“L'ITALIA HA GOVERNI INADEGUATI PERCHÉ PENSANO CHE LA POPOLARITÀ SIA INDICE DI BUON GOVERNO” - IL SENATORE A VITA MARIO MONTI RANDELLA TUTTI: “SONO CONVINTO CHE QUANDO UN GOVERNO NON SI FARÀ PIÙ GUIDARE DALL'ANSIA DEI SONDAGGI E DELLA RIELEZIONE E FARÀ INVECE LE COSE NECESSARIE PER MIGLIORARE IL PAESE, ANCHE SE IMPOPOLARI NELL'IMMEDIATO, QUEL GOVERNO SARÀ IL PRIMO A VENIRE RICONFERMATO - CONTE? HA PROBLEMI DI AUTOREVOLEZZA - IL MIO GOVERNO HA DOVUTO PRENDERE L'ITALIA PER I CAPELLI PER EVITARE IL FALLIMENTO”

Pietro Senaldi per “Libero quotidiano”

 

mario monti

Al suo tavolo di lavoro all'università Bocconi, della quale è presidente dal 1994, Mario Monti risulta molto più alla mano di quanto non appaia in tv. A tavola poi, non c' è traccia della sua proverbiale rigidità, e per amor di compagnia condivide con l'ospite un bicchiere di vino anche nel pranzo del giorno feriale. Assicura perfino di non amare particolarmente le tasse e che avrebbe anzi voluto abbassarle. È quello che dice però che difficilmente risulterà mai gradevole alle orecchie degli italiani.

 

Presidente, come mai il 28 novembre ha votato a favore della risoluzione della maggioranza sulla manovra?

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni tria

«Non appartengo né alla maggioranza né alle opposizioni. Voto di volta in volta secondo le mie convinzioni. Quando in giugno il governo Conte è venuto in Senato a chiedere la fiducia, mi sono astenuto riservandomi di valutarne l’operato. In ottobre ho votato contro la manovra, rendendo pubbliche le mie forti critiche. A fine novembre ho votato a favore delle modifiche annunciate dal ministro Tria, che vanno verso il buon senso economico, prima ancora che verso le richieste dell' Europa».

 

mario monti brinda

Plaude al passo indietro della coppia Di Maio-Salvini?

«Per me non si tratta di un passo indietro bensì in avanti, in termini di avvicinamento alla realtà e alla maturità nel governare».

 

È passata la linea di Conte e Tria: secondo lei il premier e il ministro dell' Economia stanno facendo un buon lavoro?

«Il governo paga il suo vizio di nascita: ha un premier scelto da due capi di partito che formalmente sono i suoi vice ma che in realtà lo dirigono. Inoltre, non è stato il premier a formulare il programma di governo né a scegliere i ministri. Ovvio che abbia problemi di autorevolezza. Va a suo merito il fatto che riesca a gestire questa situazione impossibile in modo relativamente decoroso.

di maio conte salvini tria

 

Ancora più arduo il compito di Tria, ministro di punta del governo e al tempo stesso vittima sacrificale. Fu la sera in cui Tria venne sconfitto in Consiglio dei ministri, che i leader di M5S esultarono sul balcone di Palazzo Chigi al grido di "Ce l'abbiamo fatta, abbiamo abolito la povertà!". Ma forse quella sera Tria si finse morto perché non lo pugnalassero oltre. In queste ultime settimane il governo è stato costretto dai fatti a riavvicinarsi un po' alle posizioni di Tria».

 

conte di maio salvini

Conte e Tria, in quanto tecnici, hanno il vantaggio di non avere problemi di consenso, a differenza di Salvini e Di Maio

«I media accettano spesso e ciecamente che se un leader politico esercita alte responsabilità di governo badando più al proprio consenso che all' interesse del Paese, faccia una cosa naturale, che l' opinione pubblica deve giustificare. Non condivido affatto questo modo cinico di commentare la politica. Se facciamo così, noi cittadini diamo un salvacondotto ai politici per governarci male, secondo i loro interessi.

 

È anche per questo che l' Italia continua ad avere governi inadeguati, che come in una giostra cadono a ogni elezione, perché pensano che la popolarità sia indice di buon governo, mentre in realtà porta a non affrontare i veri problemi. Sono convinto che quando un governo non si farà più guidare dall' ansia dei sondaggi e della rielezione e farà invece le cose necessarie per migliorare il Paese, anche se impopolari nell' immediato, quel governo sarà il primo a venire riconfermato».

giorgio napolitano mario monti

 

Cosa rimprovera a questa manovra?

«L'assenza di una visione di politica economica e di misure per la crescita e, all' inizio, l'assenza di qualsiasi consapevolezza nel rapporto con l' Europa e i mercati sul tema della finanza pubblica».

 

M5S sostiene che il reddito di cittadinanza rilancerà i consumi

«L' Italia ha un serio problema di distribuzione del reddito e della ricchezza e i governi di centro-sinistra, che si vergognavano un po' di essere anche di sinistra, hanno molta responsabilità in questo. Però i necessari interventi sulla povertà e la disoccupazione vanno fatti mettendo oneri a carico di chi ha di più, e spesso evade, non gravando su chi verosimilmente avrà meno e starà peggio, cioè le generazioni future di un Paese che non cresce più, come avviene quando si distribuisce reddito in disavanzo, aumentando il debito».

conte e tria

 

Non mi dirà che sta pensando a una patrimoniale?

«Dipende dal contesto. Nel 2011, quando lo spread si impennò da quota 150 a quota 574 in quattro mesi malgrado i forti acquisti di BTP da parte della BCE, il governo Berlusconi decise che era necessario riformare le pensioni e introdurre l'imposta immobiliare anche sulla prima casa. Non ci riuscì perché la Lega glielo impedì. Dovette allora dimettersi e le due patate bollenti passarono al mio governo, che adottò quelle misure, poi approvate in Parlamento dai partiti di Berlusconi, Bersani e Casini.

 

mario monti

C'era un equilibrio: senza quella patrimoniale, Bersani non avrebbe accettato la riforma delle pensioni; senza la riforma delle pensioni, Berlusconi non sarebbe stato disposto ad approvare la patrimoniale. Senza l'una e l' altra, lo Stato sarebbe andato in default. Quella era una grande coalizione per salvare lo Stato, distribuendo equamente i sacrifici. Oggi abbiamo una grande coalizione per spolpare lo Stato e si cerca di distribuirne in modo "equo" la polpa tra gli elettori dei due partiti: agli uni il reddito di cittadinanza, agli altri i benefici della controriforma delle pensioni».

 

GIOVANNI TRIA VALDIS DOMBROVSKIS

Avrebbe mai pensato di vedere un governo Lega-M5S?

«C'è una nemesi tra il 2011 e oggi. Il mio governo ha dovuto prendere l' Italia per i capelli per evitare il fallimento. I partiti che hanno sostenuto quel governo, Forza Italia, il Pd, il Terzo polo, hanno pagato in termini di consenso. La Lega, che si era staccata da Berlusconi determinandone la caduta, e M5S, che era già attivo nelle piazze e sui social media ma non ancora in Parlamento, hanno beneficiato del fatto di non avere dovuto sostenere provvedimenti impopolari e di avere costruito una vera e propria fake history: secondo loro avevamo introdotto quei provvedimenti sotto gli ordini della troika (che invece eravamo riusciti ad evitare), delle grandi multinazionali (che invece per anni avevo bacchettato da Bruxelles quale commissario alla concorrenza, vedi GE, Microsoft ecc.), della Germania (come sopra, vedi Landesbanken ecc.), e molte altre falsità produttrici di voti».

 

matteo salvini luigi di maio

Adesso pagheranno il fatto di non poter mantenere le promesse elettorali?

«Stanno già pagando il fatto di avere avuto un successo elettorale enorme, ma in gran parte basato su una falsa narrativa; ogni pezzo di quella costruzione sta ora cadendo sulla loro testa, in forma di incontro con la realtà, a cominciare da quella europea e del vincolo di bilancio».

 

Salvini e Di Maio sostengono che non mantenere le promesse significherebbe violare il patto democratico con gli elettori

«I governi riflettono la volontà dei cittadini, e questo in democrazia è giusto. Però nelle scorse elezioni abbiamo assistito a una gara a fare promesse irrealizzabili, da parte di tutti.

Mario Monti

Non era mai accaduto che le sparassero così grosse. Hanno promesso la Luna senza avere l' astronave ma secondo me il vulnus alla democrazia non si verifica quando il politico non dà seguito a un proposito irrealizzabile, bensì quando per farsi eleggere crea aspettative illusorie.

 

 È stata costruita in Italia una bolla di promesse e illusioni fondate sul nulla molto simile alla bolla speculativa dei mercati che provocò la crisi finanziaria del 2007. Ora i leader di governo devono trasformarsi da uomini di raccolta di consenso in governanti seri, altrimenti non riusciranno ad andare avanti».

 

C' è una differenza in questo nelle posizioni di Cinquestelle e della Lega? Ritiene Salvini più pronto al salto a uomo di governo?

il presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx

«Me lo chiedo anch'io. Salvini, oltre a essere un formidabile leader di partito, mi sembra più maturo di Di Maio e più capace di governare. Ho prima definito un "passo avanti", non "indietro", dal punto di vista economico, la revisione della manovra su richiesta della Commissione europea. Ma dal punto di vista della politica europea l' insieme del primo tempo («Me ne frego dell' Europa», «Non ci muoveremo di un millimetro») e del secondo tempo («il governo è pronto a modificare la manovra, l' importante è evitare la procedura di infrazione») è stato una Caporetto. Sabato a Roma Salvini ha spiegato agli italiani che la manovra del popolo per ora sarà meno generosa di quanto al popolo era stato promesso».

Mario Monti and Jean Claude Juncker c

 

L'austerità del suo governo però non ci ha fatto uscire dalla crisi

«Mi sembra strano imputare la crescita insufficiente degli ultimi sei anni a un governo durato tredici mesi. Abbiamo fatto una politica economica restrittiva perché era la sola che potesse evitare il default. Abbiamo lasciato dopo aver portato l' Italia fuori dalla crisi finanziaria e dalla procedura di infrazione per eccessivo disavanzo nella quale eravamo dal 2009. Le misure per favorire la crescita spettavano a coloro che hanno governato dal 2013 in poi, a chi è arrivato dopo di me, che ha anche goduto di una congiuntura mondiale favorevole e del quantitative easing della Bce. Solo che, anziché incidere sul cuneo fiscale e sul taglio delle spese, quei governi hanno scelto la politica dei bonus».

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