NUOVO PAPA: TICKET SODANO-BERTONE? - LA VECCHIA CURIA ROMANA NON MOLLA: I PORPORATI, FRA CUI SODANO, VORREBBERO PROPORRE COME PAPA IL BRASILIANO DI ORIGINI TEDESCHE ODILO PEDRO SCHERER - VIENE DA UN PAESE EMERGENTE, ZEPPO DI CATTOLICI, ED ERA UNO DEI COMMISSARI DELLO IOR - SCHERER SAREBBE PERÒ AFFIANCATO DA UN SEGRETARIO DI STATO ITALIANO, FORSE IL BERTONIANO MAURO PIACENZA...

Andrea Tornielli per "La Stampa"

Un «ticket» per portare il primo latinoamericano sul Soglio di Pietro, affiancandogli come Segretario di Stato un italiano che conosce bene i meandri del Vaticano. È questa l'«operazione Scherer» che alcuni influenti porporati italiani della Curia romana stanno pensando in vista del Conclave.

L'idea del cambiamento, la necessità di voltare pagina e di dare spazio a Chiese più giovani è stata assunta da questi porporati, che potrebbero far confluire i loro voti sull'arcivescovo di San Paolo del Brasile, Odilo Pedro Scherer, 63 anni, di origini tedesche. Scherer è in qualche modo un curiale, ha lavorato per anni in Vaticano ed è membro delle commissioni cardinalizie che si occupano delle finanze della Santa Sede e dello Ior.

A sostenerlo sono sia il decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano - uno dei registi del prossimo conclave, sia pure dall'esterno - sia l'ex Prefetto della Congregazione per i vescovi, Giovanni Battista Re, che invece entrerà nella Sistina: spetterà a lui chiedere al nuovo Pontefice se accetta l'elezione.

Per il posto di Segretario di Stato si fanno due nomi che potrebbero essere associati a quello di Scherer: il primo è quello del Prefetto del clero, Mauro Piacenza. Il secondo, più defilato, è quello del Prefetto delle Chiese orientali, Leonardo Sandri, argentino di origini italiane ma ormai naturalizzato romano: è stato Sostituto della Segreteria di Stato ed è indicato da qualcuno anche come candidato al papato.

Come già accadde nel 2005, è nei palazzi della Curia che viene messa a punto una possibile strategia in vista del Conclave che inizierà con molta probabilità il prossimo fine settimana. Otto anni fa c'era una figura di spicco, di levatura e autorità indiscussa, quale Joseph Ratzinger. Oggi un candidato così forte non c'è.

L'idea di un ticket che associ in nome del Papa a quello del Segretario di Stato già durante il Conclave non è nuova nella storia recente della Chiesa. È vero che formalmente è proibito fare questo genere di accordi preventivi, chiamati un tempo «capitolati», e che comunque l'eletto non è tenuto a rispettarli, quand'anche li abbia fatti. Molti però ricordano ciò che accadde nel Conclave dell'ottobre 1958, quando alcuni porporati della Curia romana si assicurarono che in caso di elezione il patriarca di Venezia Angelo Roncalli scegliesse quale Segretario di Stato monsignor Domenico Tardini, come in effetti avvenne.

Il «ticket» curiale incontrerà il favore dei porporati che stanno arrivando a Roma in queste ore? «Ci sono nordamericani e sudamericani, ma anche europei - spiega un porporato elettore - convinti che questa volta possa toccare a un Papa proveniente da Oltreoceano. Ma è fondamentale attendere la discussione dei prossimi giorni: bisognerà parlare dei bisogni della Chiesa, dello stato della Curia, degli avvenimenti degli ultimi anni. Credo che il prossimo Papa debba essere una persona veramente libera e ben determinata». Il candidato più forte sulla carta, alla vigilia della prima congregazione generale, resta il Prefetto dei vescovi, il canadese Marc Ouellet, rimasto tutto sommato esterno ai circuiti del potere curiale. Potrebbe pescare voti nel Nord che nel Sud America, ma anche in Europa. Il suo bacino elettorale è in parte sovrapponibile a quello del più forte «papabile» italiano, l'arcivescovo di Milano Angelo Scola. Mentre l'unico nome europeo che circola con insistenza è quello dell'ungherese Peter Erdö, che potrebbe trovare consensi anche in alcuni settori curiali.

L'ex Segretario di Stato Tarcisio Bertone, spiega uno dei cardinali che lo conoscono meglio, potrebbe alla prima votazione far confluire su di sé i voti degli elettori a lui più vicini, come fece peraltro lo stesso Sodano al conclave del 2005.

Il pacchetto di consensi bertoniani è stimato attorno a dodici voti. Dopo le prime votazioni, si potrebbero indirizzare verso uno dei candidati, non è escluso verso lo stesso Scherer, o verso il «ministro della Cultura» del Vaticano, Gianfranco Ravasi.

Alcuni porporati ratzingeriani della Curia romana pensano di votare l'arcivescovo di Colombo Malcom Ranijth Patabendige Don. Mentre continuano a essere nominati come possibili outsider sia l'arcivescovo di Boston Sean O'Malley, sia il filippino Luis Antonio Tagle.

 

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