obama merkel immigrazione

IERI IL “NEW YORK TIMES” HA ATTACCATO LA MERKEL, CHIEDENDONE LE DIMISSIONI, PER LA GESTIONE DELL’EMERGENZA IMMIGRAZIONE: “SIAMO IN TERRITORI MAI TESTATI. SI RISCHIA UN AUMENTO DEL TERRORISMO E UNA RINASCITA DELLA VIOLENZA POLITICA STILE ANNI TRENTA”

1 - GLI USA CANCELLANO LA CANCELLIERA

Maurizio Belpietro per “Libero Quotidiano”

 

merkel obama  merkel obama

Dalle stelle alle stalle, da statista a sfascista. Povera Angela Merkel: fino a ieri era considerata una delle donne più potenti del mondo, tanto da finire in copertina sui principali giornali. Ora è messa alla berlina come un' incapace che sta portando il suo Paese, e di conseguenza l' Europa, sull' orlo del baratro. Tutto per una notte, quella famosa dell' ultimo dell' anno, quando a Colonia, ma non solo, si è capito a che cosa può portare la politica buonista che apre le porte a tutti gli immigrati.

 

MERKEL OBAMA 1MERKEL OBAMA 1

La Cancelliera di ferro era convinta di poter governare il flusso dei profughi, scegliendo quelli più adatti al sistema produttivo tedesco. I calcoli a tavolino le davano ragione, perché la crescita economica della Germania deve essere sorretta anche da manodopera a basso costo, e dunque nulla di meglio che attingere dalla massa di disperati in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni. Angela aveva anche pensato che gli extracomunitari migliori sarebbero stati i siriani, giudicati più assimilabili per istruzione e tradizione.

 

pegida manifestazione coloniapegida manifestazione colonia

In realtà, la donna che da un decennio guida la locomotiva tedesca ha sbagliato tutti i suoi calcoli, per lo meno quelli riguardanti l'immigrazione. Aprire le frontiere, concedendo ospitalità a decine di migliaia di persone, non si è tradotto in un' operazione vantaggiosa, né per lei né per il suo Paese. A differenza di quel che ci si poteva aspettare - o meglio: di quel che si aspettava la stessa Cancelliera - l' ingresso di una marea di persone si è rivelato tutt' altro che indolore.

 

merkelmerkel

Non soltanto per i problemi logistici, che si sono rivelati sin dal principio, mandando in crisi l'organizzazione teutonica, ma anche per le difficoltà di integrazione. Probabilmente Merkel non aveva messo in conto i rischi dovuti alla presenza di migliaia di persone con tradizioni e culture e religioni diverse. Soprattutto non aveva nemmeno lontanamente calcolato che la politica di apertura delle frontiere avrebbe potuto mettere a repentaglio la sicurezza del suo Paese e della stessa Europa.

 

Certo, i fatti del Bataclan e la scoperta dei covi jihadisti in Belgio erano ancora lontani quando la leader tedesca pensava di rilanciare con un atteggiamento buonista nei confronti dei profughi la sua immagine compromessa dal negoziato con la Grecia. Ma non aver capito che accogliere centinaia di migliaia di persone senza conoscere orientamento e aspirazioni presentava dei margini di rischio piuttosto gravi è un errore clamoroso, dalle conseguenze che nessuno oggi può valutare.

arresti a coloniaarresti a colonia

 

Angela Merkel, come ci ha abituati in tutti questi anni, ha fatto da sola, senza consultare i partner europei, senza soprattutto seguire la linea di David Cameron, che da subito si era dimostrato contrario alla linea buonista. E adesso la Merkel incassa da sola il contraccolpo delle molestie contro centinaia di donne, nuovo sistema rispetto agli attentati del passato con cui si cerca di diffondere il panico in Europa e, soprattutto, con cui si cerca di cambiare e nostre abitudini. Ricordate le promesse dopo le stragi islamiche di Parigi che avevano preso di mira dei ragazzi che festeggiavano il fine settimana? Il terrorismo non cambierà le nostre abitudini.

 

colonia molestie a capodannocolonia molestie a capodanno

Può darsi, anche perché le bande di musulmani pronti a farsi saltare in aria non sono inesauribili. Molto di più però possono essere branchi organizzati che cercano di stuprare le donne occidentali così da indurre terrore e costringerle in casa. Non sarà la strategia della tensione, ma quella della paura di sicuro.

 

E di tutto ciò chi si deve ringraziare se non Angela Merkel, la donna che ha aperto la porta agli stupratori? Lei e quelli come lei, buonisti per calcolo politico, commossi per tornaconto personale, pronti a versare una lacrima per chi si presenta alla frontiera, ma non per chi è nato dentro quella frontiera e patisce la fame e la miseria. Quello che è successo è il prodotto di una cultura intrisa di tanto cinismo e tanta ipocrisia nascosta dietro buoni sentimenti, che però questa volta molto clamorosamente ha sbagliato le proprie previsioni.

 

colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno  8colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno 8

Ieri un giornale non certo di destra come il New York Times, quotidiano liberal spesso in contrasto con i falchi a stelle e strisce, ha attaccato la Cancelliera, rimproverandole le aperture ai migranti con parole molto simili a quelle di Oriana Fallaci e Michel Houllebecq, autore di Sottomissione, il libro in cui si preconizza un' Europa inginocchiata di fronte all' Islam. Difficile che il New York Times spari a palle incatenate contro il leader di un Paese che non sia l' America.

 

E non per sudditanza, ma per disinteresse. Quasi impossibile poi che ne chieda le dimissioni. Eppure è ciò che è successo. Bocciata senza appello da un giornale influente nel Paese più multiculturale che ci sia. Da Cancelliera a cancellata.

colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno  7colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno 7

 

2 - LA VENDETTA DI WASHINGTON CONTINUA

Glauco Maggi per “Libero Quotidiano”

 

«Angela Merkel se ne deve andare». La perentoria richiesta è apparsa sul New York Times in un editoriale di Ross Douthat, che la presenta come la soluzione indispensabile «affinché il suo Paese, e il continente che domina, possa evitare di pagare un prezzo troppo alto per la sua follia "da alti principi"». Il riferimento è alla crisi dei migranti, culminata nella notte degli assalti sessuali degli islamici a centinaia di giovani donne a Colonia.

colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno  6colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno 6

 

Le autorità avevano sminuito precedenti incidenti, da Amburgo a Helsinki, «perché ciò risulta sconveniente per la politica di asilo di massa dei rifugiati», scrive il giornale. È un ritardo che è costato il posto al capo della polizia di Colonia, «ma il governo tedesco sembra ancora oggi più preoccupato di tenere a bada i nativi irrequieti - di recente stringendo un patto con Facebook e Google per censurare i commenti anti-immigrazione - che non di controllare l'immigrazione stessa. Solo una settimana fa la Merkel ha rigettato una proposta per mettere un tetto nel 2016 a 200mila per le nuove ammissioni».

colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno  4colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno 4

 

La controversia non è nuova, scrive Douthat. «Per decenni i conservatori sulle due sponde dell'Atlantico hanno avvertito l'Europa che le politiche immigratorie generose, spesso perseguite sfidando i desideri degli europei ordinari, minacciano di destabilizzare il continente. I conservatori hanno sollevato punti importanti sulle difficoltà dell'assimiliazione, sulla minaccia della radicalizzazione, e sulle possibilità di violenze in stile-Parigi e in stile-Colonia nelle città europee».

 

Douthat ricorda che furono sollevate anche «previsioni apocalittiche - timori di "Eurabia" (un riferimento ovvio a Oriana Fallaci NDR) , e di islamizzazione di massa. Erano tesi più dure da accettare, perché fino a poco fa la sfida dell'assimilazione in Europa sembrava scomoda, ma non insormontabile».

 

milo moire a colonia  390042 image a 76 1452263266006milo moire a colonia 390042 image a 76 1452263266006

Oggi, ammette Douthat, «con la migrazione attuale siamo entrati in territori mai testati. Il problema è che una enorme proporzione di loro sono ventenni». In Germania la popolazione è di 82 milioni, con i 20-30enni che erano 10 milioni nel 2013 (compresi già molti immigrati). L' attuale flusso di rifugiati, secondo dati sulla Svezia che ha una simile politica di frontiere aperte, è per il 70% circa di giovanissimi «non accompagnati», con un rapporto di 11 maschi per ogni femmina. Se questa gente non si trasforma in «famiglie», con mogli e figli, l' impatto demografico potrebbe «spingere la Germania verso un possibile futuro in cui metà della popolazione sotto i 40 anni consiste di immigrati dal Medio Oriente a dal Nord Africa».

capodanno a coloniacapodanno a colonia

 

«Se tu credi che una società che invecchia, fino a questo punto per lo piu' omogenea, possa assorbire una migrazione di queste dimensioni e di tale differenza culturale, allora avrai un brillante futuro da portavoce del governo tedesco», ironizza Douthat. «Ma sei anche un pazzo», aggiunge. «Una tale trasformazione minaccia non solo un aumento del terrorismo ma una rinascita della violenza politica nello stile degli Anni Trenta (allusione al nazismo NDR)».

 

capodanno a colonia  capodanno a colonia

Douthat è una firma fissa del New York Times, di cui è una riconosciuta voce conservatrice. Ma la sua opinione riflette le tensioni tra l' America di Obama e la Cancelliera di Berlino, che approdano a questo affondo mediatico dopo una lunga teoria di incidenti più o meno sotterranei. Obama non ha mai amato la Merkel, e il caso delle spiate della Nsa svelate da Snowden lo ha dimostrato. Ma sul piatto della bilancia a questo punto pesano soprattutto le relazioni commerciali bilaterali, che non hanno ancora trovato la quadra nel progetto di patto di libero commercio tra USA e UE, e che hanno una questione ancora in sospeso nel caso Volkswagen.

capodanno  a  colonia  capodanno a colonia colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno  5colonia manifestazioni dopo le molestie di capodanno 5capodanno   a  colonia  capodanno a colonia VAURO SULLE MOLESTIE DI COLONIAVAURO SULLE MOLESTIE DI COLONIAvignetta su multiculturalismo dopo Coloniavignetta su multiculturalismo dopo Colonia

 

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...