PATTEN NON RISPETTATO - IMPERVERSA LA BUFERA NELLA BBC: DOPO LE DIMISSIONI DEL RESPONSABILE DELL'INFORMAZIONE GEORGE ENTWHISTLE, TREMA ANCHE LA POLTRONA DEL DIRETTORE, LORD PATTEN - PRIMA L'OCCULTAMENTO DELLE PORCATE DEL PEDOFILO JIMMY SAVILE, POI IL TENTATIVO DI INFANGARE UN VECCHIO LORD THATCHERIANO HANNO AFFOSSATO LA CREDIBILITÀ DELL'EMITTENTE INGLESE – RISCHIA ANCHE LO STORICO PROGRAMMA “NEWSNIGHT”...

1 - SCANDALO PEDOFILIA E FALSI SCOOP IL GIURAMENTO DELLA BBC: MAI PIÙ...
Fabio Cavalera per il "Corriere della Sera"

Che fare? Lord Patten passa la giornata a rispondere a tutte le emittenti del Regno Unito e detta la linea per difendere la Bbc dalla bufera. I tre comandamenti sono: «Imparare la lezione, recuperare fiducia e procedere a una revisione strutturale dell'informazione televisiva». Avendo alle spalle una lunga carriera di servitore dello Stato come ministro e parlamentare conservatore oltre che come ventottesimo e ultimo governatore britannico di Hong Kong ex colonia, Lord Patten galleggia bene nel mare in tempesta e nei momenti di crisi più acuta sa toccare le corde giuste per allontanare le ombre.

Ma questa volta è davvero dura perché la Bbc, quel totem sacro del giornalismo anglosassone che presiede dal 2011, traballa in maniera seria. E attorno al suo corpo ferito già svolazzano molti avvoltoi che pregustano il boccone prelibato. Ci sono politici in cerca di vendetta contro i cattivi giornalisti e sperano di dare una nuova regolamentazione alla stampa.

Ci sono poi le batterie del gruppo Murdoch, il Sun e il Sunday Times, che invocano le dimissioni di tutti i capi a cominciare proprio da Lord Patten per provare ad affondare la Bbc e per dimenticare le vergogne dello scandalo sullo spionaggio illegale effettuato dai tabloid. «Non mi lascio dettare l'agenda da Murdoch e compagnia», sibila furente Lord Patten che di abbandonare la compagnia non ci pensa per niente, almeno per adesso.

I guai però sono grossi e il direttore generale, nonché responsabile numero uno dell'informazione, George Entwhistle, si è dimesso sabato sera. «Ha sentito il dovere di prendersi lui la responsabilità del pessimo giornalismo». Così Lord Patten gli rende l'onore delle armi. Non è colpa sua tutto ciò che è accaduto ma non c'era altra scelta che dare il buon esempio e avviare l'operazione pulizia. Non c'è tempo da perdere in chiacchiere. O in barricate improponibili dopo quello che è accaduto. La Bbc sul caso di Jimmy Savile, il «pedogate», l'ha combinata grossa.

Prima si è autocensurata non mandando in onda un servizio che avrebbe smascherato le porcherie (violenze sui minori) combinate dall'ex mito televisivo Jimmy Savile morto un anno fa. Poi, per archiviare la figuraccia ha messo in piedi inchieste e approfondimenti solo che in uno di questi, in onda sul programma cult Newsnight, ha chiamato in causa in una storia di sevizie sempre ai danni di minori nel Nord del Galles niente meno che l'ex tesoriere dei conservatori ai tempi di Margaret Thatcher, Lord McAlpine. Non ne ha fatto il nome ma risalire al suddetto non è stato difficile. Nel giro di poche ore la sua identità correva in internet.

Il problema è che Lord McAlpine, che ora vive in Italia, è proprio fuori dalla squallida vicenda. La Bbc ha preso una cantonata storica, vi è stato uno scambio di persone. Un corto circuito impensabile per un'istituzione seria e rispettata del calibro della Bbc. Chi doveva controllare non ha ha controllato.

E il «pedogate» o «Savilegate» si è trasformato in una sequenza di terribili scosse di terremoto. All'inizio la verità nascosta sui vizi dell'ex presentatore, con la Bbc che non trasmette l'inchiesta. Successivamente i sospetti crescenti che di questo Jimmy Savile, professionista perverso, in molti abbiano saputo ai piani alti della Bbc ma che nessuno abbia mai denunciato: omertà e ricatti? Infine, nel maldestro tentativo di risalire la china, la chiamata di correo di un innocente costruita con le dichiarazioni di un testimone che in un secondo tempo ha ammesso: scusate mi sono sbagliato.

Anno orribile per il giornalismo inglese. Lo spionaggio compiuto dai tabloid e la sua rete di protezione politica hanno messo il gruppo Murdoch con le spalle al muro. La doppia vita di Jimmy Savile e l'indifferenza che per anni l'ha coperta scuotono la Bbc fino ai suoi massimi vertici. «Che sia necessaria una riforma radicale per impedire deviazioni ed errori è evidente. Ma guai a imbavagliare i giornali e le televisioni». Così la pensa Lord Patten: che nessuno allunghi le mani sulla Bbc. Downing Street segue da lontano. Il premier Cameron giura che, pur essendo «la situazione molto ma molto seria», la Bbc ha «la forza di riformarsi da sola». Ma dimenticare sarà dura. Il segno resterà.


2 - L'ERRORE FATALE DEL PRESENTATORE CHE NON DÀ TREGUA AI LEADER POLITICI...
Fabio Cavalera per il "Corriere della Sera"

Aggressivo, intimidatorio, arrogante. Macché, troppo accondiscendente. Di tutto, di più, Jeremy Paxman nella sua lunghissima carriera a Newsnight, dove approdò nel 1989, se ne è sentite dire di ogni colore. Piaccia o no, il sessantaduenne giornalista arrivato alla Bbc come semplice praticante e capace di salirne i gradini uno alla volta, è uno dei volti più noti e più seguiti della televisione britannica.

Il suo stile è in perfetta simbiosi con la trasmissione che conduce, una delle più interessanti, ricca di approfondimenti e di interviste senza peli sulla lingua: un format di seconda serata che va in onda dal 30 gennaio 1980. Rispettata e criticata. Amata e odiata, soprattutto dai politici che però fanno la coda pur di parteciparvi e di essere sottoposti alla «tortura» delle domande con Jeremy Paxman, il Biagi o il Santoro del Regno Unito. Duro e furbo.

È passato alla storia del giornalismo televisivo il botta e risposta del 13 maggio 1997 fra lo stesso Jeremy Paxman e l'ex ministro dell'Interno, il conservatore Michael Howard che era stato coinvolto in una dura polemica con il direttore delle prigioni. Per dodici volte lo attaccò: «È vero che ha minacciato di rovesciarlo?» Poi, a molti anni di distanza, proprio Jeremy Paxman ammise: quella sua insistente richiesta di spiegazioni, ripetuta con veemenza, altro non era che un trucco per tirare alle lunghe in quanto il servizio successivo non era pronto. Ma così funziona.

Ovunque. La furbizia, appunto, del mestiere. Newsnight è sempre stata nell'occhio del ciclone. I laburisti l'hanno più volte criticata e attaccata. I conservatori pure. Il che significa che colpiva e colpisce nel segno. Ma sul caso di Jimmy Savile è caduta pesantemente ed essendo uno dei fiori all'occhiello della televisione pubblica ha trascinato nella polvere tutta quanta la Bbc, costringendo il direttore generale a dimettersi.

Jeremy Paxman ha reagito come era prevedibile che facesse: «È davvero una vergogna che George Entwistle (il direttore, ndr) se ne sia andato. I codardi e gli incompetenti lo hanno costretto. Il problema non è questo programma, non è Newsnight. Il problema è capire che vogliono fare della Bbc». Comunque sia, con lo scandalo Savile, la storia di Newsnight cambia. E forse Jeremy Paxman per un po' dovrà stare in panchina.

 

 

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