IL PASSO DEL GAMBARO DEL M5S: BEPPE MINACCIA L’ADDIO - FAVIA: 20 GRILLINI PRONTI AL GOVERNO COL PD

Tommaso Ciriaco per "La Repubblica"

Squilla il telefono. È la viva voce di Beppe Grillo, il quartier generale dei grillini a Roma ascolta. «Ragazzi, mi sono rotto. Mi viene voglia di mollare. Alcuni erano niente: sono entrati in Parlamento, ora mi attaccano».

È uno sfogo amaro. Non si aspettava la rivolta interna: «È una cosa incredibile». Vorrebbe un po' di riconoscenza. Invece il Movimento è diventato una polveriera. È un fiume in piena, ricorda spesso di aver rinunciato a spettacoli e guadagni per gettarsi anima e corpo nell'arena. E di aver ricevuto in cambio solo accuse. Come quelle di Adele Gambaro. «Ha detto che devo chiederle scusa? Ah, vabbè, lasciamo perdere...», ride.

Ma è una risata nervosa, perché la battaglia nel movimento rischia di travolgere tutto. Falchi contro colombe. Nell'aria c'è l'odore acre delle espulsioni. Ma la novità è che ormai l'ala dura non è più sicura di essere maggioranza.

Dopo lo sfogo, però, il Fondatore tira un sospiro e inizia a parlare più lentamente. È una questione di coerenza: «Il movimento può anche perdere venti parlamentari, ma io voglio fare chiarezza. Perché non si può stare così, nel M5S». La pattuglia degli ortodossi lo seguirebbe ovunque, figurarsi se non è pronta a buttare fuori la senatrice Gambaro.

«Beppe ce l'ha detto, si è scocciato - spiega uno dei big - Il rischio è che lui faccia un passo indietro. Che molli tutto. Che chiuda bottega. Che stracci lo Statuto. A quel punto i gruppi non potrebbero più chiamarsi "cinque stelle"...». Il che equivarrebbe a prendersi il simbolo e il nome del Movimento, non farlo utilizzare a nessuno e salutare tutti.

Scenari da incubo misti a propaganda. La strategia è chiara, mettere con le spalle al muro i dissidenti. Prima possibile, perché i falchi temono che i ribelli siano solo in stand by. «E se cade il governo usciranno allo scoperto - quasi urla un "duro" della Camera - faranno l'inciucio con il Pd». La contromossa è una e una soltanto: stanarli.

Fra il dire e il fare, però, c'è in mezzo lo Statuto. Che per i grillini è verbo. Lo ammette anche Alessio Villarosa, un "ortodosso" che da settembre guiderà il gruppo di Montecitorio. Da regolamento Gambaro non sembra a rischio: «E infatti tecnicamente lei non ha fatto una cosa che non è consentita. Nello Statuto non c'è scritto che se parli in televisione prima di parlare in assemblea - come ha fatto lei - puoi essere espulso. Però parlando con i giornalisti prima di farlo con noi ha gettato fango sul movimento. E questo è distruttivo».

Manca la convocazione ufficiale, ma non è escluso che si riuniscano già oggi. Deputati e senatori. Probabilmente senza Grillo, che aveva pianificato la discesa nella Capitale ma poi ha mostrato dubbi: «Se vengo mi accusano di condizionarli, se non vengo mi attaccano uguale...». Per "convocare" la senatrice, comunque, basta la richiesta di un solo parlamentare. E i volontari non mancano. «Di certo ne discuteremo in assemblea - conferma Villarosa - vogliamo sapere cosa ha da dirci».

Il problema è che a Palazzo Madama la spaccatura è evidente, come emerso anche ieri sera nel corso di una nuova riunione a Palazzo Madama. Tanti, la maggioranza, non sono intenzionati a voltare le spalle alla compagna di scranno. Una è Serenella Fucsia: «Espulsioni? Qui da noi mai, anche se non avrei usato i toni di Adele. Non so se alla Camera a volte qualcuno ha queste tentazioni...».

Un'altra senatrice si è alzata è ha mostrato le pressioni telematiche degli attivisti: «Noi dobbiamo ascoltare i cittadini, ma io dovrei ascoltare anche chi si comporta così?». Sfogo sentito, condiviso. Accompagnato da altre riflessioni - che preoccupano i falchi - sulla necessità di «dialogare con le persone valide degli altri partiti». Eresia, fino a pochi mesi fa.

Le due anime ormai faticano a confrontarsi. Al Senato l'ala critica è marcata a vista, si parla fra gli altri di Cotti, Bocchino, Pepe, Campanella, Molinari, Bencini, Fucsia, Battista. Alla Camera i nomi sono quelli di sempre. I deputati provano a distrarsi, gettandosi a capo fitto sul lavoro.

Come Massimo Artini: «Chiederò una bicamerale sull'uranio impoverito». Ma il "caso Gambaro" assorbe energie e strapazza il movimento. Il "pontiere" democratico Pippo Civati osserva incredulo l'accelerazione in atto: «Continuiamo a parlarci, ma stanno facendo tutto loro. Se Grillo butta fuori la senatrice, se ne vanno in venti...».


2. M5S: FAVIA, 20 PARLAMENTARI PRONTI A GOVERNO CON IL PD

(ANSA) - "L'attacco che Grillo ora sta sferzando serve per rimettere in fila i soldatini. Ne colpisci uno per educarne cento". Lo dice al Mattino Giovanni Favia, consigliere regionale emiliano e uno dei primi espulsi dal M5S, sottolineando che "al Senato l'insofferenza c'è": "Se Berlusconi a un certo punto decide di non appoggiare più il governo e si rischia così di mandare tutti a casa - dice - non é plausibile che una ventina di parlamentari del M5S decida di sostenere un governo con il Pd?".

"Grillo teme di essere sconfessato - aggiunge - e allora fa opera di prevenzione. E' un dilettante della politica. Da uomo dello spettacolo già era abituato alle piazze, agli applausi, ma con la politica è diverso. La politica ti fa credere che puoi cambiare le cose e così in piazza non arriva più un eroe popolare ma un santo. Beppe ha perso il timone, gli farebbe bene un bagno d'umiltà". La perdita di consensi all'ultima tornata elettorale, afferma Favia, sta nel fatto che "questo non è un movimento politico organizzato dai cittadini, ma un fan club funzionale alla propaganda di un brand politico".

 

BEPPEGRILLO LA SENATRICE GRILLINA ADELE GAMBARO LETTA E ALFANO serenella fucsialogo cinque stelle FAVIA E GRILLO GIOVANNI FAVIA

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…