PACCO E CONTROPACCO – LA TODINI COSTRUZIONI CHIUDE IL 2013 IN ROSSO PER OLTRE 70 MLN - E IL GRUPPO SALINI, CHE HA IL 77% E VUOLE LIBERARSENE, COLMA IL BUCO RINUNCIANDO A 71 MLN DI CREDITI

Carlotta Scozzari per Dagospia

Che la Todini Costruzioni Generali navigasse in acque finanziariamente agitate si era capito. Il sospetto era sorto dopo che il Gruppo Salini, un mese fa, a sorpresa, aveva annunciato la messa in vendita della quota di controllo dell'azienda, che era stata rilevata soltanto tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010.

Forse però nessuno si sarebbe aspettato un andamento finanziario così negativo per la storica azienda attiva nel settore delle grandi opere su strada fondata negli anni Cinquanta da Franco Todini, scomparso nel 2001 e papà di Luisa, attuale presidentessa del consiglio di amministrazione della Todini Costruzioni e appena scelta dal governo di Matteo Renzi per ricoprire lo stesso ruolo nelle Poste.

La società controllata al 77,7% dalla Salini (che nel 2012 ha comprato anche Impregilo), a livello di gruppo, ha archiviato il 2013 con una perdita netta di 73,5 milioni, in drastico peggioramento rispetto all'utile di 13 milioni con cui era stato chiuso il 2012. Quasi dimezzati i ricavi complessivi, passati dai 623,56 milioni del 2012 a 338,5 milioni.

In questo modo, la perdita di pertinenza del Gruppo Salini, che fa capo all'omonima famiglia romana, nel 2013, è stata di 68,13 milioni, rispetto al dato positivo di 13 milioni dell'esercizio precedente. La sola Todini Costruzioni Generali spa ha invece fatto registrare una perdita netta di 70,6 milioni.

Il bilancio del 2013 della capogruppo dà la colpa dei risultati molto negativi della controllata ad "alcuni eventi di natura non ricorrente". In particolare, spiega il documento, l'interruzione dei lavori relativi alla realizzazione del tratto autostradale denominato "Alat - Masalli Highway" in Azerbaijan e la successiva sottoscrizione di un accordo transattivo per la risoluzione consensuale del relativo contratto di appalto, hanno pesato sul risultato operativo di gruppo per quasi 41 milioni.

Ovviamente, i conti in rosso certamente non hanno fatto bene al Gruppo Salini. Che non a caso, nel bilancio del 2013, fa sapere che, "tenuto conto delle risultanze del bilancio della controllata Todini Costruzioni Generali spa, che riportava una perdita netta di 70,6 milioni e un patrimonio netto negativo pari a 31,1 milioni, in data 12 marzo 2014, il consiglio di amministrazione della Salini Impregilo ha deliberato la propria disponibilità a convertire in una 'riserva per versamento in conto futuro aumento di capitale sociale' una porzione pari a 71 milioni del proprio credito".

In altri termini, il capitale sociale della Todini Costruzioni, complici le massicce perdite, si è ridotto sotto il limite legale e, per ripianare il buco che si è venuto a creare, la Salini-Impregilo, guidata dall'amministratore delegato Pietro Salini, è stata costretta a rinunciare a parte (71 milioni) del proprio credito verso la controllata, che nel complesso ammonta a circa 230 milioni.

Per colpa dei risultati in rosso, è un po' come se il valore della Todini Costruzioni, nel bilancio del Gruppo Salini, sia sceso addirittura sotto zero. Adesso, la storica società di famiglia di Luisa Todini, politicamente vicina all'ex premier Silvio Berlusconi (è stata deputata europea per Forza Italia) e al momento anche componente del cda della Rai, vale 196 milioni. Tale cifra, spiega il bilancio del Gruppo Salini, "confrontato con l'investimento complessivo che la società ha nella Todini spa, pari a 265 milioni" (valore della partecipazione più i crediti), ha evidenziato una svalutazione pari a 69 milioni.

E se si considera che per la capogruppo romana il prezzo di carico a bilancio della Todini spa era pari a 35,2 milioni, si capisce perché il valore della quota sia stato totalmente azzerato e i 33,8 milioni residuali rispetto alla svalutazione siano stati trasferiti al fondo "rischi su coperture perdite su partecipazioni". Insomma, per la Todini una situazione non certo semplice, che pare rendere arduo il progetto, già dichiarato da Pietro Salini, di cedere il controllo dell'azienda entro quest'anno.

 

Luisa Todini Luisa Todini Chicco Testa MATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSE Luisa Todini Chicco Testa Pietro Salini

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