IL CAVALIERE SEDATO DA COPPI - IN CASO DI CONDANNA NIENTE TELEFONATE, NÉ INTERVISTE, NÉ COMIZI. PERDEREBBE ANCHE IL TITOLO DEL CAV

Liana Milella per "la Repubblica"

Raccontano che solo una, in queste ore, sia la vera preoccupazione del Cavaliere. Che rischia pure di perdere questo titolo concesso dal Quirinale e che lo ha reso famoso nel mondo. Confida la paura agli amici e a loro si raccomanda: «Vada come vada, ma datemi garanzie che non debba essere costretto a passare per la galera, anche solo per poche ore, subendo quelle umilianti procedure che mi raccontano debba sopportare chi varca quelle porte».

Niccolò Ghedini, il suo avvocato, lo ha rincuorato e gli ha ricordato che proprio il suo ex ministro della Giustizia Angelino Alfano ha fatto una legge per cui chi deve scontare un anno di pena va ai domiciliari. In ogni caso c'è pure la legge Simeoni-Saraceni, niente carcere sotto i tre anni, ma l'affidamento ai servizi sociali. Certo, deve chiedere l'uno e l'altro, ma anche qualora non lo facesse, grazie al caso Sallusti e all'orientamento della procura di Milano diretta dall'ex leader dell'Anm Edmondo Bruti Liberati, la detenzione in casa è comunque assicurata.

Detto questo, l'eventuale condanna di Berlusconi a quattro anni, tre coperti dall'indulto, rappresenta un unicum nella storia italiana per l'indiscutibile rilievo politico del personaggio. Ex premier per quattro volte, leader del Pdl, fama internazionale, si ritroverà a fare i conti con una pena che, anche se solo di un anno, cambierà profondamente la sua vita personale e pubblica. Né, per lui, potranno essere sovvertite le regole che valgono per i normali cittadini. Se alla pena si aggiungerà anche l'interdizione - 3 o 5 anni poco cambia - Berlusconi rischia di trovarsi anche senza la copertura parlamentare che comunque gli garantisce spazi più ampi di movimento.

Una cosa è certa. Per lui, a pena definita, vada ai domiciliari o affidato ai servizi sociali, non sarà più possibile, senza una preventiva autorizzazione dei magistrati di sorveglianza, svolgere liberamente l'attività politica, fare telefonate, rilasciare interviste, soprattutto se dovesse perdere anche lo scranno di senatore. Per capire l'eventuale futura vita del forse ex Cavaliere conviene seguire passo dopo passo che cosa può accadergli da oggi se, dal palazzaccio della Cassazione, dovesse arrivare la conferma della condanna.

Da lì, tempo 24 ore, partirà una doppia comunicazione, una per il Senato con la notifica del dispositivo che riguarda l'interdizione, l'altra per Milano, per la procura generale se la pena dovesse essere diversa da quella di primo e secondo grado, per la procura se la pena è la stessa. Qui Bruti Liberati si ritroverà alle prese con un caso identico a quello del direttore del Giornale Alessandro Sallusti, finito poi con la grazia di Napolitano.
Per Berlusconi, di certo, non ci sarà un intervento del Colle che è già stato smentito.
In tempi rapidissimi, dalla procura partirà un ordine di esecuzione con un contestuale decreto di sospensione.

Sta qui, proprio in questo decreto, la matematica certezza che Berlusconi non finirà in cella. Bensì avrà 30 giorni di tempo per scegliere come vuole scontare il carcere, se in affidamento ai servizi sociali, oppure agli arresti domiciliari. C'è chi, nel suo entourage, sostiene che non voglia chiedere nulla ai magistrati, ma in tal caso, la linea di Bruti Liberati è quella di applicare la legge Alfano (ampliata da 12 a 18 mesi dall'ex Guardasigilli Paola Severino) con l'obbligo dei domiciliari.

Berlusconi poi, in quanto over 70, ne ha doppiamente diritto perché il suo reato, la frode fiscale, è tra quelli che grazie alla legge Cirielli consente comunque gli arresti in casa. Ma proprio da casa che vita personale e politica potrà fare Berlusconi? A sentire i magistrati di sorveglianza, tutto dovrà essere regolato proprio dalle toghe, per quanto tempo potrà uscire, gli incontri, le eventuali telefonate, i contatti con la stampa. Niente potrà essere più come prima. Questo spiega la tensione e anche l'angoscia con cui l'ex premier, ma anche i suoi avvocati, attendono il verdetto.

Ovviamente, la sua posizione di senatore, finché l'aula di palazzo Madama non voterà sull'interdizione che potrebbe anche essere respinta a maggioranza grazie al voto segreto, è destinata ad agevolare lo stato di condannato. Sempre facendo una regolare richiesta, Berlusconi potrà andare al Senato e lì sarà "libero" di svolgere il suo "lavoro" di parlamentare. Non potrà, invece, tenere un comizio o una manifestazione pubblica. Per incontrare qualcuno dovrà chiedere il permesso. Dalla sua casa non potrà uscire senza il sì del magistrato di sorveglianza, pena il reato di evasione (successe così a Sallusti). Tutto lascia pensare, per chi lo conosce, che sarà un inferno.

 

Silvio berlu coppi Berlusconicoppi-cassazioneFRANCO COPPI IN CASSAZIONE FOTO LAPRESSE GHEDINI

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