renzi orlando

ORLANDO: “IL CASO CONSIP E’ SOLO AGLI INIZI” - DETTO DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SUONA QUASI COME UNA MINACCIA PER IL DUCETTO, BABBO RENZI E PD - PREMATURO L’INVIO DEGLI ISPETTORI PER METTERE FINE ALLA GUERRA FRA LE PROCURE DI NAPOLI E ROMA - PERO' CONCEDE: 'NON DOVEVA USCIRE LA TELEFONATA FRA PADRE E FIGLIO'

 

Liana Milella per la Repubblica

 

Le intercettazioni? «Se si vuole risolvere il problema si approvi la legge». Ne è sicuro? «Se non lo fossi non ci avrei lavorato da tre anni». È convinto che dopo non uscirà più una telefonata?

 

MATTEO E TIZIANO RENZIMATTEO E TIZIANO RENZI

«Non esiste una certezza in questo senso, ma la mia legge limiterebbe il rischio». Dice così il Guardasigilli Andrea Orlando.

 

Telefonata Renzi figlio-Renzi padre. Cos' ha pensato appena l' ha letta?

«Che non doveva stare sul giornale perché non ha alcuna rilevanza penale. Quindi non doveva stare neppure tra gli atti processuali. E mi sono ancor più sorpreso che, non essendoci, fosse stata diffusa. Per questo è necessario fare la massima chiarezza».

 

Ma del contenuto che dice?

«Entrare nelle dinamiche familiari altrui è difficile quando si è direttamente coinvolti, figurarsi su quelle pubblicate da un giornale. Mi sembra un elemento di inciviltà pretendere di trarre valutazioni politiche da una conversazione del genere».

 

MATTEO E TIZIANO RENZIMATTEO E TIZIANO RENZI

Non mi dirà che non andava pubblicata...

«Ho pensato che non era giusto diffonderla, chi si trova una conversazione del genere tra le mani, è difficile che dica di no. Il problema è evitare le fughe. Intervenire sulla pubblicazione diventa complicato nell' epoca di internet ».

 

Ne fa una questione di tutela della privacy?

«La Costituzione autorizza a entrare nella corrispondenza personale in funzione di finalità previste dalla legge, non per dare valutazioni morali o fare analisi socio- culturali. Le intercettazioni servono per fare i processi, i processi per accertare dei fatti».

 

Non ritiene che un uomo pubblico abbia diritto a una privacy attenuata?

LUCA LOTTI E TIZIANO RENZILUCA LOTTI E TIZIANO RENZI

«... e chi è un uomo pubblico? Il potere non è solo politico. Perché non ci dovrebbe essere la privacy attenuata per i giornalisti? Lei ha un potere molto grande, perché non attenuare la sua privacy per vedere come esercita questo potere? Capisce che su questa via si sa dove si inizia ma non dove si finisce».

 

Il politico risponde agli elettori, il giornalista ai lettori, o no?

«Mi rendo conto che la mia è una provocazione, ma esistono oggi poteri di fatto che incidono nella vita di tutti in modo assai più forte della politica».

 

Eppure le sentenze da Strasburgo parlano di privacy attenuata per i politici.

«Non riguardo alle intercettazioni. La loro diffusione è un' anomalia tutta italiana».

 

Napolitano vede «un' insopportabile violazione della privacy ». Lei ritiene davvero che quella conversazione non debba mai finire nel processo?

«In sé quella telefonata no. Un figlio che dice al padre di rispondere in modo corretto non è un fatto di rilevanza penale. In connessione con altre conversazioni potrebbe assumere un altro significato, ma proprio questa considerazione ci fa capire quanto sia arbitraria e fuorviante la pubblicazione di singoli stralci».

 

Il presidente Pd Orfini parla di «attentato alla democrazia».

matteo orfini (2)matteo orfini (2)

«Le parole andrebbero pesate di più soprattutto quando si svolgono funzioni politiche così importanti. Nessuno può negare che ci siano stati fatti molto gravi su cui bisogna accettare le responsabilità. Se però si hanno elementi stringenti per parlare di una regia unica di fatti avvenuti in contesti diversi e se si ritiene che questa azione sia finalizzata a destabilizzare la democrazia, allora bisogna essere conseguenti, si devono investire le istituzioni e chiamare il popolo a una mobilitazione. Altrimenti si cade nel complottismo, un genere di cui di solito hanno fatto storicamente abuso le destre populiste».

 

Come esce il Pd dal caso Consip?

«Mi pare che il caso sia solo alle primissime battute. E la cattiva abitudine di trarre delle conseguenze dall' inizio di un processo, e non dalla sua fine o almeno dal suo sviluppo, si accompagna quasi sempre alla pretesa di definire giudizi morali. Questo non fa bene né all' informazione né ai processi ».

 

Manderà gli ispettori tra Napoli e Roma?

«Quando si ravvisa una possibile irregolarità il primo passo è l' avvio degli accertamenti preliminari. Qualora dimostrassero elementi concreti si prosegue con l' invio degli ispettori. L' eventuale azione disciplinare è all' esito del loro lavoro. È molto probabile che in alcune di queste vicende gli accertamenti preliminari porteranno alle fasi successive».

 

Crede alla guerra tra le procure di Roma e Napoli?

angelino alfano saluta luigi marroni della consipangelino alfano saluta luigi marroni della consip

«I magistrati interessati lo hanno escluso. Le procure, quelle così grandi in particolare, non sono dei monoliti. L' ordinamento prevede un potere diffuso, l' autonomia di ogni singolo magistrato. Per questo è importante il coordinamento che i capi devono esercitare. E per questo è fondamentale che questi ruoli non restino sguarniti».

 

Le intercettazioni e il suo ddl penale. Renzi ostacola la fiducia. È lo strascico delle primarie?

«Non credo. Mi auguro che tutto il Pd si convinca del fatto che c' è una contraddizione tra il denunciare l' utilizzo improprio delle intercettazioni e tenere ferma una legge che affronta il tema per più di tre anni, compresa la campagna referendaria sulla quale si riteneva che la legge potesse avere un impatto negativo ».

 

Ma la fiducia è necessaria?

«Sì, perché penso che una qualunque modifica al testo, possibile con i voti segreti, lo rimanderebbe al Senato, e quindi, dato lo stato avanzato della legislatura, a un nulla di fatto».

 

Sa che Alfano non la vuole e pretende che lei cambi la prescrizione...

INTERCETTAZIONIINTERCETTAZIONI

« L' attuale testo è stato concordato, punto per punto, con il presidente della commissione giustizia del senato, il senatore D' Ascola, del partito di Alfano".

 

Ma non è che Renzi rema contro il ddl penale perché teme che ostacoli la legge letterale?

«I due provvedimenti, dal punto di vista del calendario, sono assolutamente compatibili. Io voglio, almeno quanto Renzi, che la nuova legge elettorale sia approvata, tanto più che il testo di cui si sta discutendo assume uno dei punti su cui mi sono caratterizzato durante il congresso, l' esigenza di costruire un centrosinistra largo e competitivo».

 

Con la delega sulle intercettazioni che succede? Il governo Gentiloni farà quello che voleva fare Berlusconi, bavaglio su magistrati e giornalisti?

«Sono due interventi che non hanno alcun punto di contatto. Noi non limitiamo in alcun modo l' utilizzo delle intercettazioni come strumento di indagine, ma mettiamo paletti più stringenti per evitare la diffusione di conversazioni che non hanno rilevanza penale e in generale per evitare fughe di notizie che possono perfino pregiudicare le indagini».

intercettazioniintercettazioni

 

Anche con le circolari delle procure, proprio quelle di Napoli e di Roma, le telefonate escono lo stesso. È proprio necessaria una legge?

«Non è che il divieto di un fenomeno di per sé lo elimini. Sicuramente una legge è più stringente di una circolare, e vale per tutto il territorio nazionale e può stabilire responsabilità più certe. Anche la prima applicazione delle circolari ci potrà servire per capire cosa va precisato e cosa corretto ».

 

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