguratelli. O meglio, e di più: si tratta di un «luogo di culto sociale», per non dire di potere o dominio, dove i politici non si recano soltanto per vedere la Roma, la Lazio, l'Inter, il Milan, la Nazionale o altre squadre, ma ne approfittano per farsi anche vedere loro; e riconoscersi l'un l'altro in ambito di relax e in tenuta da weekend, imbacuccati d'inverno, oppure avvolti nei giubbottini di renna nelle mezze stagioni. Ma tutti sempre molto lieti di esserci, con le loro sciarpe dai colori sociali, e tanto più lieti in quanto consapevoli che centinaia di aspiranti agognano quelle gradinate, quelle poltroncine, quei saluti gioviali, quegli scherzi fra pari, quelle consuetudini di ospitalità che a volte prevedono pure un buffet.

Fra tutti gli stadi, l'Olimpico è ovviamente il più sintomatico, per non dire l'unico degno di fantastiche visioni. E uno degli scherzi più belli, raccontano, è di salire in cima alla tribuna e chiamare a gran voce, «Presidenteeee! », oppure «onorevoleeee! », e poi ammirare in basso decine, anzi centinaia di capoccette che si voltano all'unisono, testoline e facce interrogative, speranzose, appagate, disposte a mischiarsi con altri «famosi», attrici sulla cresta dell'onda, finanzieri miliardari, rinomati ginecologi, brillantissimi giornalisti, personaggi della tv e della mondanità.

Il passaggio cruciale si può situare nel momento in cui la vecchia tribuna d'onore è diventata "Tribuna Vip". Ma adesso tutto questo potrebbe
diventare un po' più difficile, o meno automatico. E tuttavia nel caso, al momento piuttosto improbabile, di una purificazione savonaroliana rimarrà comunque negli annali del costume - vedi Dagospia - la formidabile epopea dei Cafonal di Umberto Pizzi, che tante domeniche ha passato sugli spalti per raffigurare tableaux vivants d'inusitata animazione; e al quale si devono preziose osservazioni sul campo: «Qui la Casta ostenta se stessa.
Prima se menano in Parlamento, poi vengono a fa' gli amici della domenica».

Notava sempre Pizzi che l'incubo dei frequentatori era di finire nelle poltroncine ai lati, lontani dal centro, il sancta sanctorum della visibilità calcistica e vippaiola: «Per un politico ritrovarsi lì significava cadere in disgrazia». E aggiungeva, filosofeggiando: «Quanti ne ho visti!».


Ecco. Per certi versi l'annullamento delle tessere parlamentari potrebbe essere solo l'inizio, il segno o il sintomo, di uno smottamento molto più profondo di quanto di possa oggi immaginare. Non tira più tanta aria di incroci e «comunelle » e i luoghi esclusivi del privilegio postumo assomiglia a gabbie. Forse davvero la pacchia, come si diceva brutalmente, sta per finire. Forse l'onore della tribuna aspetta un riscatto, un senso di vita, un soffio di realtà.

 

2. CONI A 5 STELLE BASTA TESSERE PER I POLITICI

Paolo Ziliani per "Il Fatto Quotidiano"


Papa Francesco ha debuttato affacciandosi al balcone di Piazza San Pietro senza ermellino e croce tempestata di diamanti; Beppe Grillo ha esordito facendo portare sui banchi di Palazzo Madama, un apriscatole a solenne ammonimento ("apriremo il Parlamento come una scatola di tonno"); e siccome questo, per l'Italia, sembra il momento dei cambiamenti epocali, al grido di "Se non ora quando" anche Giovanni Malagò, che dal 19 febbraio è il nuovo presidente del Coni dopo aver battuto Pagnozzi un po' come Bergoglio ha battuto Scola, ha deciso che un segnale di rottura con il passato doveva arrivare anche dal Palazzo dello Sport.

E così alle 19 di ieri, 18 marzo dell'anno di grazia 2013, le agenzie hanno battuto la seguente notizia: "Il Comitato olimpico nazionale italiano comunica che, al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica, ha deciso di non rilasciare più la concessione della tessera riservata ad onorevoli e senatori per l'accesso alle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio nazionale". Piccola cosa, direte voi. E invece...

E invece è un bel segnale quello che Malagò, liberando di colpo le tribune d'onore da frotte di onorevoli poco onorevoli abituati ad avere tutto a sbafo, dai pranzi alla buvette del Senato al posto in prima fila nel derby, ha voluto dare: dimostrando di avere un anima "grillina", se è vero che proprio il M5S , l'ottobre scorso, aveva denunciato il Comune di Milano per aver distribuito più di 14mila biglietti omaggio, per le partite di Inter e Milan, a suoi dirigenti, assessori e consiglieri, con Podestà, Salvini e il sindaco Pisapia sul podio dei più beneficiati. M5S e gruppo consiliare Radicale avevano chiesto l'abolizione del privilegio: con la proposta di assegnare i biglietti a scuole, centri anziani e istituzioni ben più meritevoli.

Non c'è più religione, penseranno ora molti ammuffiti funzionari del Coni e chissà quanti onorevoli abituati a fare passerella negli stadi a babbo morto. Ma la notizia che anche i parrucconi di Montecitorio dovranno fare la fila al botteghino, d'ora in poi, è una boccata d'ossigeno. Una volta al Coni c'era Pagnozzi che si metteva sull'attenti per risolvere le grane-doping dei giocatori di Moggi; oggi c'è Malagò che mette alla porta parlamentari e onorevoli. Se il buon giorno si vede dal mattino, anche lo sport ha trovato forse il suo Papa Buono.

 

Giovanni Malago Petrucci uscita Malago TRIBUNA AUTORITA foto mezzelani gmt TRIBUNA AUTORITA ROMA SIENA mezzelani gmt la tribuna impreca per la malasuerte foto mezzelani gmt

Ultimi Dagoreport

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...