MA CHE MOODY’S! - DAI VERBALI DELL’INCHIESTA DI TRANI SUL DOWNGRADE DEL 2010 LE AGENZIE DI RATING ESCONO A PEZZETTINI - GENNAIO 2011: PASSERA AMMETTE: “VALUTAZIONI POCO ATTENDIBILI, IL GOVERNO BERLUSCONI STA AGENDO BENE” - TREMONTI FA LO GNORRI, FRATTINI AZZANNA, PRODI E SACCONI PURE - MA SENTITE MARIO DRAGHI: “«LA REPUTAZIONE DELLE AGENZIE DI RATING È STATA COMPLETAMENTE SCREDITATA DAL 2007-2008 IN POI…”

Paolo Bracalini per "il Giornale"

Corrado Passera, Giulio Tremonti, Franco Frattini, Mario Draghi, Romano Prodi, Maurizio Sacconi. Uno dopo l'altro nel giro di pochi giorni sfilano ministri, ex premier e banchieri davanti al sostituto procuratore di Trani, Michele Ruggiero, che indaga sull'agenzia di rating Moody's e gli effetti del giudizio negativo sull'Italia dato nel maggio 2010. Siamo a gennaio del 2011, mancano dieci mesi al cambio di governo, dovuto in gran parte al peggioramento dello spread.

Passera non è ancora ministro, ma amministratore delegato di Intesa San Paolo. Il pm sente lui e un altro banchiere, Corrado Faissola, presidente del Consiglio di sorveglianza di Ubi Banca ed ex presidente di Abi, perché nei giorni successivi al report Moody's «c'è stato un andamento anomalo e rilevantissimo dei titoli bancari italiani», conferma al pm Faissola.

Nel verbale anche Passera esprime i dubbi sull'attendibilità dei rating: «Quelle valutazioni avrebbero dovuto essere corredate da altre informazioni circa la maggiore robustezza del nostro sistema bancario» rispetto a quello di Spagna, Irlanda e Portogallo, messi da Moody's sullo stesso piano dell'Italia quanto al rischio «contagio greco».

E lì Passera sembra promuovere la politica economica del governo in carica: «Il nostro Paese- dice il banchiere nel verbale del 24 gennaio2011- è riuscito a contenere il deficit pubblico, a differenza di altri Paesi dell'Eurozona». Tremonti viene sentito dal pm Ruggiero due giorni dopo,al ministero dell'Economia.

Pressato dalle domande del magistrato, precisa di non aver mai commentato quel report di Moody's ma di concordare con il commento di Bankitalia sulla solidità del sistema finanziario italiano e sulla reazione «del tutto ingiustificata» dei mercati al report Moody's : «La Banca d'Italia è l'autorità competente in materia di stabilità bancaria», risponde Tremonti al pm. Commenti diretti sulle agenzie di rating non ne fa «perché - spiega l'allora ministro dell'Economia - chi fa il ministro dell'Economia deve pesare le parole, sottrarsi al dibattito che spesso si sviluppa sulle agenzie... Io sono, se vuole, uno un po' all'antica e limitato». Tremonti però conferma che in Europa «c'è un grande dibattito sul ruolo delle agenzie di rating .

Le dò un dato, nel dibattito su quando devono contribuire i Paesi al nuovo fondo europeo, il gruppo di paesi ha detto: "Contribuisco di meno perché sono tripla A", quindi attribuendo alle agenzie di rating una credibilità significativa. È un dibattito in atto».

Quindi Tremonti risponde di non sapere se qualche operatore finanziario abbia tratto profitto dalle turbolenze dovute al giudizio di Moody's di quel maggio. Neppure Franco Frattini, allora ministro degli Esteri, ha notizie sui possibili speculatori, ma è molto più collaborativo di Tremonti.

E il suo giudizio sulle società di rating molto più netto: «La comparazione impropria operata da Moody's del sistema bancario italiano ha determinato uno sconvolgimento in Borsa. Il confezionamento di quel rapporto, il modo in cui fu costruito e in cui furono operati gli accostamenti fecero pensare ancora una volta ad una manovra foriera di attacchi speculativi. In Consiglio dei ministri europei ho avvertito una diffusa sensazione di fastidio per i metodi adoperati da queste agenzie».

Stesso «fastidio» che emerge dal verbale di Romano Prodi e Maurizio Sacconi, allora ministro del Lavoro. Il governatore di Bankitalia Mario Draghi viene sentito invece il 24 gennaio, negli uffici di via Nazionale. Oltre a ribadire che l'Italia è «un Paese forte», Draghi critica pesantemente le agenzie di rating: «La loro reputazione è stata completamente screditata dal 2007-2008 in poi. La gente continua a usare questi rating perché non ha niente di meglio, purtroppo sono altamente carenti, quindi bisogna trovare un sistema per farne a meno».

Su sollecitazione del pm, Draghi arriva a delineare un effettivo danno economico per l'Italia derivato da rating imprecisi e dall'incertezza prodotta specie su titoli di Stato: «Disorientano i mercati e aumentano la volatilità dei prezzi dei titoli. Questo di per sé è un danno, perché gli investitori a cui si chiede di comprare i titoli diventano più prudenti e meno pronti a sottoscrivere... col processo di rifinanziamento dell'economia diventa più difficile». Anche per questi motivi tre parlamentari Pdl (Luigi d'Ambrosio Lettieri, Francesco Amoruso e Antonio Distaso) oggi saranno a Trani per costiuirsi parte civile contro Moody's e Standard&Poor's.

 

CORRADO PASSERA PENSIEROSO logo moody SILVIO BERLUSCONI - Copyright PizziROMANO PRODI GIULIO TREMONTI FRANCO FRATTINI MARIO DRAGHI

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…