henry kissinger xi jinping

MENO MALE CHE C’È ANCORA HENRY KISSINGER – IL CENTENARIO EX SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, È STATO RICEVUTO A PECHINO CON TAPPETI ROSSI E FRASI AL MIELE DA XI JINPING: “NON DIMENTICHIAMO I VECCHI AMICI” (UN MESSAGGIO A BIDEN, CHE NON HA SPONSORIZZATO UFFICIALMENTE IL VIAGGIO) – L'ULTIMA MISSIONE DIPLOMATICA ALL'INSEGNA DELLA “REALPOLITIK” PER RIALLACCIARE I FILI POLITICI ED ECONOMICI TRA CINA E USA: “LE NOSTRE RELAZIONI SONO DI IMPORTANZA CRUCIALE PER IL MONDO”

Estratto dell'articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

HENRY KISSINGER XI JINPING 1

I cinesi sanno corteggiare il passato e piegarlo all'occorrenza e così il tappeto rosso srotolato sotto i piedi di Henry Kissinger, 100 anni, quella frase che Xi Jinping gli tributa - «il popolo cinese ti ricorderà sempre» - e il luogo dell'incontro, la Villa numero 5 della Diaoyutai Guest House, lo stesso edificio dove oltre 50 anni fa l'inviato americano fu ricevuto dal premier Zhou Enlai, sono ben più di un riconoscimento per il segretario di Stato che riaprì i legami con la Repubblica popolare cinese ai tempi di Mao e spianò la strada allo storico viaggio di Nixon nel febbraio del 1972.

 

Sono un messaggio inviato al mondo e ai signori che comandano oggi a Washington. Imparate da quest'uomo, «il nostro vecchio amico». C'è l'essenza della Realpolitik nella missione in terra cinese del suo più alto profeta […]

 

HENRY KISSINGER XI JINPING

[…] Xi non schifa l'idea di trattare i rapporti fra Stati per quel che sono, nugolo di interessi che si intrecciano e talvolta di inquinano, considera l'equilibrio di poteri e la non ingerenza i pilastri su cui si agita la scacchiera mondiale. Pragmatismo che si smarrisce e si trasmuta in nazionalismo quando si ricurva nella dimensione domestica, ma che mantiene invece una purezza inquietante quando varca i confini.

 

La guerra in Ucraina ne è l'esempio più fulgido, ed è singolare ma non stupefacente, come le visioni di Xi e quelle di Kissinger coincidano. Temendo entrambi per la stabilità e la tenuta di un equilibrio che si stava affermando lungo l'asse Usa-Cina.

 

HENRY KISSINGER XIE FENG

Nella visione di Kissinger c'è pure il concetto di eccezionalismo ad avvicinare per poi allontanare subito le due super potenze. Se per gli Usa l'eccezionalismo è la manifestazione di un destino, un primato morale da esportare sotto forma di valori e idee nel mondo, quello cinese è culturale – ricorda l'ex segretario di Stato in "On China" – un arroccamento sui propri tratti distintivi senza pretesa di trasferirli fuori dai confini ma con la convinzione che i Paesi si giudichino in base al grado di vicinanza con il pivot di Pechino.

 

Ed è all'interno di schema realismo-eccezionalismo che Kissinger imposta la sua visione delle relazioni sino-americane. Che si esemplifica magnificamente nella sua valutazione sui fatti di piazza Tiananmen del 4 giugno 1989, quando "rimasi scioccato come tutti a vedere come era finita", ma "a differenza di molti americani ebbi l'opportunità di vedere lo sforzo di Ercole che Deng aveva intrapreso per rimodellare il Paese".

 

HENRY KISSINGER XI JINPING 2

[...] Cina e Stati Uniti sono destinate a misurarsi, piacersi, odiarsi, sfidarsi, magari anche manu militari, ma senza abbattersi. Come in un equilibrio precario si sorreggono. Perché anche la Cina agli occhi del segretario di Stato che spiegò il mondo a Nixon, astuto e spietato capace di esaltarsi per la stretta con Mao così da distogliere l'America dalla debacle in Vietnam, è decisiva per la pace e la stabilità mondiale. "Le relazioni fra Usa e Pechino sono di importanza cruciale per il mondo", ha detto infatti il grande vecchio della diplomazia Usa.

 

È toccato al più alto diplomatico cinese, Wang Yi sussurrare a Kissinger la frase più forte, riprendendo dal cassetto della storia la parola "contenimento" e avvertire l'America che "è impossibile circondare o contenere la Cina". Crescerà il Paese, si espanderà ed estenderà come vuole e senza quella morsa che Biden gli sta costruendo intorno, alleanza militare con Giappone e Filippine, i sommergibili nucleari all'Australia, il sostegno all'India, la deterrenza nucleare rafforzata con la Sud Corea.

 

KISSINGER MAO

[…] Accogliendo Kissinger come un «vecchio amico», Xi altro non ha fatto che cercare di enfatizzare da buon realista la cooperazione e il mutuo rispetto fra potenze. E il centenario faro della politica estera Usa è ad ora l'ultimo di una schiera di big che la Cina può vantare di aver ricevuto di recente: Bill Gates, Steve Cook, Elon Musk, il gotha del business e dell'hi-tech Usa al cospetto dell'erede di Mao in un tentativo – ha notato sul New York Times Dennis Wilder, ex capo del desk Cina alla CIA – «di cambiare l'opinione a Washington». Il realista Xi ha imparato la lezione dell'immortale Henry Kissinger.

henry kissinger giulio andreottirichard nixon henry kissinger 1KISSINGER MAO 1nixon kissinger studio ovalehenry kissinger studio alla casa biancarichard nixon henry kissinger

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...