bonaccini borgonzoni

NON DITE A SALVINI CHE NEI SONDAGGI BONACCINI E IL CENTROSINISTRA SONO AVANTI IN EMILIA-ROMAGNA: 44,2% CONTRO IL 42,1% DI LUCIA BORGONZONI - IL M5S SI FERMA ALL’8,4% - IL GOVERNATORE USCENTE RACCOGLIE LARGHI CONSENSI (IL 73% DEGLI ELETTORI LO PROMUOVE) ED E’ APPREZZATO ANCHE DAL 55% DEGLI ELETTORI DI CENTRODESTRA…

Nando Pagnoncelli per il “Corriere della Sera”

 

stefano bonaccini stefania bondavalli 4

Le elezioni in Emilia-Romagna si sono trasformate, come da tradizione italica, da consultazione amministrativa locale a test nazionale per saggiare la tenuta del governo, i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione e, tenuto conto della storia politica della regione, per verificare lo stato di salute del Partito democratico, dopo il cambio di leadership e l' uscita di Renzi dal partito. C' è molta curiosità di sapere se, dopo l' esito delle elezioni di fine ottobre in Umbria, si verificherà la caduta di un' altra regione rossa oppure se si confermerà il tradizionale voto a sinistra.

 

LUCIA BORGONZONI E MATTEO SALVINI AL MARE

A poco più di quaranta giorni dalle elezioni abbiamo tastato il polso degli elettori emiliano romagnoli, che in larga misura promuovono l' amministrazione uscente: infatti il 73% esprime un giudizio positivo contro il 22% che ne dà un giudizio negativo. Le valutazioni favorevoli prevalgono tra tutti gli elettorati, compreso quelli del centrodestra (55% a 42%). Si tratta di un bilancio decisamente buono, tenuto conto della «freddezza» manifestata dagli elettori in occasione delle precedenti elezioni regionali che avevano fatto segnare un record di astensioni: solo poco più di un elettore su tre (37,7%) si recò alle urne.

 

STEFANO BONACCINI TOGLIE IL SIMBOLO DEL PD DAI MANIFESTI

Tempo fa un bilancio così lusinghiero avrebbe potuto rappresentare la garanzia di una riconferma, ma oggi il successo elettorale non è più così scontato, come dimostrano alcuni casi eclatanti degli ultimi anni, le comunali di Torino su tutti, dove è prevalsa la voglia di voltare pagina. Talora, infatti, la buona amministrazione viene attribuita alle caratteristiche antropologiche di un territorio più che ad un colore politico. Per questo motivo quelli che un tempo erano considerati veri e propri baluardi, nel tempo sono diventati territori contendibili.

 

LUCIA BORGONZONI MATTEO SALVINI

Concentrando l' attenzione sui due principali candidati - il presidente uscente Stefano Bonaccini e la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, candidata del centrodestra - si registra un diverso livello di notorietà e di gradimento: il primo risulta conosciuto dall' 82% degli elettori e gradito dal 55% (contro il 26% che non lo apprezza), la sfidante è conosciuta dal 71% e gradita dal 32% (con il 38% contro).

 

Riguardo agli orientamenti di voto emerge con grande evidenza la quota di coloro che non intendono votare o si dichiarano indecisi: oggi rappresentano quasi un elettore su due (47,2%). Sebbene sia un dato inferiore rispetto all' astensione registrata nel 2014, si tratta di un elemento che potrà influenzare l' esito elettorale, mettendo alla prova la capacità di mobilitazione dei candidati, delle forze politiche e dei movimenti, primo tra tutti quello delle Sardine, che proprio a Bologna ha fatto il suo esordio il 14 novembre scorso.

 

stefano bonaccini

Lo scenario registrato nel sondaggio odierno presenta un forte equilibrio: Bonaccini prevale di poco sulla Borgonzoni (44,2% a 42,1%), quindi con l' 8,4% il candidato del M5S (testato privo di indicazione, dato che le interviste sono state realizzate prima dell' ufficializzazione di Simone Benini), mentre gli altri candidati nell' insieme raggiungono il 5,3%.

 

Gli orientamenti di voto per i partiti fanno segnare il consueto maggiore livello di astensione/indecisione rispetto al voto per il candidato, attestandosi al 56,2%. L' analisi delle tendenze rispetto alle elezioni recenti (Europee e Politiche) appare complicata dalla presenza delle liste dei candidati che rendono disomogenei i confronti. Tuttavia nel complesso le due coalizioni sono di fatto alla pari: il centrosinistra prevale sul centrodestra 43,1% a 42,8%, recuperando lo svantaggio di 6,7% registrato alle Europee.

LUCIA BORGONZONI

 

La Lega si attesta al primo posto con il 25,9% (in flessione rispetto alle Europee, solo in parte compensata dalla lista Borgonzoni che è accreditata del 4,8%), seguita dal Pd con il 22,9% tallonato dalle liste in appoggio a Bonaccini che nell' insieme raggiungono il 20,2%. Al quarto posto si colloca Fratelli d' Italia con un valore più che raddoppiato rispetto alle Europee (da 4,7% al 10,1%), seguito dal M5S in forte calo (da 12,9% a 8,2%). Da segnalare l' ulteriore flessione di Forza Italia (dal 5,9% al 2% odierno).

 

il confronto tra stefano bonaccini e lucia borgonzoni a cartabianca

Insomma, nella regione il centrosinistra sembra dare segni di ripresa dopo l' inedita sconfitta alle Europee. Bonaccini sembra avvantaggiato dalle valutazioni positive sul suo operato e dalla scelta di scolorire l' appartenenza al Pd (non a caso il simbolo del partito non viene da lui esibito), puntando sul buon governo e su un profilo più «istituzionale». Ma la partita è ancora lunga e il desiderio di cambiamento è sempre in agguato e non conosce tabù di sorta.

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...