IL "MODELLO SPAGNA" FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI - "L'AUSTERITÀ PAGA", "LORO HANNO VOTATO, MICA HANNO FATTO GOVERNI TECNICI". SÌ, UN PO' DI RIPRESA C'È, MA ORA LA CRISI POLITICA SI AGGIUNGE A DISOCCUPAZIONE, DEBITO PUBBLICO TRIPLICATO, DEFICIT DOPPIO

 

manifestazione a parigi   hollande e rajoymanifestazione a parigi hollande e rajoy

Stefano Cingolani per www.formiche.net

 

Ricordate il refrain che ci ha spaccato i timpani per almeno due anni? Fate come la Spagna. La Spagna sì che ha affrontato la crisi. La Spagna sì che è una democrazia: si vota, si vince, si perde, si decide. E l’austerità? In Spagna paga: ecco qua il ritorno alla crescita. E i disoccupati? E salari e stipendi massacrati? Quisquilie. E un debito pubblico triplicato? Pinzillacchere. E il deficit che ancor oggi è il doppio di quel che prevede Maastricht? Inezie. E poi è tutto certificato, tutto consentito, tutto bollinato dall’Unione europea.

mariano rajoy  6mariano rajoy 6

 

Chissà se oggi, dopo i risultati clamorosi (anche se non inattesi) alle elezioni locali, qualcuno dei soloni filo-spagnoli avrà la onestà di ammettere che forse tutti quei peana erano quanto meno eccessivi. Ciò vale per gli austeri di centro-sinistra, ma anche per il centro-destra che ha portato ad esempio Madrid perché è andata alle elezioni (e ha vinto la destra) invece di avventurarsi in governi tecnocratici.

 

In realtà, nell’un caso e nell’altro, eletti o no, i governi dei Paesi deboli sono stati guidati dall’esterno, dai mercati, da Bruxelles e da Francoforte, hanno compiuto sforzi e sacrifici (spesso giusti o inevitabili), ma non hanno risolto i loro problemi economici e politici. Anche questo per onestà andrebbe ammesso.

 

pablo iglesiaspablo iglesias

L’economia innanzitutto. Le Figaro ha pubblicato un articolo perfidamente oggettivo mettendo insieme un po’ di cifre (tabella in basso). La Spagna ha attraversato tre crisi: quella immobiliare nel 2008 che ha innescato la crisi finanziaria la quale a sua volta ha provocato la crisi bancaria e il collasso del 2012. A quel punto, la Ue ha autorizzato, anzi concordato, un salvataggio delle banche che ha contribuito in modo determinante all’esplodere del debito pubblico già gonfiato dalla necessità di pagare sussidi e assistenza ai disoccupati. In Spagna il mercato del lavoro è stato liberalizzato e i salari si sono abbassati molto più che in altri Paesi (esclusa la Grecia).

 

Come effetto immediato, ciò ha provocato una disoccupazione salita al 27% nel 2013. La svalutazione salariale ha dato slancio alle esportazioni cresciute dai 12 miliardi di euro del 2009 ai 20 miliardi del primo trimestre di quest’anno, anche se la bilancia con l’estero rimane negativa: meno 1,84% del pil. Certo, il saldo è migliorato rispetto al 2009, tuttavia conta molto anche la contrazione dell’import negli anni di recessione della domanda interna.

albert rivera leader ciudadanosalbert rivera leader ciudadanos

 

E i parametri di bilancio? Il disavanzo pubblico resta ancora doppio rispetto al mitico tetto del 3% al quale è tenacemente inchiodata l’Italia. Ciò consente di attutire gli effetti sociali della crisi, anche se non basta a sedare lo scontento che, dopo alcuni anni di protesta vociante, ma politicamente sterile, ha trovato uno sbocco politico.

 

Ecco l’altro corno del dilemma. Perché solo gli sciocchi ragionano di politica economica senza ragionare di politica tout court. In Grecia abbiamo visto come è andata: ha vinto un partito che non è solo radicalmente di sinistra, ma si è rivelato un circolo di dilettanti allo sbaraglio che sta portando il Paese (e forse l’intera Europa) dentro un nuovo gorgo finanziario, economico e, scusate se insistiamo, politico. In Spagna, Podemos e Ciudadanos non sembrano molto diversi. Lasciamo il beneficio d’inventario al bel Pablo Iglesias e ad Ada Colau che ha sbancato Barcellona. Tuttavia, dubbio e scetticismo s’impongono.

mario draghi e janet yellenmario draghi e janet yellen

 

Quale lezione si può trarre? Facciamo parlare i banchieri centrali e andiamo in Portogallo al Forum che s’è tenuto la scorsa settimana a Sintra. I giornali italiani hanno dato ampio spazio al discorso di Mario Draghi che, infatti, ha fatto da spartiacque. Il presidente della Bce ha chiesto che i governi si diano una mossa, perché la banca centrale sta esaurendo le munizioni. In questo ha interpretato lo stato d’animo di tutti i suoi colleghi. Il governatore della Banca del Giappone Horohiko Kuroda ha tirato gli orecchi al premier Shintaro Abe perché la cosiddetta Abenomics si è rivelata più fumo che realtà e tocca alla banca centrale stampare ancor più moneta per far galleggiare l’arcipelago del Sol Levante.

Olivier BlanchardOlivier Blanchard

 

Ma pochi hanno scritto che lo stesso Draghi è finito sotto tiro. Lo ha attaccato apertamente Larry Summers il quale insieme a Olivier Blanchard, capo economista uscente del Fondo monetario, e al suo braccio destro Eugenio Cerutti, ha presentato un paper che rivela la crescente inefficacia degli stimoli delle banche centrali: “La fede nella loro abilità di raggiungere il loro obiettivo è aumentata, mentre l’abilità di centrare il bersaglio è diminuita”. Ciò vale per i prezzi perché si è lasciato che scivolassero verso la deflazione e ancor più per lo sviluppo, soprattutto in Europa: sei milioni di posti di lavoro sono stati perduti nell’area euro dal 2008 e difficilmente saranno recuperati come ha ammesso Draghi.

larry summers larry summers

 

La spiegazione della Bce è che ciò accade perché il mercato del lavoro resta troppo rigido e non sono state fatte le riforme. Per Summers non è sufficiente: bisogna aumentare la domanda interna e ciò nell’area euro spetta alla Germania. E’ facile prevedere che a fine settimana, al vertice del G7 a Dresda, il governo tedesco sarà messo di nuovo all’indice, anche se il ministro delle Finanze Wolfgang Schaüble ha già messo le mani avanti.

 

Ma la sferzata più bruciante è venuta da Stanley Fischer, numero due della Federal Reserve, decano dei banchieri centrali e professore di Draghi al MIT negli anni ‘70. Fischer si è rivolto al suo ex allievo con ironia: “Caro Mario, va bene parlare di riforme strutturali di tanto in tanto, ma non puoi farne l’argomento principale ogni volta che intervieni in pubblico”.

 

Stanley_FischerStanley_Fischer

E’ vero, il mercato del lavoro americano è unificato e ben più flessibile di quello europeo, però per il vecchio studioso, autore del più diffuso manuale di macroeconomia, a tirare la carretta è sempre la domanda aggregata (consumi più investimenti). La Fed si è data anche un obiettivo di crescita e sta per raggiungerlo, mentre l’inflazione è ancora troppo bassa, anche se negli Usa non c’è deflazione. L’unico obiettivo della Bce, invece, è l’inflazione e finora lo ha mancato. La critica di Fischer era paterna e costruttiva, ma ha parlato con chiarezza. Il marasma politico in cui cade adesso anche la Spagna non fa che dargli ragione.

i conti della spagnai conti della spagna

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…