1. MASSÌ, BERLUSCONI SI MERITA SUL CAMPO LA FAMOSA “AGIBILITÀ POLITICA” CHE I SACRI PALAZZI GLI HANNO FABBRICATO SU MISURA E SALVA RENZIE, CHE DA SOLO NON HA I NUMERI, SULLA RIFORMA DEL SENATO. PRIMA, PERÒ, CON UN SAPIENTE “STOP AND GO”, HA LASCIATO CHE PITTIBIMBO E MADONNINA BOSCHI ANDASSERO SOTTO SU UN ORDINE DEL GIORNO DEL FIDO CALDEROLI, GIUSTO PER DIMOSTRARE A TUTTI QUANTI CHE “NO BANANA, NO PARTY” 2. A MENO DI QUATTO MESI DAL FAMOSO PATTO DEL NAZARENO RISULTA EVIDENTE CHE I DUE NUOVI PADRI DELLA PATRIA, SILVIO & MATTEO, AVEVANO SOTTOVALUTATO GRILLOMAO. I SONDAGGI PREMIANO IL M5S, PERCEPITO COME UNICA OPPOSIZIONE, E FARSA ITALIA È IMPEGNATA IN UNA DURA BATTAGLIA PER SALVARE LA FACCIA E RACCOGLIERE ALMENO IL 20%. IL SECONDO POSTO, QUELLO CHE GARANTIREBBE IL BALLOTTAGGIO CON L’ITALICUM, AL MOMENTO È UN MIRAGGIO. E ALLORA, VISTA DA ARCORE, A CHE SERVONO LE FAMOSE RIFORME CON PITTIBIMBO? A FAR VINCERE GLI ALTRI?

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)


1 - MOLTI NEMICI POCO FUTURO, CARO MATTEO
Berlusconi Silvio si merita sul campo la famosa "agibilità politica" che i Sacri Palazzi gli hanno fabbricato su misura e salva Renzie, che da solo non ha i numeri, sulla riforma del Senato. Prima, però, con un sapiente "stop and go", ha lasciato che Pittibimbo e Madonnina Boschi andassero sotto su un ordine del giorno del fido Calderoli, giusto per dimostrare a tutti quanti che "No Banana, no party".

Siamo in campagna elettorale, ok, e quindi qualche colpo basso in più è normale che voli. Però a meno di quatto mesi dal famoso Patto del Nazareno risulta evidente che i due nuovi Padri della Patria, Silvio & Matteo, avevano sottovalutato Grillomao. I sondaggi premiano il M5S, percepito come unica opposizione, e Farsa Italia è impegnata in una dura battaglia per salvare la faccia e raccogliere almeno il 20%. Il secondo posto, quello che garantirebbe il ballottaggio con l'Italicum, al momento è un miraggio. E allora, vista da Arcore, a che servono le famose riforme con Renzie? A far vincere gli altri?

Che il Rottam'attore tiri avanti con il sostegno di Berlusconi è sempre più evidente, anche se a tutti fa comodo negarlo e i giornaloni si prestano egregiamente. Ma sono tanti, troppi, i fronti aperti in poco più di 100 giorni dal giovane premier. Ci sono i senatori da mandare a casa, ci sono i sindacati e ci sono gli alti burocrati. E poi ci sono il grande gelo degli industriali, l'irritazione delle banche per lo scherzetto retroattivo sulle quote di Bankitalia e il braccio di ferro con la Casa Bianca sull'acquisto degli F-35.

L'Italia non è solo "una palude", come ama ripetere Renzie. E' un sistema di potere marcio perché culturalmente mafioso e fondato sui ricatti incrociati. Un sistema dove i nemici vanno affrontati uno per volta. Altrimenti si coalizzano e quando parte il colpo manco si capisce da dove arrivato.

2 - NO BANANA, NO PARTY
Quando Papi Silvio manda messaggi, e qualcuno fa finta di non capirli, l'unica è affidarsi alla prima pagina del Giornale di Paolo Berlusconi: " Renzi traballa. I guai di Matteo. Giornata ad alto rischio, Forza Italia salva il governo sulla riforma del Senato. Ma il Pd pugnala il premier alle spalle sulle coperture per il bonus di 80 euro".

Anche il Cetriolo Quotidiano non ha dubbi: "Riforma del Senato, sfiorata la rottura. Poi ci pensa B." (p.7). Semplice ma onesto il titolo in prima del Messaggero: "Riforme, passa il testo Renzi ma con i voti di Forza Italia. Nuovo Senato: il governo va sotto, poi il sì in Commissione".

Poi passa la Repubblica dei renziani ed è subito capolavoro. Titolo in prima: "Senato, primo sì ma Renzi deve minacciare la crisi". Titolo del retroscena: "L'ultimatum di Matteo: ‘Non concedo più nulla. Basta giochi o mi dimetto" (pp. 1-3).

Il Corriere riconosce che Forza Italia "è l'ago della bilancia" (p. 10) e ricostruisce così la giornataccia in Senato: "La resistenza di Renzi e le telefonate con l'ex Cavaliere". Scrive Francesco Verderami: "Il Cavaliere si è reso conto da tempo dell''abbraccio mortale', che nei sondaggi sta soffocando il suo partito, e ha cercato di sottrarsi: ‘Se gli facciamo passare la riforma, alle elezioni vince Renzi'. ‘Sì, ma se la riforma non passa vince Grillo', gli ha ribattuto Verdini" (p. 10).

3 - MARINA, MARINA, MARINA, TI VOGLIO AL PIU' PRESTO VOTAR
"Primarie, io e Marina asfaltiamo tutti", riporta Repubblica. Che aggiunge: "Berlusconi non vede problemi per la figlia in Fi e attacca Grillo: parla come Hitler" (p. 12). Grande stupore perché l'ex Cavaliere sta usando le tv: "Berlusconi in tv troppe presenze. Agcom studia multe a Mediaset" (Repubblica, p. 12). Anche il Corriere non sottovaluta i Berlusconi che fanno coppia: "Le mosse di Berlusconi per il partito: ‘Io e Marina? Asfalteremmo tutti'. Il Cavaliere ai suoi: ben vengano le primarie, con mia figlia due caterpillar" (p. 11).

Sul Giornale, Sallustioni si porta avanti: "Lasciando da parte Alfano e la sua follia egocentrica e autodistruttiva, Marina Berlusconi è forse l'unica possibilità per riunire il centrodestro sotto un unico tetto" (Giornale, p. 1). Più che un tetto, un recinto con un padrone ben preciso.

E che il recinto sia incline ai solidi valori della Famiglia è provato anche da questo bel paginone del Giornale: "Il piano cultura di Forza Italia. ‘Finito lo strapotere di sinistra'. Edoardo Sylos Labini presenta con Berlusconi il nuovo dipartimento del partito dedicato al patrimonio artistico" (p. 4). Articolo ricco di spunti. Manca solo un piccolo particolare: l'attore di "Vivere" è casualmente marito di Luna Berlusconi, figlia di Paolo (l'intestatario del Giornale) e nipote di Silvio.

4 - LA SPALLATA AI SINDACATI, UN ALTRO AZZARDO
"Lavoro e pensioni, Camusso sfida Renzi: dal governo torsione della democrazia" (Corriere, p. 6). "Camusso-show contro Renzi. ‘L'autosufficienza del governo distorce la democrazia" (p. 6). "Tra Renzi e i sindacati è guerra. La Cgil cerca sponde nel Pd" (Cetriolo Quotidiano, p. 6).

Repubblica riporta la reazione del premier: "Matteo: ‘Faccio campagna sul sindacato conservatore. Noi cambiamo l'Italia. I sindacati non possono bloccare tutto" (p. 4).
Che sulla spallata al sindacato Renzie stia facendo i suoi calcoli elettorali, non c'è dubbio. Ma che grande industria e finanza siano pronti ad aiutarlo - anziché incassare gratis - è tutto da dimostrare. Un esempio? Il Sole 24 Ore oggi apre sui Btp ai minimi storici, e descrive lo "scontro Renzi-Camusso" in modo distaccato, con un piccolo richiamo in prima pagina.

5 - VEDIAMO CHI BOMBARDA DI PIU'
Oggi, alla Camera, voto in commissione Difesa sui contestati F-35, sui quali Barack Obama e l'ambasciata Usa a Roma hanno intimato a Pittibimbo di non fare scherzi. Non sarà una passeggiata. "F35, duello pd-governo. I deputati all'attacco. ‘Va dimezzata la spesa'. Tensioni nel gruppo, poi la richiesta di moratoria. Il ministro Pinotti: ok contributi, decisioni nel Libro Bianco" (Repubblica, p. 9). Sulla Stampa, "Pressing del premier sugli F35. Il budget giù da 12 a 6 miliardi. Mediazione a fatica. Non si parlerà più di numero di aerei, ma di spesa totale" (p. 6)

6 - LA PEGGIO CAROGNA NON E' GENNY
Si complica l'inchiesta sulla sparatoria dell'Olimpico."Ultrà, hanno sparato in due. Scontri a Roma, il giallo della doppia pistola. Un testimone: in azione un uomo con il casco. La Procura: è stato De Santis. Nel commando laziali e romanisti. Peggiora il tifoso napoletano" (Messaggero, p. 1).

Intanto Genny a carogna si becca un inutile Daspo di 5 anni, come "ferma risposta dello Stato". E il ministro kazako è sempre latitante, come scrive il Cetriolo Quotidiano: "Alfano allo sbando: annulla la conferenza e diserta la Camera. Ieri, appresa la notizia dello stub negativo di De Santis, Angelino si è nascosto e oggi Delrio parla al suo posto" (p. 5).

Repubblica intervista Fabiana Raciti, figlia dell'agente ucciso a Catania nel 2007, e fa passare la voglia di ridere: "In questi giorni ho pianto a dirotto, per me si è riaperta una ferita profonda. Le t-shirt con la scritta ‘Speziale libero' sono una sconfitta per gli onesti. Dovremmo ribellarci tutti. Voglio andar via dall'Italia. Ho sopportato troppo in questo Paese" (p. 17)

7 - BARONI CHE VANNO BENE DI CORPORAZIONE
E a proposito di "andar via dall'Italia", disarmanti interviste dell'esimio costituzionalista prodiano Francesco Pizzetti, incappato nell'inchiesta di Bari sui concorsi da ordinario. A Repubblica dice: "Mio figlio aiutato? E' normale che chiunque sia in commissione si senta responsabile di ascoltare quella che è l'opinione generale della corporazione" (p. 22)

8 - TOGHE STRAPPATE
Un altro procuratore aggiunto è pronto ad accusare Edmondo Bruti Liberati, numero uno della procura di Milano. Lo scopre Repubblica che ci fa un paginone: "Milano, guerra in Procura. Un altro magistrato attacca Bruti Liberati. L'aggiunto Cerrato: ‘Ha ridimensionato le mie competenze'. Lo scontro tra l'ala destra e la sinistra del Palazzo di Giustizia" (p. 13). Nicola Cerrato è notoriamente una delle toghe più vicine a Berlusconi e ha lavorato al ministero nei suoi governi. Per Repubblica, schieratissima con quel Bruti che "ha messo sotto accusa Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni", è la notizia perfetta perché consente di buttare in politica tutta la faccenda.

9 - VISITINE CHE CONTANO
La notizia è confinata in una breve, sopra le quotazioni di Borsa, ma è di quelle che non possono passare inosservate. Il Corriere riporta che ieri il finanziere renziano Davide Serra, quello del Fondo Algebris, è andato in "missione segreta" al ministero dell'Economia. Il ministro Padoan era fuori, ma in via XX Settembre erano invece al lavoro viceministri e sottosegretari (p. 29).

10 - A COSA SERVONO I GIORNALI
La Stampa di Mariopio Calabresi perde l'occasione per dimostrarsi un giornale normale e apre la prima pagina così: "Fca, piano da 55 miliardi". Sorvoliamo sull'editoriale di Manacorda dedicato ai fasti dei suoi padroni, il duplex Marpionne-Kaki Elkann, per notare che al nono piano Marchionne viene dedicato il primo sfoglio del giornale. Tutto il resto viene dopo. La scelta sembrerà bizzarra, ma invece è assai sensata. Per fare "Illustrato Fiat" c'è la Stampa, per tutto il resto c'è il Corriere della Sera.

 

RENZI E BERLUSCONI CON MAGLIETTA SU DELLUTRI RENZI BERLUSCONI MONTEZEMOLO AL TEATRO REGIO DI PARMARENZI E GRILLO a b a e db d dbecd f grillo LA MANO DI RENZI SULLA SCHIENA DI MARIA ELENA BOSCHIconfalonieri con marina e piersilvio berlusconi EDOARDO SYLOS LABINII - Copyright PizziRENZI E CAMUSSORENZI E CAMUSSOMATTEO RENZI E BARACK OBAMA FOTO LAPRESSE PINOTTIHAMSIK E GENNY A CAROGNA FILIPPO RACITI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…