ursula von der leyen charles michel erdogan

MENTRE L’EUROPA VA INCONTRO ALLA CRISI PIÙ DURA DEGLI ULTIMI DECENNI, A BRUXELLES SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE – IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, CHARLES MICHEL, MENA SU URSULA VON DER LEYEN: “SUI PREZZI DELL’ENERGIA LA COMMISSIONE È IN RITARDO, DEVE PRESENTARE PROPOSTE CON URGENZA. PER L’UE È UNA QUESTIONE DI CREDIBILITÀ” – FACILE PARLARE, MA LUI CHE HA FATTO PER CONVINCERE I CAPI DI STATO E DI GOVERNO A TROVARE UN ACCORDO? NIENTE, MA PUÒ DIRE CHE È COLPA LORO: SERVE L’UNANIMITÀ PER PRENDERE DECISIONI. E FINCHÉ C’È ORBAN CHE FA DI TESTA SUA… - VIDEO: QUANDO INSIEME A ERDOGAN LASCIÒ URSULA IN PIEDI

 

Marco Bresolin per “La Stampa”

 

ursula von der leyen e charles michel

«Sui prezzi dell'energia la Commissione è in ritardo, deve presentare proposte con urgenza. Per l'Unione europea è una questione di credibilità».

 

Tra Charles Michel e Ursula von der Leyen non c'è un grandissimo feeling, ma mai il presidente del Consiglio europeo aveva criticato così esplicitamente la presidente della Commissione.

 

Nel corso di un'intervista con La Stampa e altri giornali europei, l'ex premier belga ricorda i ripetuti appelli dei leader sul price cap e sulla riforma del mercato elettrico e chiede un piano di risparmio energetico.

 

mario draghi charles michel ursula von der leyen

L'autunno si preannuncia difficile, ma Michel cita il «Wir schaffen das» pronunciato da Angela Merkel durante la crisi dei migranti del 2015: «Ce la faremo». E per rimanere a galla, assicura, «ci serviranno strumenti come Sure e come il Mes».

 

L'Ue sta facendo il possibile per affrontare la crisi energetica?

«È chiaramente il punto in cima all'agenda. Ma non scopriamo oggi il problema: al Consiglio europeo ne discutiamo da ottobre. Diverse volte abbiamo invitato la Commissione a presentare proposte concrete.

 

Sul lato della domanda c'è stato il piano per ridurre del 15% il consumo di gas: credo dovremmo fare lo stesso anche per quanto riguarda l'elettricità. Poi c'è la questione dei prezzi: un problema enorme per famiglie e imprese. Ne siamo consapevoli, dobbiamo agire. Per l'Ue è una questione di credibilità.

 

IL SOFAGATE VISTO DA OSHO

Un dibattito ideologico sugli strumenti non è sufficiente, la Commissione deve presentare proposte con urgenza: non possiamo permetterci il lusso di attendere settimane o mesi. Ci servono le proposte, ora!».

 

La Commissione si è mossa in ritardo?

«Per quanto riguarda i prezzi, sì. La Commissione ha giocato un ruolo importante sugli stoccaggi e questo è positivo perché molti Stati hanno aumentato le riserve. Ma il Consiglio le ha chiesto più volte di fare proposte per limitare l'impennata dei prezzi.

 

GAS N ROSES - MEME BY CARLI

È vero che il dibattito tra i leader è stato difficile e che non tutti hanno la stessa opinione sul price cap o sul mercato elettrico, ma proprio per questo avevamo chiesto un piano per tenere in considerazione i diversi punti di vista. Di fronte ai cittadini che pagano l'elettricità a questi livelli, come possiamo giustificare che le grandi compagnie energetiche stanno facendo extra-profitti?».

 

Diversi leader, da Draghi a Sanchez, chiedono un intervento da mesi. Altri però erano contrari: troverete una sintesi?

«Sono molti gli Stati che avevano aspettative. Magari non eravamo tutti d'accordo sulle soluzioni da adottare, ma tutti abbiamo chiesto alla Commissione di presentare proposte.

 

Poi non sarà facile decidere, non lo faremo certo in due minuti, ma almeno avremo qualcosa su cui discutere. Di certo voglio evitare di avere al Consiglio di ottobre lo stesso dibattito di marzo, maggio e giugno.

 

EMMANUEL MACRON ROBERTA METSOLA CHARLES MICHEL

Spero che si possano adottare misure concrete prima di ottobre. Ma servono proposte al più presto e mi auguro di non dover attendere il discorso sullo Stato dell'Unione (che Ursula von der Leyen pronuncerà il 14 settembre, ndr). Non c'è un giorno da perdere».

 

L'Ue riuscirà a evitare una dura crisi economica in autunno?

«Affronteremo un periodo difficile. Ci sono pessimi ingredienti e sappiamo il cocktail che potrebbe uscire. Problemi nelle catene di approvvigionamento, inflazione, aumento delle bollette.

 

ursula von der leyen lasciata senza poltrona da erdogan e michel 3

Per questo dobbiamo imparare la lezione dalla crisi del Covid. Agendo insieme abbiamo comprato i vaccini e sul fronte economico abbiamo creato Sure e il Recovery Fund. Dobbiamo essere pronti e posso assicurare che il Consiglio europeo si assumerà le sue responsabilità. "Wir schaffen das", ce la faremo».

 

Con quali strumenti?

«Li abbiamo. Penso a Sure, oppure al Mes. Abbiamo un coordinamento delle politiche economiche che è un segnale di fiducia al mercato e anche al resto del mondo».

 

vladimir putin

Il Mes, però, non è mai stato utilizzato per la paura dello stigma: davvero potrà servire per la prossima crisi?

«Il semplice fatto che il Mes esista lo rende uno strumento potente perché è un segnale ai mercati. Anche se inutilizzato, è utile».

 

I soldi di Sure, invece, sono finiti: intende riproporre uno schema basato sul debito comune per finanziare prestiti agli Stati?

«Possiamo imparare le lezioni dalla pandemia. Non sto propugnando una soluzione, vedremo cosa ci servirà. A ottobre affronteremo la questione dell'energia, ma avremo anche uno scambio di vedute sul coordinamento delle politiche economiche perché in tutti i Paesi abbiamo le stesse difficoltà.

 

ursula von der leyen lasciata senza poltrona da erdogan e michel 5

Da un lato la necessità di investire sulla trasformazione dei nostri modelli economici e dall'altro fare il possibile per tenere i debiti sotto controllo. Gli Stati hanno speso 280 miliardi per sostenere i cittadini contro la crisi energetica: in futuro dovremmo essere più selettivi, altrimenti spingeremo l'inflazione».

 

Il voto in Italia, con la prospettiva di un ritorno all'euroscetticismo, è un ulteriore fattore di rischio?

«In Italia ci saranno delle elezioni e certamente tutti confidiamo nella scelta che verrà fatta dai cittadini. Non dirò nulla di più su una situazione di politica interna a poche settimane dal voto».

 

Nemmeno sulla partenza anticipata di Draghi?

vladimir putin viktor orban 4

«Ho rispetto per il funzionamento delle istituzioni nazionali. C'è stata una scelta del primo ministro, c'è stato un processo con il Presidente della Repubblica e con il parlamento. E io lo rispetto».

 

Ma secondo lei c'è il rischio di una nuova crisi dei debiti?

«Siamo tutti consapevoli che la situazione è estremamente difficile. Ci sono rischi e incertezze e non posso anticipare cosa succederà in alcuni Paesi. "Wir schaffen das" significa che, se agiamo uniti, abbiamo gli strumenti per affrontare le sfide. Sappiamo i punti di forza e di debolezza dell'Eurozona e del mercato interno: dobbiamo ridurre le debolezze. Il Mes e Sure sono strumenti potenti, un chiaro segnale ai mercati che siamo pronti ad agire se necessario».

charles michel mario draghi

 

Come si può mantenere l'unità se un Paese come l'Ungheria compra gas russo mentre Mosca taglia le forniture agli altri?

«Da tempo la Russia cerca sistematicamente di seminare zizzania e di minare l'unità europea: siamo abituati. Dobbiamo essere fermi e impegnarci per mantenere questa unità, che è la nostra forza. Divisi siamo deboli, uniti siamo forti. Ma per essere forti bisogna anche agire rapidamente».

ursula von der leyen lasciata senza poltrona da erdogan e michelursula von der leyen e charles michelvolodymyr zelensky charles michel Charles Michel Denys Shmyhal

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...