NEL CAOS POLITICO PIÙ TOTALE - NAPOLITANO: O ‘’GOVERNO DEL PRESIDENTE’’ O DIMISSIONI

Ugo Magri per La Stampa

Napolitano sta prendendo decisioni drammatiche per l'Italia e per lui medesimo. Questione di ore, poi emetterà il primo verdetto: niente governo Bersani. Il segretario democratico si è arenato davanti all'ultima condizione posta di mattina dal Cavaliere. Non più la richiesta di scegliere lui, Berlusconi, il futuro Presidente della Repubblica, bensì quella di dar vita a un governo delle «larghe intese», tutti dentro meno che Grillo, dunque a braccetto insieme Pd, Pdl, Scelta Civica e Lega.

Per Bersani, che da un mese grida forte «mai con il centrodestra», sarebbe peggio di una giravolta, lo accuserebbero di aver sottoscritto alla maniera del Faust un patto col demonio. Dunque il teso giro di consultazioni ieri sul Colle si è concluso a sera col Pd che respinge l'ultimatum berlusconiano in quanto (parola di Enrico Letta) «i contrasti aspri tra le forze politiche rendono non idoneo un governissimo». Di fatto, è crollata l'ultima chance di vedere Bersani a Palazzo Chigi.

Che cosa accadrà da questo momento in avanti, è un'incognita per gli stessi protagonisti, con l'Europa in allarme e la stessa Casa Bianca preoccupata per la «salute» dell'Italia.
Tutto fa pensare che stiamo scivolando, nel caos politico più totale, verso nuove elezioni. È quello che Berlusconi desidera, e a tal fine manovra. È convinto di poter riconquistare il potere. Inutile fargli presente che, con l'attuale sistema elettorale, è obiettivo virtualmente impossibile: bisognerebbe che d'incanto sparissero dalla scena Monti e lo stesso Grillo. Ma Silvio è un treno in corsa. Dopo le consultazioni di ieri sul Colle ha teso la mano a Bersani, dicendosi disposto a sostenerlo in cambio del «governissimo», solo per mostrarsi nei panni di un tenero agnello e far indossare a Bersani quelli del lupo ingordo. In parte c'è riuscito.

Ma viste le intenzioni, è assai dubbio che vadano in porto i tentativi avviati stanotte, sotto la regia di Napolitano, per immaginare quantomeno un «governo del Presidente», o «di scopo», estremo paracadute prima delle urne. Un esecutivo formato da alte personalità (non «tecnici», in quanto il solo nominarli provoca l'orticaria a Pd e Pdl) scelte dal Capo dello Stato, che si ponga pochi obiettivi e chiari. Uno su tutti: la riforma del «Porcellum» sollecitata ieri per primo da Grillo. Torniamo alla legge elettorale che c'era un tempo, al «Mattarellum», propone il leader a Cinque Stelle, con il Pd che gli è subito andato dietro.

Il governo del Presidente, se nascesse, dovrebbe occuparsi di mille altre questioni urgenti, a cominciare dall'aumento dell'Iva, che se qualcuno non interviene scatterà a luglio. Ma il punto è: sarà disposto il centrodestra a sostenerlo? Quando ieri mattina Napolitano ha incontrato Berlusconi, non se n'è parlato affatto. Così assicura Alfano, in polemica con il numero due del Pd Letta. A parole tutti si rimettono al Colle, ma se Napolitano formalizzasse la proposta, dal centrodestra forse gli direbbero «sì», a condizione di infilarci dentro ministri «politici»; dal Pd risponderebbero che non se ne parla nemmeno, in quanto saremmo daccapo al «governissimo» sotto mentite spoglie. Così pure il governo del Presidente verrebbe impallinato...

Stamane Napolitano farà sapere. Di sicuro, se pure questo sforzo risultasse vano, il Presidente avrebbe esaurito le sue cartucce. Mandare davanti al Parlamento Bersani non può, nonostante Vendola sostenga il contrario, perché Grillo insiste nel voler licenziare l'intera classe politica e rifiuta di dare il via libera al segretario Pd. Per effetto del «semestre bianco», il Capo dello Stato non può neppure sciogliere daccapo le Camere. Corre dunque sempre più insistente voce che Napolitano stia valutando l'ipotesi clamorosa delle dimissioni immediate, per accelerare l'avvento di un nuovo Presidente nella pienezza dei poteri. E perciò in grado, forse, di riuscire dove rischia di non farcela lui.

 

 

napolitano agnelli fa b d a d b e c b b BARACK OBAMA E GIORGIO NAPOLITANO ALLA CASA BIANCA NAPOLITANOANNA MARIA CANCELLIERI ROBERTO NAPOLETANO GIORGIO NAPOLITANO NAPOLITANO-MONTI - BY VINCINO

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