matteo salvini giorgia meloni sergio mattarella

MATTARELLA COLPISCE ANCORA – IL GOVERNO HA DECISO CHE IL DISEGNO DI LEGGE SICUREZZA SUBIRÀ UNA TERZA LETTURA, DOPO CHE IL QUIRINALE HA “SUGGERITO” CORREZIONI AL TESTO – SARANNO MOFICATE LE NORME CHE RIGUARDANO LE MADRI IN CARCERE, IL DIVIETO DI SIM PER I MIGRANTI E LE AGGRAVANTI PER CHI PROTESTA – SALVINI SI SMARCA DAGLI ALLEATI E SI OPPONE A UN RINVIO: “IL DDL VA APPROVATO IMMEDIATAMENTE SENZA PERDITE DI TEMPO”

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo e Ugo Magri per “la Stampa”

 

SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI

Se così, all'improvviso, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani fa sapere che ci sarà una terza lettura sul disegno di legge Sicurezza, un provvedimento che sta facendo discutere da mesi, su cui la destra ha investito tanto e che ormai sembrava chiuso e intoccabile, diventa immediatamente intuibile un intervento del Quirinale.

 

E infatti: c'è stata una riunione, ieri, tra il governo e i rappresentanti parlamentari di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, che ha analizzato i rilievi, ammesso le criticità, aperto a un confronto e impostato il lavoro di modifica. Tutto questo senza che, durante il vertice, ci fossero spaccature o liti. Fino a quando poi Matteo Salvini, come spesso gli accade, ha deciso di tenere comunque il punto e smarcarsi da quanto deciso con l'emissario di Giorgia Meloni.

 

[…]

 

LUCA CIRIANI

Sono fonti di maggioranza a chiamare direttamente in causa la presidenza della Repubblica che avrebbe suggerito correzioni, in assenza delle quali la costituzionalità del ddl sarebbe stata incerta e così pure la firma del presidente Sergio Mattarella. Trovare conferme sul Colle è doppiamente difficile: un po' perché il Capo dello Stato è totalmente assorbito dalla visita di Felipe VI re di Spagna e della consorte Letizia, coi quali sarà oggi a Napoli; ma soprattutto in quanto Mattarella non ritiene utile, per la salute delle istituzioni, rendere pubblici quei suoi interventi che rientrano nell'ambito della moral suasion, tanto più efficace quanto meno lo si viene a sapere in giro.

 

SERGIO MATTARELLA MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

Ultimamente, oltretutto, le osservazioni del Quirinale sono state così frequenti che ai piani alti della Repubblica circola la battuta, paradossale, per cui Mattarella «qualcuna ogni tanto deve pur dargliela vinta». Si preferisce insomma mantenere il riserbo.

 

Nel caso del ddl Sicurezza, tuttavia, qualche osservazione presidenziale c'è stata. Quelle che saltano agli occhi, confermate da fonti governative, sono in particolare un paio. La prima sulle donne incinte oppure con figli che non raggiungono l'anno di età: mandarle ugualmente in carcere nel caso di reati, come prevede il testo attuale del ddl, farebbe a pugni col divieto di trattamenti contrari ai principi di umanità.

 

I PALETTI DI GIORGIA MELONI A SALVINI E TAJANI- VIGNETTA DI ITALIA OGGI

L'altra osservazione, secondo ambienti parlamentari di centrodestra, riguarda il divieto per i migranti irregolari di acquistare una Sim del cellulare, impedendo perfino ai minori di comunicare con le famiglie d'origine. Anche in questo caso la Costituzione sarebbe messa in gioco, secondo il Colle.

 

Sullo sfondo (sebbene inespressi) i dubbi di qualche consigliere presidenziale sulla proliferazione dei reati che mal si concilia con il sovraffollamento delle carceri, da cui l'ondata di suicidi tra i detenuti denunciata a più riprese proprio da Mattarella. […]

 

Il ddl Sicurezza è una norma simbolo della destra italiana.

Quella che ne svela il volto: repressivo, secondo gli avversari; securitario e adeguato ai pericoli della società contemporanea, secondo chi ne difende la legittimità e i tre partiti di maggioranza. Introduce nuovi reati e pene più severe.

 

[…]

 

mattarella salvini

Questi i fatti: Ciriani esce abbastanza soddisfatto dalla riunione di maggioranza. Con lui ci sono i capigruppo e due leghisti di governo: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e quello all'Interno Nicola Molteni. Due vedette di Salvini. A quanto risulta, nessuno dei due si oppone al nuovo tagliando del testo, voluto dal Colle, e al cronoprogramma che decidono assieme.

 

Curiosamente, è Maurizio Gasparri, capogruppo del partito più moderato dei tre, Forza Italia, a porre la questione di non indietreggiare troppo. «Non lo snatureremo, state tranquilli. Saranno solo dei ritocchi», assicura Ciriani. Rassicurazioni che sembrano bastare.

 

Ma come hanno ormai imparato la premier Meloni e il vicepremier e leader di FI Antonio Tajani, bisogna sempre aspettare che prima o poi Salvini dica la sua. E puntualmente avviene. Con una nota, la Lega sconfessa la disponibilità di Palazzo Chigi a rivedere il testo e il confronto con Ciriani: «Va approvato immediatamente senza perdite di tempo».

 

meloni salvini tajani

Il ddl Sicurezza, sostiene Salvini, «è uno strumento di primaria importanza» voluto «fortemente dal governo per tutelare le nostre forze di polizia sottoposte a violenze durante le manifestazioni di piazza e per risolvere i principali fenomeni di allarme sociale, come le occupazioni abusive di case, che minano la sicurezza dei cittadini». […]

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....