SILENZIO, PARLA DUDY (NON DUDU’) – ‘’LA POLITICA È UNA COSA SERIA, NON SI ENTRA COME ‘FIGLIO DI’” - GELIDA LA RISPOSTA SULLE VOCI CHE INVECE DANNO LA SORELLASTRA BARBARA PRONTA AL GRANDE PASSO: “LA SCELTA STA A OGNUNO, MA MI PARE CHE LE COSE NON STIANO COSÌ”

Paola Pica per ‘Il Corriere della Sera'

Pier Silvio Berlusconi, il suo nome è circolato con insistenza per le candidature di Forza Italia alle elezioni europee. A quasi 45 anni, 22 in Mediaset, il gruppo che guida dal 2000, la politica la tenta?
«Non si fa politica per successione, lo dico come elettore e come persona. Non potrei mai candidarmi tanto per mettere il mio nome sulla lista. Non è serio».

In Mediaset, però, è entrato come «figlio di»...
«Ho la fortuna, e la responsabilità, di essere figlio di un imprenditore che ha fatto nascere la tv privata in Italia. Dubito, tuttavia, che sarei rimasto in sella se non avessi mostrato talento televisivo, capacità e impegno. In azienda sono entrato in punta di piedi e, a ogni prova, sono aumentate le responsabilità».

Tutto questo, però, non è ancora un «no» alla politica...
«Mai dire mai, magari tra una decina d'anni, chissà. Considero la politica qualcosa di serio e alto. Anche in politica bisogna crescere e acquisire competenze».

Ha parlato della possibilità di un altro o un'altra Berlusconi in politica con sua sorella Marina?
«Con Marina ci sentiamo praticamente tutti i giorni, ci consultiamo su tutto. E comunque mio padre è stato chiaro».

E se in politica entrasse Barbara?
«La scelta sta a ognuno, ma mi pare che le cose non stiano così».

Più che all'elettorato, le vostre tre candidature sembrano parlare a una parte del partito.Che ne sarà di Forza Italia?
«Sugli equilibri del partito preferisco non addentrarmi. Certo è che la forza di tutto è sempre mio padre. E quello che mi interessa sono il presente e il futuro di mio padre che ha subito davvero un'aggressione ingiustificabile. Oggi, il miglior modo in cui io posso aiutarlo è occuparmi al meglio di Mediaset».

Lei dunque presidia l'asset patrimoniale cruciale della famiglia?
«Oggi, nel peggior momento economico, è una durissima responsabilità. Ma fare l'editore è il mio mestiere e mi appassiona. Anche per questo lavoro bisogna saper parlare alla gente, intercettandone e magari anticipandone gusti e interessi».

Se poi la politica gioca a favore fare gli editori è anche meglio...
«La verità è che l'impegno politico di mio padre è costato a quest'azienda uno stato di pressione continuo ed esagerato dal ‘94: tenere nel mirino noi per ostacolare lui. Quante cose avremmo potuto fare e invece...».

Per esempio?
«Immagini le reazioni se, come succede in tutto il mondo, anche in Italia si fosse ipotizzata una naturale collaborazione tra telefonia e contenuti video. Un'alleanza tra noi e Telecom? Apriti cielo, impossibile procedere. E per il Paese è stata una perdita secca».

Tempo di bilanci anche in azienda, Mediaset è tornata all'utile (9 milioni) quest'anno. E ha ridotto l'indebitamento del 22,8%.
«Sono orgoglioso del bilancio 2013: 622 milioni di risparmi ottenuti con un anno di anticipo e superando ampiamente l'obiettivo del piano triennale fissato a 450 milioni. Risparmi ottenuti, tengo molto a questo punto, senza un piano collettivo di licenziamenti, né vertenze sindacali. Sia chiaro che è stata una scelta e un'assunzione di responsabilità. Perché è più facile, tanto più facile, tagliare mandando a casa le persone».

Corrisponde a verità che si è occupato lei, personalmente, voce per voce, della «spending review»?
«Sì, vero, io e un gruppo di manager, niente consulenti. Ore e ore su tutti i prodotti e le voci di spesa a capire come cambiare il modello di gestione. È stata poi una buona idea istituire un comitato che ha messo al vaglio tutte le spese sopra i 50 mila euro. I risultati portati da questa manovra sono stati sorprendenti».

Per voi, come per tutti gli editori, si pone il problema della crescita, dei ricavi.
«Ciò che abbiamo visto in questi anni, con il crollo della raccolta pubblicitaria, non ha precedenti. Ma ora siamo pronti a cavalcare la ripresa, sperando arrivi presto».

Come?
«Le linee di sviluppo sono tre. La prima: allargare il bacino degli spettatori, degli utenti cui "parlano" gli investimenti pubblicitari. Si tratta di un bacino di quasi 56 milioni di italiani, che ci seguono ogni settimana tra tv generaliste, canali tematici, Premium e web. Una potenza di fuoco unica. La seconda: rafforzare la nostra presenza nella pay tv, in Italia e Spagna. Terza: investire con decisione nella produzione di contenuti internazionali, fiction, cinema e library. È una strategia nuova:saremo sia produttori sia distributori, riducendo quindi il rischio e alzando le probabilità di successo. La vendita ad altri paesi e altre piattaforme creerà margine puro ».

Si parla di una partnership internazionale con nomi di primo piano, da Al Jazeera a Telefonica e addirittura alla Newscorp dell'avversario numero uno Rupert Murdoch.
«Sono arrivate diverse proposte interessanti, faremo la scelta che potrà assicurare maggior sviluppo».

Record storico di incassi di «Sole a catinelle» di Checco Zalone e l'Oscar per la «La grande bellezza» di Paolo Sorrentino. Lei però non era a Los Angeles con il resto della squadra.
«Il cinema ci ha dato soddisfazioni straordinarie e sono molto orgoglioso dei nostri autori. Il fatto che non fossi a Hollywood non sorprende chi mi conosce. Io rifuggo la mondanità, non ne avverto il bisogno. Conduco una vita semplice. E ogni giorno libero è per mio figlio Lorenzo».

 

confalonieri con marina e piersilvio berlusconi MARINA E PIERSILVIO medium Famiglia Berlusconi Eleonora Piersilvio MArina Silvio BArbara Luigi barbara barbara berlusconi foto chi exc

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…