marco travaglio nicole minetti silvio berlusconi sergio mattarlela

“PER IL CAPO DELLO STATO BASTA UN MANDATO: MEGLIO EVITARE IL SECONDO” - MARCO TRAVAGLIO È UNA FURIA CONTRO MATTARELLA PER LA GRAZIA CONCESSA A NICOLE MINETTI: “LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI. PER I POLITICI (ANCHE DEFUNTI) E LE LORO IGIENISTE DENTALI CHE LI CHIAMANO ‘LOVE OF MY LIFE’, LI RIFORNISCONO DI PROSTITUTE, PARTECIPANO ALLE LORO ORGE, POI SI FANNO ELEGGERE IN REGIONE PER ACCOLLARE IL CONTO AI CITTADINI E RUBANO PURE RIMBORSI PUBBLICI PER FARCI PAGARE LE LORO SPESE PRIVATE, LA LEGGE È PIÙ UGUALE” – “PER LA CONSULTA LA GRAZIA DEV’ESSERE UN ATTO ‘ECCEZIONALE’ E ‘UMANITARIO’, PER ‘MITIGARE’ E ‘ATTENUARE L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE PENALE’ QUANDO ‘CONFLIGGE COL PIÙ ALTO SENTIMENTO DELLA GIUSTIZIA SOSTANZIALE’. MA LA MINETTI NON SAREBBE FINITA IN CARCERE, DUNQUE NON C’ERA NULLA DA MITIGARE E ATTENUARE. SALVO L’IDEA ABOMINEVOLE CHE LA LEGGE SIA UGUALE PER TUTTI...”

 

 

 

 

TROPPA GRAZIA

Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per “il Fatto quotidiano”

 

La grazia concessa dal presidente Mattarella a Nicole Minetti [...] dimostra due cose.

 

SERGIO MATTARELLA A PRAGA

1) Per il capo dello Stato basta e avanza un mandato di 7 anni: meglio evitare il secondo.

2) La legge, checché abbiano deciso gli italiani al referendum, non è uguale per tutti. Per i politici (anche defunti) e le loro igieniste dentali che li chiamano “love of my life”, li riforniscono di prostitute, partecipano alle loro orge, poi si fanno eleggere in Regione per accollare il conto ai cittadini e rubano pure rimborsi pubblici per farci pagare le loro spese private, la legge è più uguale.

 

La velina del Quirinale che [...] evoca “le gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti, che necessita di assistenza e cure particolari presso ospedali altamente specializzati” è una toppa peggiore del buco.

 

NICOLE MINETTI

Sia perché, condannata per favoreggiamento della prostituzione e peculato a 3 anni e 11 mesi, la Minetti sarebbe rimasta a piede libero per la solita barzelletta dei “servizi sociali”, con tutto il tempo per accudire in ospedale il misterioso “stretto familiare minore”.

 

Sia perché [...] saranno centinaia quelli con un familiare minore in ospedale: eppure, giustamente, continuano a scontare la propria condanna.

 

NICOLE MINETTI

Se poi [...] ci fosse di mezzo un figlio adottivo, sarebbe curioso che un minore sia stato dato in adozione a una tizia che partecipava ai bunga-bunga vestita da suora con squillo anche e minorenni.

 

Infine c’è un problemino giuridico: la doppia condanna della Minetti è definitiva dal 2022, ma per tre anni è rimasta sospesa in attesa che a dicembre 2025 il giudice di sorveglianza esaminasse la richiesta di servizi sociali. E anche lì s’è bloccato tutto con la richiesta di grazia, poi accolta dal Colle. Quindi la Minetti non ha ancora scontato un solo giorno di pena.

 

E la Consulta, con la sentenza del 2006 sulla grazia a Bompressi [...], ha stabilito che la grazia spetta al capo dello Stato perché [...] dev’essere anche un atto non “politico”, bensì “eccezionale” e “umanitario”, per “mitigare” e “attenuare l’applicazione della legge penale” quando “confligge col più alto sentimento della giustizia sostanziale”. Ma qui la Minetti non sarebbe finita in carcere, dunque non c’era nulla da mitigare e attenuare. Salvo l’idea abominevole che la legge sia uguale per tutti.

 

marco travaglio

LA PROTESTA SOCIAL NON TURBA IL QUIRINALE: LA CLEMENZA NON È MAI UN ATTO PERSONALE

Estratto dell’articolo di Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

La valanga di commenti negativi di certo non gli ha fatto piacere. Eppure, se potesse tornare indietro di un paio di mesi, Sergio Mattarella firmerebbe di nuovo e con analoga convinzione il decreto di grazia che ha cancellato la pena per Nicole Minetti.

 

Nelle stanze monumentali della presidenza della Repubblica lo descrivono «sereno», convinto di aver fatto la cosa giusta.

 

NICOLE MINETTI

Il capo dello Stato è il garante della Costituzione e non ha il problema del consenso, non deve tenere in conto le reazioni e i rumor s dell’opinione pubblica. Quando in gioco c’è la libertà di una persona, il presidente agisce come un magistrato ed esercita il potere di condonare o commutare per decreto una pena — previsto all’articolo 87 della Carta — in totale indipendenza e autonomia di giudizio.

 

Mattarella ha firmato a febbraio e per due mesi non se ne è saputo nulla. Fino a ieri, quando lo scoop del programma Mi manda RaiTre , in tandem con il Fatto Quotidiano , ha rotto il muro di riserbo e scatenato la (furibonda) reazione dei social.

 

berlusconi bunga bunga

A quel punto il Quirinale ha sentito l’esigenza di chiarire e spiegare, e l’ufficio stampa ha diffuso una nota. Due gli aspetti oggetto della precisazione. Il primo è che la concessione dell’atto di clemenza «si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore» della donna, che ha bisogno di «assistenza e cure particolari presso ospedali altamente specializzati».

 

Le norme che tutelano bambini e adolescenti, a cominciare dalla Carta di Treviso, non hanno consentito al Colle di dire di più sulla salute del parente stretto di Minetti ed è per questa ragione che il Quirinale questa volta non ha seguito la prassi e non ha comunicato la grazia.

 

L’altro aspetto che Mattarella vuole sia chiaro è che nel nostro ordinamento la grazia non è un atto di clemenza personale: il presidente non è un sovrano e non decide da solo.

L’avvocato di Minetti ha inoltrato la domanda al ministero della Giustizia e l’istruttoria, durata mesi, si è chiusa con il parere positivo e la firma del ministro Carlo Nordio.

 

NICOLE MINETTI

Come scritto nella nota del Quirinale, il procuratore generale della Corte d’Appello si è espresso favorevolmente, «in un ampio parere». A quel punto [...] il capo dello Stato ha firmato l’atto.

 

[...] Lo stato di salute del bambino non ha commosso i social, che hanno sfogato rabbia e sdegno per la concessione della grazia alla ex igienista dentale di Silvio Berlusconi. Le prese di posizione (più garbate) sono di questo tenore: «Storia vergognosa», «Insulto ai cittadini italiani», «Schiaffo a chi crede in una giustizia uguale per tutti», «Berlusca ringrazia». E via così. C’è chi sospetta pressioni del governo (smentite dal Quirinale) e chi cita Orwell evocando «qualche animale più uguale degli altri».

 

La valanga di commenti contro Nordio e Mattarella ha convinto il Quirinale a replicare. Il consigliere Giovanni Grasso, portavoce del presidente della Repubblica, ha postato su X la nota di chiarimento ufficiale rispondendo personalmente a diversi utenti del social.

 

silvio berlusconi

All’avvocato Libero Petrucci, che ricordava i «molteplici istituti che garantiscono ai condannati la possibilità di assistere persone bisognose», Grasso ha risposto parlando di «caso molto particolare» e confermando la «relazione favorevole molto ampia» del procuratore: «Purtroppo non posso rivelare dettagli perché c’è di mezzo la tutela di un minore, ma sono sicuro che se sapesse le motivazioni le condividerebbe».

BERLUSCONI RUBY BUNGA BUNGANICOLE MINETTINICOLE MINETTInicole minetti 32nicole minetti 3NICOLE MINETTINICOLE MINETTInicole minetti 1nicole minetti 2nicole minettinicole minetti 95nicole minetti 94nicole minetti 98nicole minetti 81nicole minetti 3nicole minetti 105nicole minetti 42nicole minetti 56nicole minetti 111nicole minetti 110nicole minetti 104nicole minetti 57nicole minetti 43nicole minetti 2nicole minetti 80nicole minetti 82nicole minetti 96nicole minetti 55nicole minetti 41nicole minetti 37nicole minetti 33nicole minetti 27nicole minetti 26nicole minetti 18nicole minetti 19nicole minetti 24nicole minetti 30nicole minetti 25nicole minetti 31nicole minetti giuseppe ciprianinicole minetti body sculptnicole minetti 1nicole minetti 2nicole minetti 3nicole minetti 4nicole minetti 5nicole minetti 6nicole minetti 7nicole minetti 8 rocco mongiardo con nicole minetti claudio dalessio nicole minetti nicole minettinicole minetti e gue pequeno

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”