giorgia meloni orazio schillaci antonio tajani

FUGA DALLA MELONI – IL MINISTRO DELLA SALUTE, ORAZIO SCHILLACI, DA TEMPO IN ROTTA CON FRATELLI D’ITALIA, MEDITA IL PASSAGGIO IN FORZA ITALIA, CHE LO CORTEGGIA DA TEMPO – GLI AZZURRI POTREBBERO GARANTIRE ALL’EX RETTORE DI TOR VERGATA UN FUTURO “ACCADEMICO” DOPO LA FINE DELLA LEGISLATURA, MAGARI ALLA GUIDA DELL’UNIVERSITÀ VITA-SALUTE SAN RAFFAELE – I QUATTRO ANNI TORMENTATI DI SCHILLACI, DALLA NOMINA NEL 2022 VOLUTA DA LOLLOBRIGIDA AL CASO DEI NO VAX NELLA COMMISSIONE VACCINI FINO ALLO SCONTRO CON IL SOTTOSEGRETARIO MELONIANO GEMMATO…

Estratto dell’articolo di Linda Di Benedetto per “Domani”

 

GIORGIA MELONI - ORAZIO SCHILLACI

Non è passato molto tempo da quando fonti vicine al segretario di Forza Italia, e ministro degli esteri Antonio Tajani, facevano trapelare con insistenza indiscrezioni su un imminente approdo del ministro della salute Orazio Schillaci nelle file azzurre.

 

Un corteggiamento reciproco, nato dalla necessità del ministro di trovare una sponda politica solida mentre il terreno sotto i suoi piedi cominciava a franare. […]

 

La sua nomina, avvenuta nell’ottobre 2022, non è stata il frutto di una visione programmatica sulla sanità, ma di una scelta di Francesco Lollobrigida. In quella fase aveva la necessità di neutralizzare le pretese di Silvio Berlusconi, che reclamava il ministero della Salute per Licia Ronzulli.

 

marcello gemmato giorgia meloni francesco lollobrigida al villaggio agricoltura foto lapresse

Schillaci, allora rettore di Tor Vergata, rappresentava il profilo perfetto: un accademico di area, rispettato ma privo di una propria base elettorale, utile a dire di no ad Arcore senza innescare una crisi di governo immediata. Ma dopo qualche anno quando il ministro ha tentato di rivendicare un’autonomia tecnica che mal si conciliava con le urgenze ideologiche del partito, è iniziato il logoramento del rapporto con Fratelli d’Italia.

 

Il primo strappo netto risale all’agosto 2025, con il caso della commissione Vaccini. Schillaci in quell’occasione dopo aver revocato le nomine di profili vicini al mondo no-vax viene abbandonato dalla destra ma non da Forza Italia.

 

Sentendosi così delegittimato, il ministro avrebbe avviato una manovra di riposizionamento verso gli azzurri, cercando in Antonio Tajani una sponda solida per proteggere il proprio ruolo.

 

antonio tajani e giorgia meloni alla camera foto lapresse

Un corteggiamento diventato plastico il 15 gennaio 2026 nella sala Colletti della Camera: per presentare la riforma sulle liste d’attesa e sulle incompatibilità dei medici, Schillaci si è fatto scortare dal gotha azzurro al completo — Antonio Tajani, Paolo Barelli, Maurizio Gasparri e Letizia Moratti — trasformando una conferenza tecnica in un direttorio politico forzista.

 

Ma l’abbraccio di Tajani potrebbe comunque rivelarsi un vicolo cieco: gli azzurri, pur incassando il suo appoggio, hanno già pronti i nomi per un eventuale successione, dalla stessa Letizia Moratti l’eurodeputata e presidente della Consulta di Forza Italia fino all’insospettabile Filippo Anelli, presidente della Fnomceo.

 

ORAZIO SCHILLACI - FOTO LAPRESSE

Ad inasprire ulteriormente i rapporti con Fratelli d’Italia è stato poi l’ultimo scontro con Marcello Gemmato. Mentre Schillaci cercava asilo politico, il conflitto interno al dicastero con il sottosegretario, fedelissimo della Premier e vero "ministro ombra", esplodeva sulla governance farmaceutica.

 

Il punto di non ritorno è stato l’11 febbraio 2026: quando Schillaci ha inviato una durissima lettera ai vertici dell’Aifa — da lui nominati ma ormai vicini a Gemmato — chiedendo conto di uno sforamento della spesa farmaceutica da 2,85 miliardi di euro.

 

La replica di Gemmato è stata una nota «riservata», in cui invitava Schillaci a una revisione della governance da lui stesso nominata, proponendo un confronto che si è poi concluso con una pace di facciata nella sede di Fratelli d’Italia.

 

giorgia meloni orazio schillaci foto lapresse

Lo stesso Gemmato, potente farmacista che proprio qualche giorno fa, ha dichiarato di puntare a spostare il 90 per cento della distribuzione diretta dei farmaci dalle farmacie ospedaliere alle farmacie convenzionate, pubbliche e private.

 

Oggi Schillaci è un ministro senza copertura finanziaria, lasciato solo a difendere una legge di bilancio che ha stanziato risorse giudicate insufficienti persino dai governatori regionali di centrodestra. In questo scenario di solitudine politica, le indiscrezioni parlamentari descrivono un uomo già proiettato verso il “dopo”.

 

MARCELLO GEMMATO GIORGIA MELONI

La via d’uscita potrebbe essere tracciata verso Milano, con l’incarico di rettore Università Vita-Salute San Raffaele, oggi ricoperto da Enrico Gherlone. Il passaggio alla guida del tempio della sanità privata lombarda, mediato magari dai vertici di Forza Italia che mantengono legami solidissimi con il Gruppo San Donato, rappresenterebbe la “buona uscita” ideale: un approdo accademico di prestigio.

 

Si chiuderebbe così la parabola di un tecnico voluto da Lollobrigida, corteggiato da Forza Italia, ma che oggi si ritrova solo, a cercare una via d’uscita decorosa da un governo in bilico tra ipotesi di rimpasto e lo spettro delle elezioni anticipate.

GIORGIA MELONI ORAZIO SCHILLACIfrancesco rocca orazio schillaciorazio schillaci 1

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