PAPA LEONE CONTINUA A RUGGIRE CONTRO TRUMP - IL PONTEFICE AMERICANO SI LANCIA IN UNA NUOVA INTEMERATA CONTRO IL PRESIDENTE USA: "NON È CRISTIANO CHI LANCIA BOMBE. LA GUERRA È BLASFEMA, DIO NON BENEDICE ALCUN CONFLITTO. NON SARANNO LE AZIONI MILITARI A CREARE SPAZI DI LIBERTÀ O TEMPI DI PACE" - PAPA LEONE SEGUE LE ORME DI FRANCESCO, SOPRANNOMINATO IL "PAPA COMUNISTA": "È INGIUSTA LA RICCHEZZA IN MANO DI POCHI, SERVE REDISTRIBUIRLA" - È GUERRA TOTALE TRA TRUMP E IL VATICANO – L'ATTO MILITARE DI CONVOCARE AL PENTAGONO IL NUNZIO APOSTOLICO IN USA, CHRISTOPHE PIERRE, È UNA BESTEMMIA AL CATTOLICESIMO...
È GUERRA TOTALE TRA TRUMP E IL VATICANO – L'ATTO MILITARE DI CONVOCARE AL PENTAGONO IL NUNZIO APOSTOLICO IN USA, CHRISTOPHE PIERRE, È UNA BESTEMMIA AL CATTOLICESIMO: IL REGIME TRUMPIANO È ARRIVATO A TANTO PERCHÉ L’UNICO CHE SBRANA APERTAMENTE GLI ATTI CRIMINALI DEL NERONE DELLA CASA BIANCA È PAPA LEONE XIV – LA GUERRA “SANTA” TRA IL PRIMO PONTEFICE AMERICANO E IL GOVERNO DI WASHINGTON È INIZIATA QUANDO PREVOST HA SFANCULATO L’ARCIVESCOVO DI NEW YORK, IL TRUMPIANO TIMOTHY DOLAN, SOSTITUITO COL PROGRESSISTA RONALD HICKS; È PROSEGUITA CON IL “VAFFA” DI PAPA LEONE (“DIO NON PUÒ ESSERE ARRUOLATO DALLE TENEBRE") ALLE CONFERENZE ROMANE DI PETER THIEL ALL’ANGELICUM – NELL'INCONTRO ''COATTO'' AL PENTAGONO, PISTOLA SUL TAVOLO, I BOSS MILITARI DI HEGSETH HANNO FATTO RIFERIMENTI ALLA 'CATTIVITÀ AVIGNONESE, EVOCANDO DI FATTO UNO SCISMA DEI CATTOLICI AMERICANI DALLA CHIESA DI ROMA - COME TUTTI I FOLLI AL POTERE, TRUMP SI E' POSTO SUL CIUFFO L'AUREOLA DELL'"UNTO DEL SIGNORE" E CHI NON ACCETTA ALTRO "DIO DONALD" IN TERRA, PESTE LO COLGA...
IL PAPA, NON È CRISTIANO CHI LANCIA BOMBE'
papa leone xiv messa di pasqua foto lapresse 5
(ANSA) - ROMA, 10 APR - "Siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che mosse dall'avidità e dall'odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza", "profanate dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo effetto collaterale dei propri interessi.
Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli", "aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto" che "chi è cristiano non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe". Così il Papa ai vescovi di Baghdad.
MEME donald trump PRESO A PUGNI DA papa leone xIV
"Aiutateci" ha anche detto il Papa ai vescovi caldei di Baghdad riuniti a Roma per il loro sinodo che dovrà eleggere il loro nuovo Patriarca -, a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli".
Leone ha anche raccomandato ai vertici della chiesa irachena, di "accompagnare i fedeli laici, provvedendoli di cure pastorali, perché si sentano incoraggiati, nonostante tutte le prove, a restare saldi nella fede e a rimanere nei loro territori. Questo è importante per tutta la Chiesa - ha sottolineato - ,
papa leone xiv messa di pasqua foto lapresse 1
perché le regioni in cui è sorta la luce della fede non possono fare a meno dei cristiani, che stanno al Medio Oriente come le stelle al cielo. Si diradino le nubi che oscurano questa luce: i cristiani in tutto il Medio Oriente siano rispettati, non solo a parole: godano di vera libertà religiosa e di piena cittadinanza, senza essere trattati da ospiti o da cittadini di seconda classe!"
IL PAPA, 'INGIUSTA LA RICCHEZZA IN MANO DI POCHI, SERVE REDISTRIBUIRE'
(ANSA) - ROMA, 10 APR - "Nel mondo c'è complessivamente molta ricchezza, tuttavia i poveri aumentano. Molte centinaia di milioni di persone sono immerse nella povertà estrema e non dispongono di cibo, alloggio, assistenza medica, scuole, elettricità, acqua potabile e servizi sanitari. Eppure ci sono ricchezze sproporzionate che rimangono nelle mani di pochi. È uno scenario ingiusto, di fronte al quale non possiamo non interrogarci e non impegnarci a cambiare le cose".
Lo dice Papa Leone ricevendo dirigenti e dipendenti dell'Inps. "Alla base delle disparità non c'è una mancanza di risorse", "i problemi" sono risolvibili con una "più equa distribuzione".
"In questo ambito, in Italia, un ruolo di attore principale va senza dubbio riconosciuto all'Inps - ha detto quindi Papa Leone -, che orienta la sua opera in diverse direzioni, attuando politiche previdenziali generative e di effettivosviluppo sociale, a partire dalla tutela dei più deboli e dall'investimento sui giovani.
Per questo, pur di fronte alla necessità di garantire la sostenibilità del sistema, il vostro impegno deve essere sempre volto anche a salvaguardarne il tessuto solidaristico e l'equità, sia a livello pensionistico che di accompagnamento del lavoratore durante il suo percorso professionale".
papa leone xiv via crucis 2026 8
"Gli scenari tipici del lavoro del secolo XX - ha spiegato - sono mutati. Molteplici sono le cause: la finanziarizzazione dell'impresa, l'esternalizzazione della produzione su scala mondiale, gli alti costi del lavoro e, soprattutto, l'incalzante sviluppo tecnologico, con il forte impatto dell'intelligenza artificiale, ancora da analizzare e valutare nelle sue molteplici e in parte inesplorate, sfaccettature. I percorsi lavorativi, che per molto tempo sono stati per lo più lineari, con posti di lavoro occupati spesso per tutta la vita - ha proseguito -, ora sono connotati da maggiore precarietà e variabilità, con la crescita dimodelli di lavoro a termine, part-time, in somministrazione, a chiamata, spesso autonomi, nelle forme più variegate e ibride".
"Ne derivano nuovi bisogni, con nuove responsabilità per lo Stato e perl'individuo - ha detto citando Benedetto XVI -, la cui soddisfazione non può non coinvolgere gli enti previdenziali, e l'Inps in particolare.Vorrei perciò concludere ricordando le parole che Papa Francesco rivolgeva ai dirigenti e aidipendenti del vostro Istituto poco più di dieci anni fa: 'Non dimenticare l'uomo: questo è l'imperativo', 'lavorare per chi lavora, e non ultimo per chi vorrebbe farlo ma non può', sostenere i più deboli, perché a nessuno manchi la dignità".

