nicola zingaretti luigi di maio matteo renzi

“PIDIOTA”, “SCAPPATO DI CASA”, “SCIACALLO” – IL PD E IL MOVIMENTO 5 STELLE ORA VOGLIONO ALLEARSI PER "SALVARE L’ITALIA DAI BARBARI” (COPY GRILLO), MA FINO A IERI IL DIALOGO AVVENIVA A COLPI DI OFFESE E QUERELE: COME QUELLA PARTITA DAL NAZARENO CONTRO DI MAIO PER GLI ATTACCHI SU BIBBIANO – IL RECORDMAN DEL VOLTAFACCIA? RENZI, CHE DOPO IL VOTO EUROPEO AVEVA LANCIATO L’HASHTAG #SENZADIME E ORA FA DI TUTTO PER ARRIVARE ALL’INCIUCIO… – VIDEO

Giuseppe Marino per “il Giornale”

 

luigi di maio nicola zingaretti

Un contratto di governo giallorosso dopo quello gialloverde? Chissà se il giorno della firma i novelli alleati Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio si rivolgeranno l' un l' altro con i soprannomi con cui Pd e M5s erano soliti apostrofarsi fino a ieri sui social network: «Firma prima tu, pidiota»,

DI MAIO SALVINI CONTE

«Ma no figurati, scappato di casa, accomodati». Se davvero Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio vogliono formare un governo insieme, per prima cosa serve loro un avvocato. Ma non quello «degli italiani»: non serve Giuseppe Conte: basta un mediatore qualsiasi per conciliare la causa in corso ed evitare che Pd e M5s finiscano uno contro l' altro in tribunale. Prima di firmare un «contratto di governo» meglio chiudere le cause pendenti.

renzi di maio

 

Perché i due partiti che ora corrispondono amorosi sensi, fino a ieri dialogavano a colpi di querele. Come quella che il Pd ha presentato contro Di Maio per gli attacchi sul caso di Bibbiano. In nome della realpolitik, Zingaretti dovrà rinnegare un lungo elenco di velenose offese rivolte al nuovo amico del cuore. E c' è da scommettere che per restare al governo Di Maio perdonerà. Il cahier degli insulti di Zingaretti è corposo. Eccone un estratto limitato alle ultime settimane.

LUIGI DI MAIO MATTEO RENZI

 

Sciacalli

È il 18 luglio quando il Pd imbufalito per la campagna su Bibbiano annuncia: «Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di sporgere querela nei confronti di Luigi Di Maio per diffamazione e richiesta di risarcimento danni in sede civile». E Zingaretti rincara: «Di Maio? Sciacallo in cerca di voti».

NICOLA ZINGARETTI

 

Schiavi

La crisi era già alle porte, ma quando il decreto Sicurezza bis viene approvato, Zingaretti apostrofa così i grillini: «Il decreto Salvini è passato. Grazie a schiavi 5 stelle. L' Italia è migliore e li manderemo a casa». A casa Zingaretti, naturalmente.

 

LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA BY LUGHINO

Poltronisti

Il 24 luglio torna di moda il caso Tav e il segretario del Pd, mentre strizza l' occhio alla Lega salvandola dal rischio di una crisi di governo, se la prende con il povero Giggino: «Se Di Maio doveva vendersi l' anima poteva pensarci prima e risparmiarci questa sceneggiata. Per noi prima le persone. Per altri prima le poltrone».

 

Distruttori

Il 31 luglio, ai primi profumi di possibili inciuci con i 5 Stelle, Zingaretti-San Pietro rinnega i grillini. Ai giornalisti che gli chiedono delle affinità con i 5 Stelle replica: «Il più grande danno all' economia del nord lo fa la Lega di Salvini, mentre Di Maio sta distruggendo il sud dell' Italia».

dario franceschini

 

Buffoni e parolai

Appena qualche giorno fa, il segretario del Pd tuonava: «Il Movimento 5 Stelle si oppone alla calendarizzazione della mozione di sfiducia a Salvini. Parolai, schiavi e buffoni».

Mai con i 5s

Il record dei voltafaccia non appartiene però a Nicola Zingaretti. Il primato spetta a Matteo Renzi che all' indomani del voto europeo replicava indignato alle aperture grilline di Dario Franceschini lanciando su twitter la parola chiave #Senzadime. Ma il Renzi è mobile qual hashtag al vento.

di maio no tav

di maio di battista

Armata PD - Renzi Zingaretti

matteo salvini contestato a policoro 1

dario franceschini MEME DELLA LEGA CONTRO I CINQUE STELLEdario franceschini

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)