gualtieri michetti 9

AJO, OJO E CAMPIDOGLIO! TRE SFIDE TV PER MICHETTI E GUALTIERI: STASERA A "PORTA A PORTA", DOMANI SU SKY, VENERDI’ ALLA TGR - I DEM INCASSANO L’ENDORSEMENT DI PATUANELLI E CONTE E SONO SICURI CHE GRAN PARTE DELL'ELETTORATO DELLA RAGGI E DI CALENDA TORNERÀ ALLE URNE PER GUALTIERI. IL CENTRODESTRA PUNTA INVECE SUGLI ASTENSIONISTI DA RIMOTIVARE E ATTACCA: “LA SINISTRA PARLA DI FANTASMI INVECE CHE DEI PROBLEMI DI ROMA”

Mario Ajello per “Il Messaggero”

michetti gualtieri

 

Il faccia a faccia finale, o quasi, tra Michetti e Gualtieri. E' quello di stasera a Porta a Porta, e domani altro match a due a Sky e a seguire quello di venerdì alla TgR. Tre appuntamenti clou e tre punti da conquistare per il candidato del Pd che insegue, ma molto da vicino, l'aspirante sindaco del centrodestra.

 

Giorni intensissimi, questi, in attesa del ballottaggio per il Campidoglio. Il vero confronto su Roma, ma non c'erano ovviamente soltanto Michetti e Gualtieri, è quello che s' è svolto prima del primo turno al Messaggero e si sono assolutamente privilegiati i contenuti programmatici dei quattro candidati in gara.

 

gualtieri michetti 9

Adesso la fase è diversa, e sarà molto più politico il faccia a faccia di stasera. Il salotto di Bruno Vespa è un luogo che Michetti considera «veramente neutro» e che ha privilegiato rispetto ad altri spazi televisivi. Per Gualtieri ogni campo di gioco va bene e la tripla partita - andata stasera, ritorno domani e bella dopodomani - in vista del voto di domenica e lunedì prevede due schemi di gioco già decisi dagli sfidanti. Se Gualtieri adotterà la postura di sempre - quella del professionista di governo, della competenza pacata che dovrebbe servire a rianimare una Capitale in affanno - Michetti, che lo precede di tre punti, per conquistarne molti altri ha deciso di sfoggiare un piglio più aggressivo rispetto al solito.

gualtieri michetti

 

LE TATTICHE «Dobbiamo conquistare i tanti astensionisti, portare ai seggi più gente possibile», dice Michetti: «E occorre perciò parlare chiaro, anche in maniera ruvida su come la sinistra non ha fatto il bene di Roma». Format aggressivo, appunto. «Siamo tutt' altro che spaventati e non vediamo l'ora di fare il triplete in questo confronti tivvù», ribattono dal fronte Gualtieri. Che si fa forte tra l'altro, ma chissà quanto vale, dell'endorsement di Conte. I dem sono sicuri che gran parte dell'elettorato della Raggi e di Calenda tornerà alle urne per Gualtieri.

 

Il centrodestra punta invece sugli astensionisti da rimotivare, e la caccia al loro voto è ciò che sta muovendo Salvini, Meloni e Tajani nella campagna su Roma di questi ultimi giorni: una vera e propria caccia al consensi degli apatici, degli indecisi e di chi prova rabbia o disgusto per la politica ma può essere ancora raggiungibile all'ultimo momento e magari per l'ultima volta.

 

enrico michetti roberto gualtieri foto di bacco

Anche i leader dem sono ingaggiatissimi nella partita romana. E in attesa del palcoscenico di Piazza del Popolo - dove al tempo della vittoria di Veltroni sindaco risuonò il famoso motivo di Lucio Dalla: «E' la sera dei miracoli / fai attenzione / Qualcuno nei vicoli di Roma ha scritto una canzone» - ieri sera a Testaccio il segretario Letta, che lì abita, ha fatto il comizio insieme a Gualtieri e alla candidata al primo municipio Lorenza Bonaccorsi. «Lunedì sera avremo Gualtieri sindaco», assicura il segretario delk Nazareno. Michetti ieri ha incontrato ancora una volta alcune associazioni professionali - «Sono determinato a vincere», ripete a tutti - e venerdì chiuderà la campagna elettorale non in periferia, come si era pensato vista la caccia agli astensionisti che vivono molti in quelle zone, ma a Piazza Campo de' Fiori.

 

enrico michetti 5

AL TEMPIO Stamane, i tre leader del centrodestra con Michetti saranno al Tempio di Adriano. Il messaggio di Salvini, Meloni e Tajani sarà agli astensionisti: «C'è bisogno che tutti vadano a votare, la sinistra sa solo delegittimare e non governare, perciò va fermata». Chiara allusione allo scontro politico in atto sul caso Forza Nuova, su cui Salvini e Meloni anche ieri - nell'esibizione a tre per il ballottaggio di Trieste - mostrano un misto di ansia ma anche di speranza: «Se la sinistra neo-resistenziale nella manifestazione di Piazza San Giovanni sabato non farà che ripetere il grido fermiamo i fascisti, ci fa un favore: perché parla di fantasmi invece che dei problemi di Roma che sono quelli che interessano i romani»: così dicono nel Carroccio.

 

DI MAIO GUALTIERI

Ma la vera manifestazione per vincere il ballottaggio non è quella dello slogan «Ora e sempre Resistenza» che verrà gridato sabato, giornata del presunto silenzio elettorale ormai considerato un'anticaglia, bensì quella di Piazza del Popolo venerdì con Gualtieri protagonista e Letta e Zingaretti guest star, e gli interventi - per lo più videoregistrati - dei sindaci del centrosinistra che hanno appena vinto nelle loro città: Sala, Manfredi, Lepore. Il big match è comunque Roma. E c'una certa agitazione nel centrodestra per la conferenza stampa al Tempio di Adriano. Perché quella di ieri a Trieste s' è rivelata un «plotone di esecuzione» - così la definiscono alcuni dei partecipanti - a colpi di domande su Forza Nuova.

 

GIUSEPPE CONTE PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

Al punto che Salvini, stizzito, se n'è andato: «Basta parlare solo di fascismo». E ancora: «Noi vogliamo parlare delle città e delle cose concrete e i media invece vogliono solo dividerci e speculare su temi che non c'entrano nulla con il voto». Commento della Meloni: «Matteo ha proprio ragione». E così, oggi, per sottrarsi al fuoco delle polemiche i tre leader hanno deciso di adottare questo atteggiamento: «Roma, Roma, Roma, si parla solo di Roma». Non sarà facile, ma cercheranno di restare freddi e calmi. Poi partiranno per Latina, dove sostengono Zaccheo contro Coletta in un ballottaggio che, anche lì, è aperto e combattuto.

gualtieri chitarra 7ROBERTO GUALTIERI FELICE DOPO IL PRIMO TURNO DI AMMINISTRATIVE A ROMA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…