salvini meloni patarnello

È SEMPRE GOVERNO CONTRO TOGHE – MARCO PATARNELLO, IL SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE FINITO NEL MIRINO DELLA DESTRA PER AVER DEFINITO IL GOVERNO MELONI “PIÙ PERICOLOSO E INSIDIOSO” DI BERLUSCONI SULLA GIUSTIZIA, ANNUNCIA LA SUA CANDIDATURA PER IL COMITATO DIRETTIVO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI. E TORNA ALL’ATTACCO: “LA DEMOCRAZIA È TALE PERCHÉ CHI VINCE GOVERNA, NON COMANDA. SONO COSE DIVERSE” – “LE RIFORME HANNO DEI BINARI E DEI LIMITI, E LA SEPARAZIONE DEI POTERI È FRA QUESTI. CHI RICOPRE CARICHE POLITICHE HA ANCHE IL DOVERE DI ASCOLTARE LE RIFLESSIONI E LE CRITICHE..."

Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per www.corriere.it

 

Marco Patarnello

A un mese e mezzo dalle polemiche innescate dalla famosa mail in cui definì l’attacco alla giurisdizione del governo Meloni «più pericoloso e insidioso» di quanto accaduto ai tempi di Berlusconi, il sostituto procuratore generale della Cassazione Marco Patarnello torna a prendere la parola, e annuncia la sua candidatura alle prossime elezioni per il Comitato direttivo dell’Associazione nazionale magistrati.

 

È pentito di quella mail?

«Non vedo ragioni di pentimento. Si trattava di uno scritto destinato ai colleghi dell’Anm, ed era un invito ad essere uniti e mettere al centro gli interessi della giustizia e della giurisdizione».

 

Però anche qualche suo collega ha definito inadeguato il termine pericoloso.

CARLO NORDIO GIORGIA MELONI

«La maggioranza di governo è riuscita a raccogliere un consenso significativo intorno ad alcune proposte di trasformazione della giustizia, che io considero pericolose […].

 

Magari la mia è una valutazione sbagliata, ma l’unico modo per stabilirlo è confrontarsi lealmente sugli argomenti. Nel rendere accettabili quelle proposte, una parte importante la gioca il fatto che la presidente del Consiglio non ha ragioni personali, a differenza di altri.

 

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

Questo impone alla magistratura associata un doppio onere, maggiore rispetto passato: essere in grado di rivolgersi al Paese, con argomentazioni che rendano chiari gli effetti di quelle iniziative, negativi per i cittadini non per noi; e poi fare i conti con noi stessi, chiedendoci quali errori abbiamo commesso, da magistrati, e come possiamo impegnarci per migliorare il servizio che rendiamo ai cittadini. Le due cose devono stare insieme».

 

Ma contestare un programma di governo votato dalla maggioranza dell’elettorato non significa fare opposizione politica?

«In materia di giustizia? No. Io credo nel primato della politica e ho rispetto per la sovranità popolare. Avere il consenso e la maggioranza parlamentare vuol dire avere la legittimazione politica per governare e fare le scelte nell’interesse del Paese, ma la democrazia è tale perché chi vince governa, non comanda; sono cose diverse».

 

LA MAIL DI MARCO PATARNELLO

E quindi chi governa non ha diritto a fare le riforme per cui è stato votato?

«Certamente sì, ma anche le riforme hanno dei binari e dei limiti, e la separazione dei poteri, ad esempio, è fra questi. Che non significa divieto di criticare i provvedimenti giudiziari, ma farlo con argomentazioni di merito e nel rispetto dei ruoli e delle persone.

 

A fronte di ipotesi di riforme, chi ricopre cariche politiche ha anche il dovere di ascoltare le riflessioni e le critiche proposte dal dibattito culturale e istituzionale, se espresse con correttezza e lealtà. Le voci della magistratura associata e dei magistrati ne sono parte, come quelle dell’avvocatura, e sarebbe un grosso errore se la politica le ignorasse, […]. Dopodiché la politica fa le sue scelte e le leggi si applicano, ma finché quelle scelte non sono legge il dibattito è aperto».

 

Governo e maggioranza accusano certa magistratura, e in particolare quella «di sinistra» di cui lei fa parte, di non collaborare a risolvere i problemi del Paese.

«Primo: non è questo il mandato della magistratura. O meglio, il modo che ha la magistratura di collaborare a risolvere i problemi del Paese è applicare la legge e fare rispettare i diritti e i doveri[…].

 

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

Secondo: il confronto e l’aggregazione intorno a idee e visioni comuni della giustizia, della giurisdizione, della magistratura e del ruolo del giudice, è una ricchezza. Equiparare le correnti ai partiti o agli schieramenti politici è un errore.

 

Il meccanismo democratico è lo strumento più sano che abbiamo, fuori dalla democrazia c’è solo la gerarchia, l’isolamento e l’autoreferenzialità. Ciò che va contrastato senza sconti è il collateralismo con la politica, ma è un’insidia a destra come a sinistra. Non ci sono soluzioni perfette, solo soluzioni migliori o peggiori».

 

Perché ha deciso di candidarsi alle elezioni per il comitato direttivo dell’Anm?

Marco Patarnello

«Ho accettato di candidarmi per Magistratura democratica perché quando sono in gioco questioni di principio, per un giudice è un dovere offrire il proprio contributo alla riflessione, come hanno più volte detto le istituzioni europee.

 

Mi piacerebbe un’Anm unita e concentrata a difendere la giurisdizione e una magistratura autonoma e indipendente, come è stata disegnata dalla Costituzione in un delicato bilanciamento di rapporti e poteri, del quale fa parte anche un pubblico ministero non separato dal giudice se non per funzioni.

 

Fra dieci giorni ci sarà la terza assemblea nazionale dei magistrati in due anni, sollecitata ancora una volta dal basso. Ho visto che circola già la bozza di un bel documento dal titolo “Facciamo presto”, predisposto da un gruppo di colleghi a prescindere da schieramenti di corrente, che mi pare esprima bene il desiderio di fare capire ai cittadini perché separare le carriere sarebbe un grave errore. Ecco, mi candido perché vorrei che l’Anm facesse sentire la propria voce». […]

giorgia meloni carlo nordioMARCO PATARNELLO

Ultimi Dagoreport

otto e mezzo lilli gruber roberto vannacci giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini

DAGOREPORT - E SE L’ANTIDOTO PER RIMANDARE A COLLE OPPIO LA DESTRA DELLA DUCETTA MELONI FOSSE…L’ULTRA-DESTRA DEL DUCIONE VANNACCI? - PIÙ CHE UN’OPPOSIZIONE IMBELLE, POTÉ L’ASCESA DI FUTURO NAZIONALE? - L’ALTRA FACCIA DELLA OSPITATA-SHOW DALLA GRUBER HA DIMOSTRATO CHE IL GENERALISSIMO, UNA VOLTA LIBERO DI IMPERVERSARE NEI TALK, METTE IN MUTANDE MELONI, SGRETOLA SALVINI E INDIGNA MARINA BERLUSCONI - CHE LA PERFORMANCE ABBIA LASCIATO UN SEGNO PROFONDO IN MELONI LO SI È VISTO IL GIORNO SUCCESSIVO: DOPO MESI IN CUI LA PREMIER SI ERA TENUTA ALLA LARGA DA COMMENTI SULLE MOSSE DEL GENERALE, DAI BANCHI DEL GOVERNO HA CARICATO A TESTA BASSA: "PER 6 VOLTE AVETE VOTATO CONTRO LA FIDUCIA A QUESTO GOVERNO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE E RENZI" - ERA SUFFICIENTE SBIRCIARE IL LINGUAGGIO DEL CORPO DI LADY GIORGIA PER RIVELARE UNA PREMIER STANCA E COLLERICA CHE NON VEDE L’ORA DI FAR APPROVARE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E ANDARE AL VOTO ANTICIPATO - AFFRONTARE UN ANNO DI CAMPAGNA ELETTORALE, CON UNA MAGGIORANZA DI FATTO SPACCATA, TRA FORZA ITALIA IN MODALITÀ LIBERAL&MARINA E UNA LEGA CHE VANNACCI STA SMANTELLANDO COME UN LEGO, MANDA IL SISTEMA NERVOSO DI MELONI IN TILT. ANCHE PERCHÉ LA DUCETTA NON PUÒ NEMMENO CONTARE SU FRATELLI D’ITALIA… - VIDEO

francesco silvestro fulvio martusciello

DAGOREPORT – LE PROCCUPAZIONI PIÙ ATROCI PER GIORGIA MELONI NON ARRIVANO DALL’OPPOSIZIONE MA DAI SUOI ALLEATI: MENTRE LA LEGA IMPLODE E VIENE PROSCIUGATA DA VANNACCI, IN FORZA ITALIA DEFLAGRA LA LOTTA DI POTERE INTERNA – IL “CACICCO” TAJANEO DELLA CAMPANIA, FULVIO MARTUSCIELLO, È STATO SFIDUCIATO PUBBLICAMENTE CON UN DOCUMENTO APPROVATO DA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI. COINCIDENZA: IL PRIMO FIRMATARIO È…FRANCESCO SILVESTRO! IL SENATORE ACCUSATO PER UNA PRESUNTA VIOLENZA SESSUALE DI PIÙ DI UN ANNO FA, RICICCIATA CURIOSAMENTE PROPRIO ADESSO, A SCOPPIO RITARDATO…

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE - SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI - MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

andrea orcel carlo messina generali giorgia meloni

DAGOREPORT - IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLEE CHI MEGLIO DELLA ''BANCA DI SISTEMA" PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI - SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO...

ordina nazionale dei giornalisti scuole giornalismo carlo bartoli

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

roberto vannacci carlo freccero marina berlusconi otto e mezzo lilli gruber

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL'IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ - È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO - RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA - L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE - LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI" - VIDEO