luigi di maio matteo salvini

CHE POLITICA SAREBBE SENZA “OSHO” PALMAROLI: “LA CRISI? SALVINI CREDO ABBIA FATTO UN GRAVE ERRORE POLITICO. AVREBBE DOVUTO IMMAGINARE CHE SI SAREBBE FATTO TUTTO ALL'INTERNO DEI PALAZZI PER EVITARE LE ELEZIONI. RENDENDO POSSIBILE ANCHE UNA ALLEANZA CONTRONATURA COME QUELLA TRA PD E CINQUESTELLE…” - “LA VIGNETTA CHE HA AVUTO PIÙ SUCCESSO NELL'ESTATE DELLA CRISI TRA LEGA E GRILLINI? E' QUELLA IN CUI..."

Giampiero De Chiara per “Libero quotidiano”

 

federico palmaroli

È il vignettista politico del momento. Bruno Vespa se lo è appena accaparrato per il suo Porta a Porta, ma Federico Palmaroli (#lepiùbellefrasidiosho, una firma diventata virale con oltre 930 mila seguaci su Facebook e più di 248 mila follower su Twitter) già lavora per il Tempo e per il Corriere della Sera. La sua storia ha un che di american dream. Lui è un impiegato romano di 46 anni che ha raggiunto il successo prima con la presa in giro del famoso santone indiano e poi, dal 2015, scegliendo di scherzare sulla politica. Nel 2017 ha anche vinto il Premio della Satira politica.

 

Come è nata la collaborazione con Vespa?

«Grazie al lavoro fatto col Tempo e col Corriere della sera. Mi hanno chiamato e chiesto di fare quello che faccio sulla carta stampata».

LA CRISI TRA DI MAIO E SALVINI BY OSHO

 

Ma se dovesse spiegare in che cosa consiste il suo lavoro di vignettista a chi non la conosce, cosa direbbe?

«Racconto i fatti della politica attraverso delle foto reinterpretate da me, attraverso dei dialoghi surreali».

 

Cambia qualcosa il suo lavoro tra tv e carta stampata?

«Il metodo di lavoro è lo stesso. Ma è ovvio, ma questo vale anche per i quotidiani rispetto alle mie pagine social, che in tv sono più contenuto con le espressioni colorite».

 

Ha iniziato facendo vignette su Osho. Perché proprio il santone?

«Perché ho pensato che un personaggio così spirituale potesse essere divertente farlo parlare con il linguaggio del volgo».

 

Poi è passato alla politica. Perché?

osho- federico palmaroli

«La Fondazione che fa riferimento a Osho non ha gradito questa mia operazione. Allora ho deciso di cambiare e mi sono concentrato sull' attualità e sulla politica. È stata la mia fortuna, perché con lo stesso umorismo che usavo per le vignette di Osho ho potuto raccontare la politica sotto una altra chiave, proprio come fanno i vignettisti».

 

Da dove nasce questo suo umorismo dissacrante?

«Sono nato e vivo a Roma e ho un po' questo approccio scanzonato e dissacrante alla vita. Sono cresciuto con i film di Sordi e Verdone che mi hanno formato sul modo di scherzare».

osho- federico palmaroli

 

A proposito di Verdone. In un suo film (Compagni di scuola) c'è un personaggio (Piero Natoli) che è un disegnatore in preda alle ansie per dover pubblicare una vignetta ogni giorno. A lei succede?

«Si. Spesso mi ritrovo anche io in quella situazione. È inevitabile sentire la pressione e questa può incidere sul tuo carattere e sul tuo modo di rapportarti agli altri e su chi sta vicino. Quel personaggio è esemplificativo di quello che vuol dire fare un tipo di lavoro di questo tipo».

 

Come arriva l' ispirazione?

«Molte delle cose nascono soprattutto da una capacità di cogliere certe espressioni dei miei genitori, o da dialoghi stereotipati colti in un negozio o sull'autobus. Credo di essere un buon osservatore e di saper cogliere bene spunti dalle scene di vita quotidiana».

osho- federico palmaroli

 

Come è la sua giornata tipo?

«Durante il giorno sono un semplice impiegato. Ma già incomincio a pensare a quale può essere la chiave ironica da mettere in una vignetta. Finito di lavorare nel pomeriggio incomincio ad occuparmi di questo mio hobby. Che ormai è diventato più di un hobby. Non ci dedico neanche molto tempo, perché avviene comunque tutto dentro la mia testa ed è quello che stanca di più. Arrivo a fine settimana praticamente cotto...».

 

Ci sono dei politici più facili da prendere in giro e chi?

osho- federico palmaroli

«Non proprio. Ma posso dire che il politico più è di lungo corso e più è facile dissacrarlo».

 

Qualche nome?

«Uno molto interessante è stato l'ex ministro del Tesoro, Tria. L'ho fatto diventare protagonista di una fantomatica sit-com dove veniva sempre bullizzato da quelli della commissione europea. Ma anche l' ex premier Gentiloni ha delle pose in alcune foto che sono spettacolari».

 

E Di Maio e Salvini?

«Per loro quest' estate mi sono inventato la metafora di un rapporto d' amore che si stava consumando. E in quel caso la chiave ironica ha funzionato molto».

 

Perché le foto rispetto ad una vignetta?

«Molto facile, non so disegnare...»

LA CRISI TRA MATTEO SALVINI E LUIGI DI MAIO BY OSHO

 

Che ne pensa della crisi di governo estiva e del nuovo governo?

«Salvini credo abbia fatto un grave errore politico. Al di là delle rassicurazioni politiche, sul fatto che dopo il suo strappo si sarebbe andati al voto, un politico esperto come lui avrebbe dovuto immaginare che si sarebbe fatto tutto all' interno dei Palazzi per evitare le elezioni. Rendendo possibile anche una alleanza contronatura come quella tra Pd e Cinquestelle».

 

Per chi ha votato alle politiche del 2018?

«Non ho votato perché non ero in Italia. Ma non sono un grande elettore a prescindere. I primi anni andavo alle urne, poi pur sapendo che siamo in una repubblica parlamentare ho visto che spesso gli accordi politici stravolgevano le espressioni di voto e ho perso un po' di fiducia».

salvini conte

 

La vignetta che ha avuto più successo nell' estate della crisi tra Lega e grillini?

«Quella in cui Salvini telefona a Di Maio che scocciato gli risponde: "che c' è ancora?". E il leghista gli replica: "aspetto un bambino...". Ha avuto sette milioni di visualizzazioni».

 

Novità per il futuro, continuerà con la politica?

«C' è un progetto per animare Osho per dare una nuova vita al santone che tanto mi ha portato fortuna. Continuerò a fare satira e ironia sulla politica perché ogni giorno c' è materia su cui esprimersi».

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?