podolyak papa francesco

"PAPA FRANCESCO INCORAGGIA LE MANIE GENOCIDE DI PUTIN" - IL CONSIGLIERE DI ZELENSKY, MYKHAILO PODOLYAK, APRE LE VALVOLE CONTRO BERGOGLIO PER IL SUO ELOGIO DELLA "MADRE RUSSIA": "LE FRASI DEL PAPA SONO UN INCORAGGIAMENTO INCONDIZIONATO ALL’IMPERIALISMO AGGRESSIVO, UN PLAUSO ALL’IDEA SANGUINARIA DEL “MONDO RUSSO”, CHE IMPLICA LA BRUTALE DISTRUZIONE DELLE LIBERTÀ E DEGLI STILI DI VITA ALTRUI"

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per “il Corriere della Sera”

 

mykhailo podolyak

«Impossibile negoziare con il criminale Putin. E come mai il Papa si è fatto strumento della propaganda imperiale russa?». Mykhailo Podolyak, tra i più noti consiglieri del presidente Zelensky, in questa intervista al Corriere fa il punto sulle prospettive del processo di pace tra Mosca e Kiev e non lesina critiche alle recenti dichiarazioni di Papa Francesco.

 

L’ultima intervista di Volodymyr Zelensky alla stampa ucraina sembra aprire a un negoziato. Siete pronti a trattare con la Russia sul futuro di una Crimea demilitarizzata?

«Siamo realisti. Mosca continua a illudersi di avere le risorse per tenersi una parte dei territori occupati, occorre che subisca sconfitte tattiche significative sulla linea del fronte.

 

MYKAILO Podolyak

Solo questo, oltre all’intensificazione dei conflitti nell’entourage di Putin, costringerà i russi ad una valutazione più realistica della situazione. Ne consegue che in questo momento ogni negoziato è fuori questione».

 

Può chiarire?

«Il nostro presidente ha detto molto esplicitamente che solo l’arrivo delle nostre forze armate ai confini amministrativi della Crimea e la parallela distruzione di ogni arma che permetta alla Russia di controllarla spingerà ciò che resta della Nomenklatura di Putin a scegliere: perdere tutto o lasciare la Crimea in tempi brevi. Noi certamente preferiamo il loro ritiro volontario a battaglie su larga scala. Ma non sono ancora a questo punto, credono tutt’ora che negoziare sia stupido».

 

Trattare con Putin?

papa francesco

«Purtroppo, questa è una domanda retorica. Putin non solo non è un partner con cui trattare, ma è anche un ipocrita che considera la nostra disponibilità al dialogo come una debolezza da sfruttare a proprio vantaggio. Putin non mantiene mai la parola data, agisce secondo istinti distruttivi, illudendosi sempre di poterla fare franca, violando ogni regola.

 

Non ci saranno negoziati e per vari motivi: è inutile, umilia il diritto internazionale, giustifica i suoi crimini. Oltretutto ha perso ogni senso della misura, censura il suo Paese, reprime gli oppositori, li fa assassinare. Consigliamo vivamente di abituarsi all’idea per cui può esistere una Russia senza Putin. Il dittatore deve perdere, non può passare la sua logica delle minacce, del ricatto, del genocidio, altrimenti sono a rischio la democrazia e la libertà in tutto il mondo». […]

 

papa francesco zelensky

Come valuta le parole del Papa, che ha esaltato la Russia di Pietro il Grande e dell’Imperatrice Caterina?

«Un discorso distruttivo per l’umanesimo contemporaneo. Se valutiamo con mente aperta le frasi del Papa, vediamo che sono un incoraggiamento incondizionato all’imperialismo aggressivo, un plauso all’idea sanguinaria del “mondo russo”, che implica la brutale distruzione delle libertà e degli stili di vita altrui. Francesco incoraggia l’ideologia misantropica di Putin, le sue manie genocide.

 

papa francesco putin

C’è da chiedersi cosa sia la Chiesa cattolica, cosa il cristianesimo, cosa sia l’Ucraina insanguinata di vittime innocenti. Sembra che il Pontefice, ancora una volta, sia stato strumento della propaganda russa. È proprio facendosi forte della triade Pietro-Caterina-Stalin che l’esercito russo viene a uccidere gli ucraini.

 

MURALE BACIO PUTIN ZELENSKY 1

Il Papa li esalta e Putin li usa per eliminare la nostra identità. Ancora non mi capacito come la Santa Sede non abbia compreso la dannata futilità e il nulla della prospettiva storica insita nell’essenza genocida della moderna Mosca».

 

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)