DI PIETRO HA DIFESO MARUCCIO. MA CONOSCEVA LE INADEMPIENZE DEL SUO COCCO - IN RAI SI ENTRERÀ SOLO ATTRAVERSO LA SCUOLA DI GIORNALISMO - BERLUSCONI SCEGLIE IL CONDANNATO FERRI PER IL MILAN - C’È LA FILA PER LA POLTRONA DI RENZI - GUERRA TRA CONFINDUSTRIA E I SUOI “INTELLECT” - IL RITORNO DI SACCÀ - SCIVOLA SULL’HOCKEY LA SFIDA PAGNOZZI-MALAGÒ - LA COSTA ALLEGRA VENDUTA COME ROTTAME…

A cura di Gianluca Di Feo e Primo Di Nicola per "l'Espresso"

1 - SPESA PUBBLICA - BON BON BONDI
Dopo sei mesi da supercommissario alla spesa pubblica, Enrico Bondi ha deciso di concedersi il primo e per il momento unico "lusso". Nel suo ufficio, infatti, è comparso su un tavolo circolare per riunioni una scatola di caramelle. Si tratta di pastiglie alla frutta, rigorosamente italiane. Bondi ama quelle al gusto di banana. Per il resto la sua stanza è rimasta scarna e asciutta. Una scrivania in legno chiaro e un tavolo. Nessun quadro. Meno spending di così... V.D.

2 - DI PIETRO - TONINO HA UN MOROSO IN CASA
Pur chiedendone le immediate dimissioni, Antonio di Pietro ha difeso l'operato di Vincenzo Maruccio, accusato di aver sottratto fondi del gruppo alla Pisana per 700 mila euro: «Non abbiamo avuto mai nulla da obiettare per come ha svolto la sua attività». Ma non è affatto vero. A fine settembre l'ex pm è stato costretto a scusarsi proprio per le inadempienze del suo pupillo.

È successo a Latina, dove la segreteria regionale dell'Idv Lazio retta da Maruccio ha affittato una sede nel centralissimo corso della Repubblica. Dopo aver saldato le prime mensilità, Maruccio ha interrotto i pagamenti. Esasperato, il proprietario ha deciso di scrivere a Di Pietro, lamentando i quattro mesi arretrati, i due di anticipo non versati e la mancata voltura delle utenze. In tutto, circa 6 mila euro.

E il leader Idv ha dovuto fare ammenda in una lettera, inviata per conoscenza al segretario regionale e a quello cittadino Enzo De Amicis: «Sono mortificato dalle inadempienze del nostro partito. Mi tenga informato». Maruccio sembra essere recidivo: a Latina l'Idv era infatti rimasto senza sede proprio per morosità. Stanco di aspettare l'affitto, il proprietario precedente aveva deciso di cambiare le serrature. P. Fa.

3 - IDV - BERSANI FAN CLUB
Vasto o non Vasto, nell'Italia dei Valori a molti dispiace essere meri spettatori, senza il proprio leader in campo, della campagna per le primarie del centro-sinistra. Così, nelle prossime settimane, nasceranno dei veri e propri comitati per Bersani targati Idv. La spinta non proviene dal segretario Antonio Di Pietro, evidentemente, ma da una parte della base, una rete di eletti e amministratori nei territori: i più attivi sono nelle regioni del Centro e del Sud, soprattutto da Roma in giù.

Tutte persone che già stanno in giunte a guida Pd negli enti locali più diversi. E che, a quanto consta, da un lato non condividono gli accesi toni anti-Monti che Di Pietro impone in Parlamento, dall'altro non si fidano troppo del nuovismo di Matteo Renzi. Tra i più favorevoli all'iniziativa, ai vertici del partito, è Massimo Donadi, il capogruppo Idv alla Camera. E. A.

4 - FIRENZE - IN FILA PER LA POLTRONA DI RENZI
Mentre Renzi prosegue nella sua corsa per Palazzo Chigi, a Firenze c'è ressa di aspiranti per l'eventuale successione alla guida della città. La candidatura più naturale è quella del suo vice, Dario Nardella, 37 anni, che sta reggendo Palazzo Vecchio mentre il Rottamatore gira l'Italia con il suo camper. Appassionato di violino, in ottimi rapporti con i Della Valle, ex consigliere giuridico di Vannino Chiti quando era ministro, Nardella è un renziano doc, ma proviene dai Ds.

I bersaniani potrebbero opporgli Alessio Gramolati, segretario regionale della Cgil, sindacato ostile a Renzi. Chance ne ha anche Andrea Barducci, presidente della provincia di Firenze, capofila dell'opposizione fiorentina al Rottamatore. Renziana doc è Rosa Maria Di Giorgi, assessore alla Pubblica istruzione, cattolica, ex Margherita, altra aspirante alla successione dell'attuale sindaco. Un candidato ponte tra renziani e bersaniani è Massimo Mattei, assessore al Traffico. Che viene dal Pci, ma sta con Renzi. M. La.

5 - GUERRA D'INTELLECT - IN CONFINDUSTRIA
Confindustria Intellect, la neonata federazione che riunisce AssoComunicazione, Unicom, Assorel, Assoconsult, Assirm e Fedoweb, scende in campo proprio contro Confindustria. L'accusa è di aver avallato, al pari dei sindacati, la riforma Fornero che, a detta del suo presidente, Diego Masi, e dei vertici dell'organismo che rappresenta agenzie pubblicitarie, istituti di ricerca e società di consulenza, penalizza fortemente le oltre mille imprese che ne fanno parte e che generano un fatturato di 4,5 miliardi impiegando 30 mila persone: di cui circa un terzo con contratti cosiddetti "atipici", ma caratteristici di questi settori dove la presenza del capitale umano è il vero mezzo di produzione.

E, quindi, sostengono, per loro un'articolazione contrattuale più flessibile è una necessità. Se non riuscirà a incontrare il ministro Fornero per ottenere deroghe alla legge, l'intenzione di Confindustria Intellect è di mettere a punto un contratto di lavoro che tuteli la peculiarità di questi comparti. Ma Masi, un passato "trasversale" di politico, si spinge più in là, giudicando "antiquata" Confindustria. Per questo, a marzo, presenterà uno studio per suggerire una nuova governance dell'organismo. Vi. P.

6 - RAI - A SCUOLA DA GUBITOSI
Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi ha scelto il convegno organizzato il 4 ottobre scorso a Roma dall'Associazione giornalisti scuola di Perugia per illustrare il montismo applicato al servizio pubblico: a viale Mazzini d'ora in avanti si entrerà solo attraverso la scuola. Come a dire, niente più carriere in quota di partito. Intenzioni serie? A leggere la preoccupazione sui tanti volti noti accorsi, inutilmente, a omaggiare l'algido manager, sembrerebbe proprio di sì. M.U.

7 - RAI - SACCÀ RITORNA IN FERRARI
Agostino Saccà dopo essere uscito dalla porta della Rai come direttore di Rai fiction rientra alla grande dalla finestra come produttore. Con la sua Pepito Produzioni ha in cantiere la realizzazione di tre tv movie per l'azienda di viale Mazzini. Le riprese della commedia "Una Ferrari per due" sono iniziate il primo ottobre, per la fine del mese è prevista l'apertura del set de "La Tempesta" ed entro la fine dell'anno le riprese di "Un marito di troppo", commedia prodotta per Rai uno.

Una gran bella soddisfazione per colui che in trent'anni di Rai aveva ricoperto molti incarichi: due volte direttore di Rai uno, direttore del marketing e del palinsesto, direttore generale e per finire della Fiction, ma che ne era uscito dopo la diffusione delle intercettazioni telefoniche con Berlusconi sulle sue favorite da sistemare, un conseguente trasferimento alla direzione commerciale, e con una condanna in primo grado al pagamento di 110 mila euro per "l'editto bulgaro" nei confronti di Santoro. C.Co.

8 - BERLUSCONI TOCCA FERRI
L'ultimo derby Milan-Inter ha visto una sfida nella sfida. Quella di due ex poliziotti che si sono dati al calcio. Dopo Stefano Filucchi, livornese, una carriera nella polizia, approdato alla corte di Massimo Moratti, anche un altro toscano, Filippo Ferri, figlio dell'ex ministro Enrico, promotore del 110 all'ora e sindaco per oltre quindici anni di Pontremoli, provincia di Carrara, è sbarcato a Milano, dove si occupa della sicurezza del Milan di Berlusconi.

Condannato per i fatti del G8 di Genova a 3 anni e 8 mesi di carcere (pena sospesa) e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, Ferri ha dovuto lasciare la poltrona di capo della squadra mobile alla questura di Firenze (ultima inchiesta scottante, quella della sparatoria al segretario del cardinale di Firenze Giuseppe Betori). Anche Filucchi è passato da Firenze, dove ha collaborato con Pierluigi Vigna ed è stato responsabile di Città sicura dell'ex sindaco Leonardo Domenici. M. LA.

Destra in fermento - Gasparri non vuole Storace
Ex Alleanza nazionale c'eravamo tanto odiati. Al punto che la scorsa settimana, durante una riunione di corrente dedicata all'ipotetica scissione dal Pdl per riunirsi con La Destra, Maurizio Gasparri ha urlato all'amico Ignazio La Russa: «Per favore, ti prego, no! Tu vuoi farmi tornare a litigare con Storace, ma io non voglio assolutamente!». M.U.

9 - SPORT E POTERE - IL FUTURO DEL CONI SI GIOCA A HOCKEY
Un duro scontro al vertice della Federazione italiana hockey offre un assaggio della guerra che si scatenerà in primavera sul rinnovo delle cariche al Coni. Nell'elezione per la presidenza Fih l'outsider Sergio Mignardi ha perso per 48 voti (su 1.469) contro l'uscente Luca Di Mauro, ma ha subito presentato ricorso all'Alta Corte del Coni sostenendo che la segreteria della Fih ha calcolato in modo errato gli aventi diritto al voto.

Un "errore" che avrebbe portato in assemblea 29 società che non dovevano esserci, 20 delle quali siciliane, e tutte hanno dato il voto a Di Mauro, catanese, determinando la sua vittoria. Da Catania vengono anche il segretario della Fih, Fabio Pagliara, responsabile del denunciato pasticcio, e molti collaboratori.

Nella partita per l'assetto futuro del Coni, Di Mauro è un grande elettore di Gianni Petrucci e sostiene il candidato alla successione Lello Pagnozzi, mentre Mignardi è schierato con Giovanni Malagò, lo sfidante al vertice del Coni. E nel bilancio della Federazione Hockey 2011, solo 50 mila euro sono andati ai comitati regionali e alla promozione, contro i 700 mila spesi per stipendi e consulenze. M. Ca.

10 - COSTA CROCIERE - ALLEGRA COME UN ROTTAME
Mentre al Giglio procedono fra mille difficoltà, problemi e ritardi i lavori per raddrizzare il gigante ferito della Costa Concordia e condurlo per la demolizione nel porto di Piombino, a Genova è stato definito il destino della Costa Allegra, l'altra nave da crociera della compagnia genovese incorsa in un grave incidente all'inizio dell'anno: il 27 febbraio, un mese e mezzo dopo il naufragio del Giglio, andò a fuoco alle Seychelles, facendo pronosticare a molti un tracollo irreparabile dell'armatore.

Invece Costa non ha chiuso i battenti, le prenotazioni sono tornate ai livelli precedenti il doppio disastro e l'Allegra è partita la settimana scorsa dai cantieri Mariotti alla volta della Turchia: il broker Ferrando&Massone l'ha infatti venduta alla società turca Themis Maritime, che l'ha ribattezzata Santa Cruise, registrandola in Sierra Leone. Il prezzo di vendita è stimato fra i 7 e i 10 milioni, valore da rottamazione: non è esclusa quindi un'imminente demolizione. V. C.

 

 

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